Mattinata speciale quella vissuta ad Alghero oggi, giovedì 28 maggio: il campo della Nettuno Calcio ha ospitato il progetto “Diamo un Calcio alla Disparità – Sport per il Sociale”, promosso dalla FC Alghero con il patrocinio del Comune di Alghero, il sostegno della Fondazione di Sardegna e la collaborazione della Asl di Sassari.
La giornata
Dopo gli interventi iniziali dei numerosi ospiti presenti, tra cui il vicepresidente della FC Alghero Gianluca Marras, il presidente del consiglio comunale Mimmo Pirisi, l’assessora comunale Maria Grazia Salaris e i rappresentanti della Asl di Sassari e degli istituti comprensivi cittadini, ha preso il via la “Partita del Cuore”. Un momento dal forte valore simbolico e partecipativo che ha visto scendere in campo, in squadre miste, studenti e studentesse degli istituti coinvolti, rappresentanti delle istituzioni cittadine, le atlete della FC Alghero femminile e le ragazze e i ragazzi della FC Alghero Special. Una giornata all’insegna della condivisione e del divertimento, nata con l’obiettivo di lanciare un messaggio chiaro: nello sport non esistono barriere sociali. Il progetto nasce con l’intento di costruire un percorso educativo, sportivo e sociale che, negli ultimi mesi, ha coinvolto scuole, istituzioni, realtà sanitarie, famiglie e associazioni del territorio per sensibilizzare su temi importanti come inclusione, parità di genere e diritto allo sport per tutte e tutti. L’evento ha voluto testimoniare concretamente come lo sport possa diventare uno strumento capace di abbattere barriere, creare relazioni e promuovere una cultura fondata sul rispetto, sull’inclusione e sulla parità.
Di seguito le parole ai nostri microfoni dell’assessora comunale Maria Grazia Salaris:
“Il titolo di questa giornata è Diamo un Calcio alla Disparità – Sport per il Sociale, non può esserci titolo migliore, il pallone rappresenta da sempre un momento di incontro fra generazioni, popolazione, lingue diverse e condizioni di vita diverse. Di fronte a un pallone le persone si incontrano diventano amici e si divertono. Il comune di Alghero da sempre sostiene lo sport come attività che ha la funzione di includere persone con problematiche fisiche e mentali. L’Fc Alghero lancia questa iniziativa grazie anche alla stretta collaborazione del comune di Alghero dell’Asl di Sassari, una rete vera che mira a dare risposte attraverso il gioco, non solo un momento ludico ma momento di incontro. Quando parliamo di sport parliamo di educatori quando parliamo di comunità educante parliamo di scuola, e quindi di tutto quello che deve far crescere una consapevolezza nei nostri giovani portando un attenzione forte su temi dell’inclusione e del sociale. L’amministrazione crede molto in questo, il ruolo di un buon amministratore deve essere quello di formare bravi cittadini del domani e probabilmente futura classe dirigente. È importantissimo coinvolgere i giovani in questo percorso e in progetti simili per sensibilizzare tematiche simili. A questo proposito ringrazio i dirigenti scolastici del comune di Alghero e i docenti perché hanno da subito colto questa proposta spingendo i bambini a indossare questa maglietta e scendere in campo segno che la parte educativa è una parte fondamentale e credo che tutti insieme si possa dare una mano a costruire una società migliore”.
Di seguito le parole ai nostri microfoni del vicepresidente della FC Alghero Gianluca Marras:
“È una mattinata dove mettiamo un po’ da parte il calcio, il messaggio che vogliamo lanciare è quello dell’inclusione. Siamo orgogliosi di aver preso parte a questo percorso, valorizzando alcuni valori che tutti oggi abbiamo come rispetto l’inclusione, e la responsabilità che abbiamo verso una comunità perché questa è tale quando è inclusiva questo è il senso di questa giornata: il tutto condito da un po’ di calcio. In futuro ci vorrà la forza, il coraggio e la volontà sia come società sportiva ma non solo di garantire degli spazi che siano inclusivi e che diano la possibilità di sentirsi squadra. È una regola che tutti ci dobbiamo dare, da soli non riusciremo a farlo, oggi possiamo contare sull’aiuto dell’Asl di Sassari, del Centro di Salute Mentale, dell’aeroporto di Alghero che patrocina questa iniziativa, della Fondazione Sardegna: diversi attori che prendono parte a questo progetto, al quale manca quella che può essere una casa, il punto che unisce tutta la volontà di stare insieme”.



















