Svolta nel caso che nella scorsa stagione ha portato alla penalizzazione, la retrocessione in Serie C e la scomparsa del Brescia Calcio dell’ex patron del Cagliari Massimo Cellino. Secondo quanto riportato dai colleghi del Giornale di Brescia la Procura bresciana avrebbe chiesto l’archiviazione della posizione dello stesso Cellino, ritenendo che l’ex presidente delle Rondinelle non fosse l’artefice di una frode ma una delle parti danneggiate del presunto sistema.
Il caso
Secondo la Procura di Brescia, nell’ambito dell’indagine legata alla compravendita di crediti d’imposta utilizzati poi dal Brescia Calcio per mettersi in regola con parte degli obblighi fiscali della stagione 2024-25, Cellino sarebbe stato vittima di un raggiro orchestrato da più soggetti. Secondo quanto si evince, sempre dai colleghi del GDB, per gli inquirenti si trattava di una società “priva di una sede effettiva, non iscritta all’elenco delle società veicolo della Banca d’Italia e inadempiente sotto il profilo fiscale” e inoltre questo gruppo non avrebbe “indotto in errore” solo Cellino, ma anche altri soggetti per un totale di 3,9 milioni di euro di profitto ritenuto illecito.

















