Al momento della lettura delle formazioni ufficiali probabilmente nessuno avrebbe mai scommesso su quanto poi il campo ha raccontato. Per tutti, compresi i più scettici, sono bastati 16’’ per ricredersi e 8’ per avere una conferma delle buone sensazioni intraviste durante tutta la stagione con la maglia dell’Under 20, che devono diventare delle certezze nel prossimo futuro. Il nome di Paul Mendy è sulla bocca di tutti, con la doppietta all’Atalanta ha dimostrato che tra i grandi ci può stare, ma ora arriva la sfida più difficile, specie in uno sport come il calcio dove tifosi e addetti ai lavori difficilmente perdonano passi falsi: crescere e riconfermarsi.
L’impatto e il potenziale
L’incornata con cui il senegalese ha battuto Carnesecchi resterà certamente nella storia del Cagliari: il suo gol, siglato dopo 16’’, è il più veloce della storia rossoblù nella massima serie degli ultimi 40 anni, davanti anche alla rete messa a segno da David Suazo in una sfida contro la Lazio del campionato 2005-06 (32 secondi). La doppietta dopo 8’ all’esordio da titolare in Serie A è poi una di quelle storie che difficilmente potrai scordare, dato anche il contributo che quei due gol hanno dato alla causa rossoblù, con gli uomini di Pisacane che, grazie alla terza rete di Gennaro Borrelli, hanno portato a casa tre punti di valore inestimabile per una salvezza per cui ora manca solo la matematica certezza. Due gol che vanno ad aggiungersi a una stagione in cui, con la maglia dell’Under 20, Mendy ha dimostrato di saper vedere la porta, fiutare la rete: in questo 2025-26, 30 presenze e 15 marcature con la squadra allenata prima da Francesco Pisano, poi di Alberto Gallego. Una media di 0,5 gol a partita, con l’exploit arrivato da dicembre in poi. Numeri che hanno convinto anche il tecnico della prima squadra, Fabio Pisacane, a dargli una chance con i grandi dopo aver già avuto modo di vederlo e lavorarci nella scorsa annata, nonostante le poche presenze tra Primavera 1 e Under 18. Il tecnico rossoblù prosegue con Mendy il lavoro sui giovani avviato in questa stagione e che ha già portato ottimi risultati – come la rete di Trepy contro la Cremonese, altro Under 20 ormai aggregato alla prima squadra – ponendo delle basi interessanti in vista del finale di campionato, con il senegalese che può certamente trovare altro spazio, a iniziare dalla trasferta di Bologna. Pisacane in lui vede un grande potenziale, apprezza la predisposizione del calciatore a mettersi al servizio della squadra e, considerata la situazione del reparto offensivo, queste ultime quattro gare della Serie A 2025-26 possono essere terreno fertile per un giocatore comunque ancora acerbo, che ha ampi margini di crescita.
Futuro
“Secondo me assomiglia a Dely Valdes: se continua così può diventare un attaccante importante per il Cagliari”, ha commentato ai nostri microfoni Roberto Muzzi, membro dell’area scouting rossoblù che per primo ha creduto nel ragazzo. Parole che, dette da un altro grande ex attaccante della storia rossoblù con 64 reti sull’Isola, fanno ben sperare per il futuro. Il ragazzo, però, dovrà lavorare tanto sulla tecnica – “Deve crescere tecnicamente, certe volte sbaglia troppo”, ha ammesso lo stesso Muzzi – quanto sulla tenuta fisica. Contro l’Atalanta, dopo la partenza sprint, al tramonto del primo tempo è apparso già in riserva e il problema accusato poco prima dell’intervallo – probabilmente solo un affaticamento – deve fargli capire che, a livello di ritmo e intensità, tra Primavera e Serie A c’è un vero abisso. Ciò che forse non mancano sono il posizionamento e il senso del gol, qualità certamente da affinare ma che già si sposano bene in uno scacchiere di gioco dove, ai lati, il classe 2007 può contare su due compagni più tecnici e di gamba come Esposito e Folorunsho visti contro la Dea, o Trepy e Sugamele osservati tante volte con l’Under 20. Le basi per un domani brillante in maglia rossoblù ci sono tutte: ora starà al ragazzo, e al lavoro di tutto il club, costruire un giocatore che, ai nastri di partenza della prossima stagione, possa ritagliarsi il suo spazio e dire la sua anche nel calcio dei grandi.
















