C’è grande attesa in Sardegna per la seconda edizione del Pattada Wild Trail, la manifestazione di trail-running ed escursioni guidate in programma nel cuore dell’Isola sabato 16 e domenica 17 maggio.
L’imponente macchina organizzativa, messa in campo dall’ASD Alvéschida EXP col supporto del Comune di Pattada, sta incontrando ancora una volta il favore di un vasto pubblico con centinaia di atleti impegnati sulle creste del Monte Lerno nel weekend di metà maggio. La partnership con aziende del calibro di Decathlon, Enervit, SportIT Running, Corsica Sardinia Ferries e Acqua San Giorgio, oltre che con importanti realtà locali come Panificio Virdis, Eurosarda Ovinex, Safety & Security Sardegna, Falegnameria Fogarizzu, garantirà l’alto profilo dell’evento. Le iscrizioni (aperte
fino al 10 maggio) procedono a ritmo serrato sulla piattaforma idchronos.it con trailer provenienti da ogni angolo d’Italia e d’Europa che si stanno assicurando un pettorale per le tre gare in programma.
NODU ALTU SHORT TRAIL: 10 KM RAPIDI E TECNICI
Le competizioni prendono il via nel pomeriggio di sabato 16 maggio con una short che racchiude tutte le caratteristiche di un vero trail con un pizzico di urban. Il percorso di 10 km si snoderà prevalentemente attraverso un bosco secolare di maestosi cedri e pini mediterranei. I runner, fra saliscendi rapidi e nervosi, scaleranno i tre colli che dominano l’abitato di Pattada sfiorando i 900
m di altitudine. La parte conclusiva porterà i partecipanti alla volata sul falsopiano in pavé che conduce alla piazza principale del paese. I tempi da battere sono quelli fatti registrare lo scorso anno da Simone Tola (41’28’’) e Stefania Marra (56’06’’).
SA PEDROSA MOUNTAIN MARATHON E SERRA ‘E KELOS TRAIL
Domenica 17 maggio, l’appuntamento è alle 7 del mattino con la grande novità del 2026, Sa Pedrosa Mountain Marathon, un’avventura disegnata lungo un percorso chiuso ad anello sulla simbolica distanza dei 42 km. A seguire sono attesi allo start gli iscritti al Serra ‘e Kelos Trail (24 km), dominata nel 2025 da Gianfranco Cadau col tempo di 2:42:34 e Pina Deiana col personale di 2:51:00. I due percorsi, con partenza e arrivo in Piazza Italia, condividono la prima parte del tracciato e si separano al quattordicesimo chilometro, sotto la vetta del Lerno che verrà conquistata dagli iscritti alla long ben 18 km dopo i colleghi della media.
Gli atleti dei due trail si misureranno con la natura in un ambiente dal grande valore paesaggistico. Un’alternanza di saliscendi li porterà a guadagnare le prime due vette di giornata (Punta Su Nodu e Punta Sa Matta, a 838 m di altitudine). Saranno 4 chilometri fondamentali per scaldare i muscoli prima di iniziare una lunga discesa verso il punto più basso del percorso in località Riu
Mannu Ovilo (392 m s.l.m.). Nel mezzo, l’attraversamento di un’antica strada romana.
IL PRIMO STRAPPO: PUNTA MATALDARA
Al nono chilometro il guado che apre le porte alla prima vera asperità: la salita che condurrà a Punta Mataldara (705 m di altitudine). Il duro segmento di 1.5 km con 316 D+ farà registrare una pendenza media del 20,8% con picchi al 40%. Sarà oggetto di rilevazione Strava in funzione di un premio che verrà consegnato all’atleta che percorrerà la salita nel minor tempo (il record da
battere dell’edizione 2025 è di 16’03”).
L’ASCESA A SERRA ‘E CHELOS
Dopo una brevissima discesa ed un ristoro sotto le monumentali querce da sughero di Sa Mela, via a una nuova scalata verso Serra ‘e Chelos tramite il tracciato trekking n. G302 del progetto Sardegna Sentieri. I denti granitici della cresta montuosa che dà il nome alla gara media aprono a un belvedere naturale che si erge a 904 metri. Da qui in poi gli atleti potranno abbracciare
con lo sguardo panorami mozzafiato sui laghi Coghinas a nord e Lerno a sud, nonché sulle vette più importanti dell’Isola dal Limbara al Gennargentu, passando per il Montalbo e il Corrasi.
Imboccata la variante G302A della rete Sardegna Sentieri, ci si tuffa nel fitto bosco di Rodè, attraversando numerose aie carbonili e “concheddas” (piccole grotte naturali usate in passato come riparo dai carbonai). All’altezza del Rio di Rodè, i corridori attraverseranno un bosco di tassi e, tra i km 13 e 14, i tracciati delle due gare si separeranno.
LE STRADE SI SEPARANO
La Serra ‘e Kelos si dirigerà verso la vetta del Monte Lerno – dove è previsto un check point – lungo una dura pietraia granitica di circa 500 metri, mentre la Mountain Marathon virerà in direzione della sorgente di S’Abba Lughida. Qui il cielo non è solo sopra la testa, ma accompagna il respiro, sfiora le spalle, osserva in silenzio. Il tracciato si arrampica deciso lungo la dorsale di Punta Sa Pedrosa dove è previsto un check point. Dopo aver costeggiato la riva dei laghetti montani del Lerno, si giunge a Punta Balestrieri (1.000 metri d’altitudine) prima di precipitarsi lungo 4 km di discese tecniche attraverso i vecchi sentieri di Iscala Murada e Biadonniga, riportati alla luce e valorizzati grazie al lavoro di Forestas.
FRA AQUILE E GRANITO
Al 27º km – check point – gli atleti saranno a quota 650 m e vireranno nuovamente a monte attraverso i sentieri di Tittinnera e Su Linnalzu. Qui si accumulerà un notevole dislivello in pochi chilometri. Prima di conquistare la vetta del Lerno (1.094 m s.l.m.) al 31° km di gara, un significativo passaggio sull’iconico Micky’s Jump, simbolo della tappa sarda del mondiale di rally WRC. Non sarà improbabile ammirare tra monoliti e scudi granitici il volo maestoso dell’aquila reale o gli scatti eleganti di cervi e mufloni che popolano il territorio. Sulla vetta della montagna, il percorso delle due gare si ricongiungerà avviandosi lungo una discesa a valle che accompagnerà gli atleti verso il finale di una sfida che non si misura solo in chilometri o metri di dislivello, ma
nella capacità di restare presenti e lucidi fino alla salita finale. Dopo il passaggio nei pressi dell’antico villaggio di Badde S’Erighina e ripetuti guadi del Rio Mannu su ambedue le sponde, ancora 4km con 400 D+ lungo il versante nord del colle su cui si inerpica l’abitato di Pattada, un’ultima fatica che condurrà i corridori in Piazza Italia dove il nutrito pubblico saluterà la passerella finale di ognuno di loro. In palio per i primi classificati i celebri coltelli artigianali a serramanico prodotti dai fabbri ferrai locali Pizzadili, Manca, Giagu, Deroma e Fogarizzu, i cui manufatti di lusso sono collezionati dagli appassionati di tutto il mondo.
LE ESCURSIONI: FRA STORIA E NATURA SELVAGGIA
L’evento sarà impreziosito da una serie di escursioni accompagnate da un team di guide coordinate da Zaino Sardo. Sabato e domenica si ripeterà un trekking urbano di circa 3 km. Un viaggio nel tempo tra le eleganti facciate liberty del centro storico di Pattada e i monumenti cittadini. Fra gli scorsi più suggestivi, aneddoti e racconti legati alla società agropastorale e all’arte della coltelleria locale a cavallo fra ‘800 e ‘900. Il rientro, tra le sculture sonore di Pinuccio Sciola e il verde del Parco “Salvatore Pala”, offre una sintesi perfetta tra arte e devozione, toccando le due chiese principali del borgo. Per la sola domenica, chi cerca il contatto profondo con la natura e la campagna potrà godere dell’itinerario di “Su Monte ‘e Subra – Donnigheddu”. Un’escursione di circa 6 km in un bosco dove il tempo pare essersi fermato all’ombra di alberi secolari e lungo le antiche vie dei carbonai. I partecipanti potranno ammirare tra le altre cose i “cubones”, caratteristici rifugi dei pastori ormai in disuso, testimoni silenziosi di un’economia d’altri tempi. La sfida più intensa resta quella di Monte Lerno: 10 km di ascesa e sentieri aspri percorsi al fianco degli atleti della Mountain Marathon fino a raggiungere la vetta. Un vero e proprio santuario naturale.
















