Le parole in sala stampa del tecnico del Cagliari Fabio Pisacane al termine della vittoria per 3-2 alla Unipol Domus contro l’Atalanta di Raffaele Palladino nel turno numero 34 della Serie A.
Sulla partita
“Passo decisivo per la salvezza? Parto dal piano gara, quando fai delle scelte è normale che tutto è finalizzato alla vittoria e al progetto. Io sto cercando di fare questo lavoro vivendo sulle sensazioni. Mi fa piacere che le scelte abbiano ripagato. Vittoria importante per la salvezza, però adesso dobbiamo dare continuità per rendere piacevole questa stagione a tutti, nonostante le tante difficoltà avute nel percorso, per numeri, esperienza da fare, infortuni”.
Su Mendy
“Dopo Milano tutti lo avevano criticato e dopo neanche 8 giorni tutti cambiano valutazione sul ragazzo. Io farei una valutazione su questo. I ragazzi prima devono sbagliare, io non devo abbassare la loro l’autostima e questa è una generazione che legge tutto sui social, io sapevo che questa poteva essere la sua serata. Questa è una vittoria epica perché noi sappiamo che per vincere contro squadre come l’Atalanta devi fare una prestazione doppia. Io voglio rendere questa stagione ancora più bella però”.
Intensità e prestazione
“Questa è stata una partita fatta in modo egregio. Adopo? Io gli dico sempre che è troppo buono, tutti vorrebbero averlo sempre in squadra e in questa stagione l’ho bacchettato perché io da lui mi aspetto sempre le prestazioni che ho visto questa sera. Però ora continuiamo a martellare”.
Sulla scelta di Palestra fuori
“C’è una scelta tecnica ben precisa, contro una squadra come l’Atalanta pensavamo a un inizio diverso, e noi abbiamo dimostrato di non essere Palestra dipendenti. A volte lui ci ha dato tantissimo e altre volte meno perché ancora deve anche crescere, ha giocato tanto e io non volevo partisse ingabbiato. Volevo mettesse in difficoltà l’Atalanta sugli ampi spazi nella ripresa. Lui è eccezionale ed è entrato benissimo, lui è sulla bocca di tutti ma sono contento per la squadra che non è Palestra dipendente”.
Sul litigio con la panchina avversaria
“Io sono 11 anni a Cagliari, da un punto di vista emotivo sono molto coinvolto. Per me Cagliari è la moglie che non devi deludere come uomo. Specie per uno come me alla prima esperienza. Proprio per questo ho vissuto un finale di gara con grande foga e impeto. Ho detto alla squadra delle cose importanti e sono contento delle cose che mi hanno dato in campo. Dedico questa vittoria a chiunque vuole bene al Cagliari e alla mia famiglia. La partita più importante per me è stata Cagliari-Cremonese per il momento che stavamo attraversando. Quello era il nostro bivio della stagione, visti anche gli infortuni e le certezze perse. Sono orgoglioso di come ho gestito quel momento perché l’avvicinamento è stata la fase più complicata di questa mia prima esperienza”.
Sui gol subito
“Le squadre che giocano per salvarsi di solito nei primi 15’ di entrambi i tempi e nei finali hanno un handicap. Non è una questione di esperienza o altro, ma è la fatalità. E oggi invece abbiamo invertito il trend. Meritavamo di non alimentare le polemiche sia sui crolli mentali e sia sull’impatto alle partite”.
















