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Cagliari, Ibba: “Fadera? Forse non aveva completato il recupero. Gli infortuni vanno valutati caso per caso”

Gianfranco Ibba
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Le parole di Gianfranco Ibba, ex preparatore atletico del Cagliari dal 1991 al 2017,  è stato ospite della 47esima puntata di Buongiorno 131  Di seguito le sue dichiarazioni.

Sul Cagliari
“Abbiamo 13 punti quindi siamo sopra la linea di galleggiamento. C’è da essere soddisfatti. Nelle ultime gare ha affrontato delle squadre attrezzate che lottano se non per vincere il campionato, per arrivare fra le prime 4″.

Sugli infortuni
“Fino al momento dell’infortunio, Fadera era impiegato a intermittenza. Poi si è trovato a giocare 2 gare nell’arco di 3 giorni e probabilmente in quel momento, quella che era la fase di recupero, non era stata completata a pieno. Per come il Cagliari attua il suo gioco è una pedina fondamentale, così come lo è stato Palestra la scorsa stagione. Avevamo trovato un sostituto dalla stessa parte. I crociati hanno percorsi molto individuali, non si possono tracciare delle linee che siano identiche per tutti, bisogna vedere anche come è stato attuato il recupero. Il processo per la rottura di un crociato si conclude dopo 7-8 mesi, anche se gli atleti rientrano in campo dopo i 12 mesi. Sono delle tappe biologiche che niente può modificare se non in rare eccezioni. Gli infortuni sono legati al fatto che spesso i giocatori vengono rimessi in campo con un recupero incompleto.”

L’equilibrio tra preparazione atletica e risultati
“Nelle prime 6 giornate è stato facile per tutti gestire i giocatori. Poi da quel momento in poi, non solo il Cagliari ma tutte le squadre hanno iniziato ad accusare infortuni di vario genere. Anche il Cagliari ha diversi giocatori che nella sosta campionato vanno in nazionale. I ragazzi quando vanno in nazionale giocano per la loro bandiera quindi danno il massimo. Si riposano quelli che giocano meno, ma loro si continuano ad allenare e quando vanno in campo sono maggiormente esposti. Entrano con la tensione di dover dimostrare perché hanno l’occasione di poter entrare fra gli 11 titolari”.

Tra il calcio italiano e quello europeo
“Contro di noi la Roma ha avuto un’intensità media. Una riflessione, che non è una critica, è che le squadre di Gasperini riescono a mantenere il gioco quando esprimono grande intensità. Hanno difficoltà a tenere palla, e quando giochi contro le inglesi che sono abituate a questo gioco, il deficit si vede”.

Sulla prossima partita contro il Frosinone
“Il fatto che il Frosinone giochi in verticale è favorito dal fatto che gran parte delle squadre tendono a palleggiare in orizzontale. Se rubi palle porti via 3 linee, quindi il merito è loro ma anche degli altri che gli permettono di entrare dentro facilmente. Per il Cagliari bisognerebbe rivedere qualcosa, va bene palleggiare dal basso ma se questo poi va incidere alle occasioni del gol che offri agli avversari, non va bene. Come bloccare il Frosinone? Il Cagliari deve cercare di fare qualcosa in più. Non so chi giocherà davanti, ma dovranno cercare di giocare anche loro in verticale”.

Su Romano e Winks
“Romano non mi dispiace, ha le caratteristiche per diventare un ottimo calciatore. Mi è piaciuto soprattutto lui, degli altri abbiamo avuto delle conferme. Non mi aspettavo che Winks fosse così decisivo”.

Sulla rinascita di Belotti
“Mi prendo il merito minimo, è stato bravissimo lui. Quando Andrea si è rivolto a me la situazione era piuttosto positiva, aveva qualche dettaglio su cui lavorare e l’abbiamo fatto sia in presenza che a distanza. È un ragazzo eccezionale, ed è chiaro che al Cagliari un giocatore così avrebbe fatto comodo. Non è stato facile per lui andarsene da qua”.

 

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