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Cagliari, Giulini: “Pisacane impara in fretta. Stadio? Ora tocca al Governo”

Tommaso Giulini in conferenza stampa | Foto Luigi Canu
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Intervenuto a La Politica nel Pallone di GR Rai Parlamento, il presidente del Cagliari Calcio Tommaso Giulini ha parlato di diversi temi legati al mondo rossoblù e alla Serie A: vi riportiamo alcune delle sue dichiarazioni.

Sulla scomparsa di Commisso
“Giocheremo a Firenze sabato prossimo, abbracciamo il pubblico viola e tutta Firenze. Una notizia dura da apprendere, hanno perso negli scorsi anni anche Joe Barone, suo braccio destro. Hanno dato tanto al calcio italiano, la sua scomparsa è un dolore. Il Viola Park è un centro sportivo bellissimo e funzionale, fa passare il giusto messaggio ai giovani. Non l’ho visto da nessun altra parte in Europa. Ricordo ancora la passeggiata che feci al suo interno con Joe Barone, fu una grande emozione e la famiglia Commisso ha fatto qualcosa che rimarrà per sempre. Alla Fiorentina ci lega la scomparsa di Davide Astori. Mi ricordo le emozioni del campo a Betlemme intitolato a Davide con la delegazione rossoblù e quella della Fiorentina, un momento emozionante. Ricordo la sensibilità di Rocco anche in quella occasione”.

Ricordi
“Sono stati 12 anni di grande passione. I momenti più difficili sono state le due retrocessioni, soprattutto la seconda, mentre la prima fu quasi fisiologica per via della situazione stadio. Dal punto di vista sportivo avevo pagato l’inesperienza e mi ha insegnato tanto, portandoci a vincere per la prima volta nella storia il campionato di Serie B. Il momento più complicato è stata la seconda retrocessione, pareggiando contro il Venezia già retrocesso; siamo miseramente retrocessi ma meritatamente perché ci trascinavamo una serie di errori negli anni precedenti. Negli ultimi tre anni grandi soddisfazioni: la promozione con il gol all’ultimo minuto di Pavoletti e le due salvezze, quella con Ranieri con il Sassuolo e quella con la partita di Venezia con il meraviglioso gol di Deiola. Mi tengo stretto queste tre partite”.

Sul successo con la Juventus
“Una vittoria che vale tanto. Da mesi facciamo a meno di giocatori importanti ed esperti per infortunio. Abbiamo una squadra giovane e con tanti italiani, quando costruisci una rosa del genere è normale avere passaggi a vuoto. Abbiamo fatto mesi senza un leader come Belotti, settimane senza Folorunsho e Deiola che sono importanti, abbiamo perso Zappa sei ore prima della partita e anche Felici per molto tempo, uno che spacca le partite. Nonostante tutto non ci siamo mai lamentati, a cominciare dal nostro mister. Per non parlare poi di Mina che ha sofferto tanti problemi fisici in stagione. Quella con la Juventus è stata la vittoria del gruppo, siamo felici di questo risultato ma il nostro percorso verso la salvezza continua. Ora il destino ci mette di fronte questa partita particolare con la Fiorentina”

Su Riva e la partita con la Juventus
“Ci sono tanti ricordi legati a Gigi, con la Juventus lui si giocava grandi traguardi. Bello vincere anche per lui, ma Gigi ci accompagna sempre in tutto quello che facciamo. In quelle vittorie di cui parlavo prima mi piace ricordare la sua telefonata a Ranieri prima della partita con il Bari”.

Su Kiliçsoy
“Se dovesse continuare a fare bene è un’opzione importante per il club. Ne discuteremo sicuramente ad aprile, l’importante è che continui così. Ha un talento speciale, una tecnica eccezionale. Lui ha avuto un percorso più complicato rispetto ai suoi connazionali Arda Guler e Yildiz, speriamo di continuare ad aiutarlo e magari riscattarlo”.

Su Caprile
“Un portiere molto forte, abbiamo avuto la fortuna di avere Cragno e Vicario che sono arrivati in Nazionale con la nostra maglia. Elia ha la testa da grandissima squadra, ma è felicissimo di giocare per una squadra che rappresenta un’Isola intera. Per lui giocare con il Cagliari è come giocare con una big. Non ha mai chiesto di andare via, credo che anche l’estate prossima a meno di offerte irrinunciabili per lui, potrebbe rimanere ancora qua con noi. Lui è uno dei nostri giocatori più importanti, sicuramente ha un valore ben più alto rispetto a quello per cui l’abbiamo riscattato”.

Su Pisacane
“Una scelta che parte da lontano, dalla retrocessione con il Venezia. Con Muzzi abbiamo deciso di mettere Fabio nello staff di Liverani, poi gli abbiamo dato la Primavera facendo anni meravigliosi e vincendo la Coppa Italia con una squadra che ha un budget ben inferiore a quello di altre squadre, anche per una questione etica. Ha fatto un grande percorso, si è aggiornato con corsi di lingue e comunicazione, si è formato e questo è molto bello per noi. Sono convinto che dimostrerà le sue qualità, apprende molto rapidamente e ogni mese che passa migliora le sue debolezze”

Sui nuovi investitori
“Nasce da un ex collega di mia moglie che ha conosciuto Maurizio Fiori, capo cordata degli investitori. Ci siamo conosciuti quasi casualmente e abbiamo iniziato a chiacchierare, dopo mesi di trattative e ragionamenti ha deciso di tornare nella sua terra. Aver trovato un imprenditore legato così alla sua Sardegna per me è fondamentale. Negli anni si sono approcciati tanti investitori, ma lui negli occhi aveva la passione e non il simbolo del dollaro (ride ndr)”.

Sullo stadio
“Abbiamo iniziato questo lavoro dieci anni fa, incredibile che in Italia i tempi siano questi. Dopo anni e centinaia di carte, possiamo dire di essere in dirittura di arrivo per uno stadio da 30mila posti e non da 25mila per andare incontro alla FIGC per Euro 2032. Ci manca un pezzettino ora dal governo sotto forma di equity, ci auguriamo ci siano passi avanti da questo punto di vista con un decreto attuativo. Ci auguriamo che il governo dia uno sguardo alla situazione difficile degli stadi italiani”.

 Sul VAR
“Ero molto favorevole inizialmente al VAR, ma in questa stagione sto avendo qualche perplessità. Le chiamate sono troppe e vedo arbitri che prendono meno responsabilità e questo mi dispiace per tanti arbitri promettenti che ci sono in Italia. Dobbiamo ridare centralità al direttore di gara e usare il VAR solo nei casi estremi. Non sta a me dire quale sia la soluzione migliore però, vorremmo vedere più arbitraggio e meno VAR”

Il sogno
“L’obiettivo è quello di salvarci con un allenatore e una squadra giovane, un percorso deciso che abbiamo iniziato con Pisacane. Ripartire con qualche certezza in più l’anno prossimo in Serie A e inaugurare nel giro di 5 anni il nuovo Gigi Riva”

 

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