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Le Pagelle | Torres: Zaccagno e Di Stefano solite certezze, dubbi sulla gestione dei cambi di Greco

Il tecnico della Torres Alfonso Greco | Crediti: Torres
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I nostri giudizi sulla Torres di Alfonso Greco che ha esordito in trasferta contro il Livorno con una sconfitta per 2-1 subita in rimonta nella prima giornata del Girone B della Serie C (clicca qui per la cronaca completa del match in Toscana).

Zaccagno 7,5 – Marlon Brando è sempre lui, così come Andrea Zaccagno. Fa una serie di interventi importanti, non è una sorpresa, e cerca fino alla fine di portare punti ai suoi. Alla fine non ci riesce.

Berto 5 – Soffre tantissimo contro Mawete nell’uno contro uno, anche se con attenzione prova a limitarlo per quanto possibile e alla fine in qualche modo se la cava per tutto il primo tempo. Però quel pallone lasciato un po’ così in area è stato troppo leggero, vero che Pennington si addormenta ma anche il suo passaggio lascia a desiderare. Come tutti cala alla distanza.

Antonelli 6 – Si vede che ancora non ha la corazza dei giorni migliori complice anche un pre-campionato e un avvio di stagione con qualche dolorino di troppo. Però alla fine con esperienza è quello che sbanda meno. Nel finale risale molto lento, troppo lento. Simbolo di una squadra che si vedeva avrebbe prima o poi preso la beffa (immeritata ai punti).

Zanandrea 6 – A volte fatica, a volte chiude con estremo ordine. Si vede che può essere una delle certezze in difesa per i rossoblù. Ma ancora serve la gamba dei tempi migliori, anche alla voce attenzione nei 90 minuti.

Zecca 5 – Non ha nel motore i giri ancora al massimo e si vede, specie nello strappo nel breve. Si divora un gol clamoroso a inizio gara e fatica a fare il solito Zecca. Arriverà.

Brentan 6 – Canta e porta la croce. Fa da equilibrista nelle due fasi e lo fa bene. Gli manca solo un po’ di cattiveria nell’inserimento. Ma chiedergli anche di segnare dopo una fatica continua sarebbe anche troppo, forse…

Mastinu 6 – Abbassa molto il baricentro e anticipa un tempo di gioco. Oltre a mettere ordine e usare le cattive maniere quando serve e quando è necessario. Cala alla distanza come tutti, ma resta uno di quelli che se vuole cambia i colori dell’arcobaleno di Greco (dall’88’ Giorico SV – Dentro nel finale per contenere, ma non basta perché la squadra è troppo stanca).

Liviero 6 – Una buona prova ma con una parabola discendente. Suoi alcuni ottimi guizzi nel primo tempo, con grande attenzione anche in pressing alto, che danno il via a diverse azioni pericolose della Torres. Più stanco nella ripresa, quando cerca con eccessiva furbizia un rosso che sarebbe stato generoso per un colpo comunque ricevuto (dal 75′ Corsinelli 5,5 – Entra e non ci mette la giusta voglia. Sbaglia qualche pallone con leggerezza. Ci si aspetta di più).

Pennington 5 – Non un esordio in campionato da incorniciare. Vero, suo l’assist per Di Stefano, ma per il resto finisce troppo presto la benzina e causa con leggerezza il rigore che dà coraggio a un Livorno spento. Nella ripresa è un fantasma, ma Greco lo tiene fino alla fine.

Di Stefano 6,5 – Una ne fa e cento ne disfa. Ma resta la chiave da usare sempre di questa Torres. Riprende da dove aveva smesso, ovvero segnando. La speranza è che sia sempre così, perché l’attacco senza aiuti dal mercato è troppo corto.

Scotto 6 – Ha fame e si vede. Parte a tremila e dimostra che in C resta un giocatore che ci può stare eccome. Ha scritto sul volto “vi siete sbagliati tutti” e alla fine per l’atteggiamento che mette in campo ha ragione lui. Cala tanto alla distanza come tutta la rosa.

Allenatore: Alfonso Greco 5 – Il pari sarebbe stato più che meritato, eppure da fuori resta l’impressione che un po’ ci abbia messo anche del suo. Perché soli due cambi con la squadra che nella ripresa va in costante calo fisico? Perché nemmeno un minuto a Carboni? Lo scopo era mandare un messaggio alla società? L’impressione, magari errata, resta che dopo una prova così andare via dal campo di un Livorno ancora in fase di rodaggio e dopo tante occasioni sciupate e altrettante regalate per disattenzione sia un delitto. Delitto non sventato dalla panchina perché nei minuti finali era evidente che alla squadra serviva una scossa per uscire da una piega pericolosa.

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