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Serie D | Arzachena, serve più concretezza. In coda l’aria si fa irrespirabile

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Danilo Bonacquisti capitano dell'Arzachena | Foto Claudia Cinefra - Arzachena Calcio
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La nostra consueta analisi del giorno dopo il 30° turno di Serie D, con ben poche soddisfazioni per le squadre sarde.


Arzachena

Due sconfitte di misura consecutive al Biagio Pirina, contro squadre di valore come Muravera e Aprilia. Marco Nappi sapeva che la gara contro i laziali sarebbe stata complicata, a cominciare dalle assenze: le squalifiche di Pallecchi e Sartor hanno privato il tecnico smeraldino di due titolari in grado di dare imprevedibilità e forza fisica alla manovra offensiva biancoverde, cui si sommano altri acciacchi e infortuni vari (su tutti Piga). È bastato il rigore dell’ex Roma Primavera Vasco dopo 5 minuti a decidere un match che Bonacquisti e compagni hanno cercato in tutti i modi di raddrizzare, ma ancora una volta senza successo. Proprio il capitano ha sfiorato il pareggio nell’ultima azione, ma alla fine hanno esultato gli ospiti: “Ai ragazzi ho detto che io ci credo fino alla fine e ci devono credere anche loro perché siamo ancora lì. La squadra è viva”, ha detto Nappi al termine della gara, conservando il suo proverbiale ottimismo. Tra le note positive di ieri il debutto di Zanghi, esterno offensivo classe 2001 che si è mosso bene alla prima con la maglia dell’Arzachena. L’assenza di Sartor si è fatta sentire, con Kacorri che ha caratteristiche fisiche e tecniche che non sembrano sposarsi al meglio con il calcio nappiano, ma sarebbe ingiusto e ingeneroso buttare la croce addosso al numero 9 per lo “zero” alla voce gol segnati ieri da tutta la squadra. Ora servirà il giusto mix di riposo e nervi saldi in vista della sfida di domenica 1° maggio, quando al Pirina arriverà la Vis Artena per il recupero del 28° turno: in casa Arzachena l’obiettivo è rimettere a posto tutto quello che non ha funzionato nelle ultime gare, ritrovando quelle compattezza e frenesia positiva che hanno fatto dei galluresi una delle realtà più solide del girone G.


Muravera

Terzo risultato utile consecutivo, quinto punto in tre partite. Se ci si dovesse fermare ai dati, il pareggio del Muravera di Francesco Loi contro la Vis Artena sarebbe già positivo. Ma l’aspetto più importante è che il pari, che sarebbe potuto essere una vittoria dopo il vantaggio trovato nella prima frazione, è arrivato nonostante le numerose assenze tra squalifiche e infortuni. Tredici under in distinta, sette over, due di questi in campo con alcuni problemi fisici a influenzarne la prestazione. Eppure, per almeno un’ora di gioco il Muravera è stato attento e compatto in fase di non possesso e ha offerto buoni spunti in attacco, con il vantaggio arrivato dopo una grande azione personale di Nurchi a firma Mattia Floris. Le occasioni nel secondo tempo non sono mancate ma la Vis Artena, soprattutto grazie ai cambi, ha saputo riversarsi in attacco e trovare il pareggio viziato però da una posizione dubbia di Di Vico. Le quasi due settimane di pausa consentiranno ai gialloblù di riavere indietro energie e uomini per concludere al meglio una stagione dove la quota salvezza fissata da Loi è stata superata proprio con il pari casalingo. Il tecnico sarrabese però può anche essere soddisfatto delle prove di giocatori come Grella e Satta, titolari e protagonisti in positivo della gara e simboli di un gruppo coeso nonostante le difficoltà. (ma.ca.)


Atletico Uri

Allarme rosso dopo il quinto ko di fila nelle ultime gare. Se le sconfitte contro Afragolese e Giugliano possono lasciare poche recriminazioni in casa Atletico Uri, viste le diverse ambizioni di classifica delle due formazioni campane, ben diverso è il discorso relativo a Monterotondo, Insieme Formia e Cassino, squadre con cui i giallorossi si stanno giocando la permanenza in Serie D. E se qualche settimana fa la posizione di Cardone e compagni sembrava essere blindata, tra le ultime sconfitte e i risultati positivi delle rivali la situazione si sta facendo calda. Al momento la squadra di Massimiliano Paba deve recuperare una partita, il derby contro il Lanusei che si giocherà mercoledì 27 al Ninetto Martinez: con tutta probabilità sarà quella “LA” gara dell’anno per l’Atletico, chiamato a vincere e mettere in tasca quei tre punti che porterebbero a dieci lunghezze la distanza in classifica sul trio sardo rappresentato da Carbonia, Latte Dolce e lo stesso Lanusei. “Ripartiamo con la consapevolezza di sapere che la salvezza sarebbe stata un miracolo. Lo sapevamo dalla prima giornata. La classifica non è così infelice, abbiamo la possibilità ancora di salvarci direttamente, se non sarà così ci saranno i playout”, ha detto al termine del match Walter Adriani, preparatore dei portieri giallorossi che sostituisce in panchina lo squalificato Paba. Adriani ha ragione: serve calma e sangue freddo a questo Atletico, che contro il Cassino ha perso per via di un episodio (il rigore del solito Sorgente) e che, come detto, dovrà necessariamente fare punti nel recupero di mercoledì per cercare di regalarsi un finale di stagione dolce come lo è stata finora tutta l’annata.


Carbonia

Due volte in vantaggio, due volte rimontato. Il Carbonia di David Suazo non è riuscito a portare a casa tre punti di importanza capitale in uno scontro diretto per continuare ad alimentare la speranza playoff. La doppietta di uno scatenato Aloia ha dato soltanto l’illusione ai minerari di riuscire ad avere la meglio su una delle migliori squadre dell’ultimo periodo a livello di rendimento e, nonostante il consueto impegno, alla fine qualche errore di troppo in fase di gestione e la mancanza di cinismo hanno inciso sul numero di punti portati in Sardegna. E ora la classifica si fa sempre più corta: Murgia e soci dovranno tifare per un pareggio nella sfida di Uri tra l’Atletico e il Lanusei, con l’obiettivo di non far scappare nessuna delle due squadre e tenere invischiate nella lotta tra color che son sospesi le altre sarde, sperando di fare quanti più punti possibile da qui a fine campionato. Zero calcoli, solo andare a tutta. Non ha alternative questo Carbonia se vuole cercare di salvare la categoria, puntando innanzitutto a non occupare una delle ultime due posizioni in graduatoria (che vorrebbe dire retrocessione diretta in Eccellenza) cercando di avere una mano dal calendario, dato che le ultime quattro sfide saranno tutte contro squadre che ormai hanno poco da chiedere a questo finale di stagione.


Lanusei

Un 3-2 a tempo scaduto che fa rabbia, perché chiude nel peggiore dei modi una gara gagliarda e giocata a viso aperto in casa della capolista, che per quasi 80 minuti ha sudato freddo con la paura della beffa. Risultato a parte, Oberdan Biagioni può essere soddisfatto della risposta avuta dalla sua squadra che a Giugliano non solo ha venduto cara la pelle, ma ha risposto bene all’assedio gialloblù. Stavolta sono arrivati i gol (entrambi di ottima fattura) degli attaccanti, grazie a Gaetani e Fernandez ma non sono bastati a regalare punti alla rincorsa di un posto valido per la salvezza. Diventa fondamentale adesso il recupero di mercoledì 27 contro l’Atletico Uri: un derby fratricida da vincere senza se e senza ma, ripartendo dalla buona prestazione di Giugliano e dal gol ritrovato dagli attaccanti, facendo attenzione alla voglia di tornare al successo dei giallorossi di Paba. Poi ci sarà la sosta fino all’8 maggio, quando al Lixius arriverà il Real Monterotondo, un altro scontro diretto da vincere e basta.


Latte Dolce

Un passo indietro. Che la prestazione del Latte Dolce non sia stata al livello delle aspettative di Mauro Giorico lo si è capito subito nel postpartita: “Questi sono punti persi, nel primo tempo non abbiamo giocato”, ha detto il tecnico algherese ai nostri microfoni, recriminando sull’approccio al match dei suoi ragazzi. Un rigore “discutibilissimo”, come lo ha definito lo stesso Giorico, ha indirizzato il match a favore dell’Ostiamare padrona di casa, fino alla risposta dei sassaresi con un secondo tempo ben differente dal primo. Il secondo gol consecutivo di Saba (ah, se ci fosse stato da inizio stagione…) ha rimesso in parità la sfida, ma lasciando tanti rimpianti agli ospiti che tornano in Sardegna con l’amaro in bocca. Una vittoria avrebbe rimescolato ulteriormente le carte, portando i biancocelesti in terzultima posizione e con lo scontro diretto contro il Cassino da giocare al Vanni Sanna dopo la nuova sosta. Invece Cabeccia e compagni sono ancora all’ultimo posto, con un calendario da incubo visto che vedrà nelle ultime giornate il ritorno del derby contro la Torres, la sfida interna contro la Nuova Florida e all’ultimo la trasferta di Arzachena, per l’atteso ritorno di Giorico in Gallura. “Ora dobbiamo ripartire da questo secondo tempo e cercare di far capire ai ragazzi di avere fiducia in loro stessi”, ha detto ancora il tecnico a fine partita, ma la domanda è d’obbligo: basterà per inseguire il sogno playout?


Francesco Aresu

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