Intervista all’attaccante del Cagliari Semih Kılıçsoy nel nuovo numero di Domus Rossoblù distribuito in occasione della sfida interna con il Milan: di seguito alcune delle sue dichiarazioni.
Momento
“Provo una felicità enorme. Ma so di non aver fatto nulla di speciale: voglio continuare a lavorare come ho sempre fatto, anche quando giocavo meno. È la regola mia, del mister e del gruppo.
Col Pisa mancò la vittoria, ma fu una giornata speciale. Aspettavo quel momento dal primo giorno qui. Per un attaccante segnare è vitale. Dispiace per il risultato, ma a Torino ci siamo rifatti
subito, da squadra. A chi dedico il primo gol? A me stesso, per il lavoro e i sacrifici. Ma soprattutto ai tifosi, per come mi hanno accolto e sostenuto”.
Sulla squadra
“Siamo una famiglia, e questo si sente. L’ovazione dell’Unipol Domus e l’esultanza sotto i tifosi a Torino mi hanno emozionato. Il mister lavora tanto con tutti: vogliamo vincere più partite possibile e salvarci. I gol? Voglio che sia solo l’inizio. Continuo a lavorare per dare sempre di più al Cagliari e alla sua gente”.
Impatto
“Il calcio italiano è molto diverso da quello turco: meno spazi, più tattica, duelli duri. Serve tempo, ma sento di crescere ogni giorno. Sto benissimo a Cagliari. Mi fanno sentire a casa, come un fratello minore. Studio italiano, non è facile, ma miglioro piano piano”.













