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Cagliari, Caprile: “Bello sognare, ma la nostra missione è la salvezza il prima possibile”

Elia Caprile durante Udinese-Cagliari | Foto Valerio Spano
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Lunga intervista del Corriere dello Sport a Elia Caprile: vi riportiamo alcune dichiarazioni del portiere del Cagliari.

Atteggiamento
“Bielsa, come Pisacane, insiste molto sul non sbagliare mai l’atteggiamento. A Cagliari questa cosa la sento viva sulla pelle. Siamo il sogno di tanti bimbi e di tanti adulti che fanno enormi sacrifici enormi per seguirci, anche a tanti chilometri di distanza. Segreto? Quando i miei compagni attaccano penso in negativo, cioè che possiamo perdere la palla da un momento all’altro. Mi preparo all’imprevisto, diciamo al dramma. Un mental coach mi ha aiutato a capire quanto è importante restare in partita. Ad esempio urlo, anche se in certi stadi la mia voce non si sente, e richiamo i compagni non perché sbaglino, ma perché devo restare sul pezzo io. In Italia l’aspetto mentale è davvero troppo sottovalutato”.

Classifica
“È bello sognare con questa classifica. Pisacane dopo la vittoria di Udine ci ha ricordato che il calcio può anche migliorare la vita delle persone. Sabato abbiamo donato felicità. Però dobbiamo ricordarci che la missione è arrivare alla salvezza il prima possibile. Soltanto dopo possiamo toglierci delle grandi soddisfazioni. Europa? La nostra gente merita questo e molto altro. Però merita anche la nostra dedizione totale alla causa, cioè alla salvezza, senza voli pindarici. Tre vittorie in trasferta? Nulla è casuale. Raccontano la nostra voglia di imporre un’idea di calcio. E quando il gioco non è fluido come vorremmo, combattiamo fino allo sfinimento piuttosto che prendere gol. Poi sappiamo che con Maldini, Romano, Winks, Fazzini, Mendy, Fadera e Massolin la nostra pericolosità offensiva resta sempre alta”.

Sui compagni
“Abbiamo un giusto mix tra giovani ed esperti. Romano è tanto forte e sa quello che vuole, è il simbolo di ciò che possiamo e vogliamo diventare. Ma penso anche al capitano Deiola, quello che più di tutti da cagliaritano sa cosa significhi giocare per la propria squadra del cuore, a Mina, un grande leader, e a Winks, che ha giocato la finale di Champions col  Tottenham”.

Favole
“Noi come Sassuolo, Atalanta e Como? Perché no? Tutte loro si sono basate sulla programmazione e sul portare avanti un progetto negli anni con lo stesso allenatore, dandogli fiducia anche nei momenti di difficoltà come accaduto qui a Cagliari l’anno scorso. Anche la Cremonese partì forte e poi è retrocessa l’anno scorso? Per questo motivo restiamo in guardia”.

Su Pisacane 
“Con lui ho un rapporto splendido. Come tanti tecnici giovani è molto preparato sul rapporto umano. Studia, migliora, ci coccola e al tempo stesso ci bastona. Lo sa che la nostra generazione è più fragile, forse anche a causa dell’esposizione da social a cui siamo sottoposti di continuo. La fiducia è la sua chiave per costruire sintonie”.

Nazionale
“Meritare è una parola importante. Io faccio il portiere e il nuovo ct ha fatto scelte diverse. Va bene così. Posso solo augurare a Pessina di divertirsi appieno e di assorbire la maggior parte di quello che vedrà coi suoi occhi, perché davanti ha tre ottimi portieri e uno, Donnarumma, è tra i migliori al mondo”.

 

 

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