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Cagliari, presentata la seconda edizione del “Trofeo Gigi Riva”

Un momento della conferenza stampa
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Si è tenuta presso la Sala Giorgio Pisano in Piazza Unione Sarda la presentazione ufficiale della seconda edizione del Trofeo Gigi Riva, manifestazione dedicata alla memoria dell’indimenticato campione rossoblù. A rappresentare il Cagliari il Direttore Generale Stefano Melis, il Club Ambassador Nicola Riva, Roberto Muzzi dell’Area Scouting e il capitano della squadra Alessandro Deiola. Presenti gli ex giocatori del Cagliari Mario Brugnera, Beppe Tomasini e Renato Copparoni.

La presentazione inizia con la proiezione di un video celebrativo nel ricordo di Gigi Riva: immagini toccanti che celebrano il campione con la maglia del Cagliari e della Nazionale.

Parla Lia Serreli, direttrice editoriale dell’Unione Sarda:  “Per noi è un onore partecipare a questo secondo trofeo, non solo per il legame che aveva Gigi Riva con la Sardegna ma che questa manifestazioni siano teatro di sportività, uno dei cardini e valori di Gigi Riva. Ha giocato con questi valori e noi non possiamo non raccontarlo. Un esempio per tutti i giovani. È un onore ospitare questo evento. Ricordare Gigi Riva deve essere un esempio per tutti”

Stefano Melis, amministratore delegato del Cagliari: “In questo evento il Cagliari ricorda quello che per noi è molti di più di un campione, di una leggenda. Un riferimento non solo in campo ma soprattutto fuori dal campo, si è legato ai nostri colori, recordman in Nazionale. Depositario di valori non solo del club ma di tutto il calcio. Abbiamo pensato che si poteva trovare un equilibrio per celebrarlo al meglio, in modo che possa essere sempre un esempio. Siamo alla seconda edizione, speriamo ce ne siano tante altre ancora. Io nasco 9 anni dopo lo Scudetto ma mi nutro dei discorsi di Nicola e di tutte le persone che hanno vissuto quel momento. Mi vengono i brividi solo a parlarne”.

I Valori nello Sport
“Noi abbiamo ben chiaro quali sono i valori che questa leggenda ci ha lasciato. Riconosciamo l’importanza dei nostri tifosi, come è successo a Pula ieri, come è successo tante volte. Non voglio tornare su discorsi attuali, voglio ricordare quanto sia importante la passione della gente, quello che il grande Gigi ci aveva lasciato tra calcio giocatori e come porsi fuori dal campo. Se abbiamo chiaro questo abbiamo fatto il nostro”.

Stadio
“Sarebbe un chiudere il cerchio: avere nello stadio dedicato a Gigi dare uno spettacolo ai tifosi. Sarebbe bello, ci stiamo arrivando, a piccoli passi. Noi apprendiamo con il solito pragmatismo, è un passo importante ma ci sono altri passi. Ora ci sarà il bando, speriamo si possa fare in tempi brevi. L’auspicio è che si inizi entro i primi mesi del 2027 e regalo il nuovo stadio ai tifosi”.

Sul palco poi Nicola Riva: “È sempre una bella sorpresa vedere le immagini di papà, vedere i suoi ex compagni di squadra. Sono un tifoso del Cagliari sfegatato, sono ambasciatore del Club, sono felicissimo di questo ruolo. La manifestazione di ieri è stata bellissima. Si parla del Trofeo Gigi Riva e si chiude un cerchio con la partita di sabato. Ci sono i valori, c’è la seconda edizione ed è tutto molto bello. Da bambino il momento più bello era la prima amichevole del Cagliari, ora la prima volta è il Trofeo Gigi Riva, penso che sia bellissimo. Non saremmo qua se non avesse lasciato a livello valoriale importante, non un semplice giocatore ma molto altro. Amava più l’entroterra perché si avvicinava maggiormente al suo carattere”.

Poi è stato il turno di Roberto Sau, project Manager di Aspen: “Gigi Riva arriva in Sardegna in un momento particolare, mi piace pensare che porta a termine un processo evolutivo che porta la Sardegna al riscatto. Arriva nel momento in cui si parla meno sardo e più italiano, un processo di modernità. Gigi Riva accompagna la Sardegna nella modernità. Con lo Scudetto pone Cagliari allo stesso livello di Firenze, Roma, Napoli. Dopo una ventina di anni, un gruppo di imprenditori a Nuoro elaborano un nuovo format di valorizzazione della Sardegna, un format chiamato “Cortes Apertas” che giungerà alla trentesima edizione in questa stagione. Nasce il brand “Autunno in Barbagia” per unire tutte le località della Barbagia. La dimensione valoriale è l’elemento del connubio tra Gigi Riva e il territorio. Non è un caso che tutti i paesi hanno una loro squadra di calcio. Autunno in Barbagia diventa un evento più accessibile, a chi è meno fortunato. Questo viene spesso trascurato ma è giusto ricordarlo. Si inizia a Settembre e si finisce a fine dicembre”

Sul palco sono poi saliti gli ex rossoblù Renato Copparoni, Beppe Tomasini e Mario Brugnera. Il ricordo di Renato Copparoni: “Io mi sento sardo, il valore e il contributo che hanno dato è importantissimo, con loro abbiamo avuto la possibilità di emergere. Io ho conosciuto Gigi al ristorante Corallo, si giocava una partita di Coppa Italia. Gigi mi ha presentato tutta la squadra, sono arrivato in prima squadra anche grazie a Gigi che mi chiamava per farmi giocare con la prima squadra durante l’allenamento. Uscivo dal campo con le mani gonfie. Per me Gigi è stato un fratello maggiore.

Il ricordo di Mario Brugnera:  “Sono arrivato nel 1968, quando si usciva dalla Sardegna ci trattavano un po’ male. Nella squadra non c’era nessuno sardo ma ci trattavano come pastori. Quell’anno siamo arrivati secondi. L’anno che abbiamo vinto lo Scudetto ci trattavano meglio, ma davano fastidio alle grandi squadre. Eravamo pochi ma eravamo uniti. Quando Gigi poi si è fatto male (l’anno dopo lo Scudetto, ndr) purtroppo non siamo riusciti a vincere il secondo titolo”   Il ricordo di Beppe Tomasini: “Era un altro calcio, noi eravamo 6/7 in foresteria. Uno scudetto in Sardegna è come 10 scudetti vinti a Milano o Torino. Nessuno ci credeva ma l’abbiamo vinto”.  Nicola Riva ha poi puntualizzato: “Erano una famiglia, loro hanno fatto una cosa incredibile, è merito loro se c’è questo mito di Gigi Riva”.

Il capitano attuale del Cagliari Alessandro Deiola è poi intervenuto: “Una bella emozione la presentazione di ieri a Pula.  Il nostro compito è quello di rendere felici i tifosi. In questa estate ho pensato a chi ho vissuto come capitano, come Conti, Cossu, Pisano e tanti altri. Ho cercato di immagazzinare quello che di positivo c’è stato in ognuno di loro. Cercherò di essere di grande aiuto per i compagni e per la società La partita di sabato non sarà un’amichevole, dovremmo prenderla sul serio, ci teniamo a far bene perché è la prima uscita davanti ai nostri tifosi ed è importante onorare al meglio questo torneo. Indossare la fascia è semplicemente una formalità , il vero ruolo è dare l’esempio, dare sostegno ai compagni quando sono in difficoltà, questo è il vero ruolo del capitano. In questa squadra ce ne sono diversi che possono essere capitano. Da quando è stato messo il poster di Gigi Riva davanti al nostro ingresso, mi faccio il segno della croce. È una scaramanzia entrare per primo in campo ed essere l’ultimo a uscire dal campo. È un mio rituale.. Gruppo? Abbiamo la fortuna di avere un gruppo sano, giovane e con grandi valori. Hanno rispetto del lavoro e questo è un valore aggiunto. Ci divertiamo anche con i soprannomi”

Parola poi al direttore dell’area scouting Roberto Muzzi: “Quando da giocatore dovevo prendere la maglia numero 11 dovevamo chiedere l’autorizzazione a Gigi ma il consenso è arrivato subito. Sapevo che era una maglia pesante, ho sempre dato tutto con questa maglia e avendo la responsabilità di avere la maglia numero 11”.  Ultimo intervento di Pisacane “Non vediamo l’ora di giocare questo memorial, ho la stessa emozione dello scorso anno e mi spinge sempre a fare meglio. Sono felice e mi auguro di fare il terzo ma anche il quarto anno. Deiola sta facendo molto bene come difensore centrale, ha la testa per fare il difensore sono convinto possa fare bene”.

 

 

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