Lunga intervista a Marco Mancosu, doppio ex di Cagliari e Lecce, pubblicata sul nuovo numero di Domus Rossoblù: vi riportiamo alcune sue dichiarazioni.
Ultimi anni
“Tornare a Cagliari è stato un cerchio che si chiude. Uno dei miei idoli da ragazzino era Zola. Anche lui chiuse col ritorno in Sardegna, una promozione e una salvezza. Ovviamente non sto paragonando la mia carriera a quella di Gianfranco, però nel mio piccolo è un traguardo che ho raggiunto e sono felicissimo di averlo replicato. Poi dopo aver avuto quattro operazioni
nel giro di sei mesi, riuscire a giocare l’ultima partita con la Fiorentina è stata un’emozione enorme. Mi rimane anche la felicità di essere tornato, perché non ci speravo più. È stato tutto così veloce. La trattativa è nata in due giorni e si è chiusa subito”.
Su Pisacane
“Fabio è veramente uno sveglio. Non gli hanno mai regalato nulla e nelle difficoltà si è sempre barcamenato alla grande. Ero convinto che avrebbe potuto fare bene. Le salvezze delle ultime stagioni sono sempre state super sofferte. Quest’anno il margine che si è creato permetterà anche di togliersi qualche soddisfazione in più”.
Sul Lecce
“Lecce è un pezzo speciale nel mio cuore. Per me Lecce è stato veramente tutto, ho dato l’anima, ho vissuto un sacco di gioie, ma anche delusioni che mi hanno fatto crescere come
uomo. Diciamo che lì è proprio cambiata la mia vita, sono diventato uomo. A Lecce devo essere solo grato per tutto quello che mi ha dato. Le due squadre viaggiano su frequenze diverse a questo
punto della stagione, però nelle ultime partite del campionato non si sa mai cosa può succedere. Ovviamente il cuore mi dice il pareggio”.














