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Le Pagelle di Cagliari-Lazio: il solito Palestra, ma è Dossena la sorpresa positiva della serata

Alberto Dossena durante Cagliari-Lazio | Foto Valerio Spano
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Queste le nostre valutazioni sulla prestazione fornita dai rossoblù di Fabio Pisacane contro la Lazio, gara pareggiata a reti inviolate alla Unipol Domus.

Caprile 6: dopo la serata da incubo contro il Lecce ritrova immediatamente la porta delle difficoltà, ma sotto la Sud ha un primo tempo di tranquillità. Nella ripresa nulla di diverso anche sotto la curva opposta, solo un tiro di Taylor dalla distanza fino alla punizione di Cataldi che lo trova pronto.

Zé Pedro 6,5: solita partita equilibrata e solida del portoghese, attento su Zaccagni al rientro e preciso quando c’è da uscire con passaggi verticali verso Palestra. Testa alta ed esperienza, va anche vicino al gol su azione d’angolo colpendo il palo dopo zuccata in torsione e il VAR gli toglie un assist sontuoso. Fatica un po’ di più con l’ingresso del duo Tavares-Noslin, ma ci sta.

Mina 6,5: Spalletti direbbe che i suoi palloni hanno la tosse, perché tra quel secondo di troppo e passaggi non così secchi qualcosa in costruzione si paga. Però difensivamente non sbaglia mezza scelta e, contro una Lazio che non dà riferimenti, non paga dazio, anzi. E dopo il giallo che potrebbe metterlo in difficoltà alza ancora di più la soglia dell’attenzione finché non deve per forza spenderlo per evitare la sconfitta.

Dossena 7: se l’arbitro avesse preso la decisione corretta avrebbe giocato fin dal principio con un cartellino sul groppone. La fortuna lo aiuta e così diventa audace e blocca ogni iniziativa dei laziali sia di piede che di testa. Aiuta Obert su Isaksen quando necessario, lavoro non da poco, e riscatta il difficile rientro di Roma con la ciliegina dell’assalto finale nel quale alza il muro più volte risultando decisivo.

Obert 6,5: il pallone per Adopo è un cioccolatino che avrebbe meritato di essere scartato, dimostrando ancora una volta che il suo piede può essere un’arma in campo nemico. Nel suo compito principale ci mette un po’ a prendere le misure di Isaksen, ma appena capisce l’andazzo esce vincitore dal duello e così anche contro Cancellieri.

Adopo 6,5: convincente e non è un caso che la prestazione positiva arrivi con un mediano-regista a dirigere le danze, sgravandolo di compiti che non gli si addicono. Prosegue sulla stessa linea anche senza Mazzitelli, più lucido con il pallone, solita centrifuga in non possesso. Potrebbe portare in vantaggio la squadra di testa, ma manca l’impatto giusto, peccato. Tiene per 90 minuti, segnale positivo.

Mazzitelli 6,5: quaranta minuti di fosforo che aiuta tantissimo i suoi compagni di reparto, quaranta minuti nei quali però non manca nemmeno la sostanza tra falli intelligenti e linee di passaggio chiuse di continuo. Esce per quel problema fisico che aveva portato Pisacane a preservarlo contro il Lecce, contro le dietrologie e, ciò che conta, è un gran peccato.
Dal 42′ Idrissi 6: dopo la serata contro il Lecce che definire complicata è un eufemismo, si presenta in corsa e pensa più alla sostanza che a chissà cosa. Con il passare dei minuti tira fuori anche un po’ della sua sana faccia tosta, impegnando Provedel e risultando prezioso nel portare su qualche pallone nella difficoltà.

Sulemana 6,5: il lavoro che compie nel supportare Obert su Isaksen e contemporaneamente mettere in difficoltà Belahyane è di livello, a questo aggiunge quella precisione mancata contro il Lecce anche se sono più le volte che deve tagliare di quelle in cui deve cucire. Beneficia anche lui di Mazzitelli per un tempo, continuando sulla stessa onda anche nella ripresa senza il regista. Rispetto ad Adopo fatica un po’ di più nel finale, la stanchezza si sente ma se la cava con esperienza.

Palestra 7: un diesel di nuova generazione, consumi ridotti e rendita elevatissima. Esce con il passare dei minuti e per Pellegrini, malcapitato avversario di turno, è un mal di testa che via via diventa emicrania impossibile da gestire. Ciò che colpisce, oltre a qualità fisiche evidenti, è il cervello: sempre la scelta giusta, sempre i tempi di giocata perfetti, sempre la combinazione per scardinare. Altro livello. Con Tavares soffre qualcosa, ma è anche vero che ha dato davvero tutto.

Esposito 6: lui è così, prendere o lasciare. Tutto dipende dall’approccio, se i primi palloni – angoli inclusi – sono buoni allora prende fiducia e gioca la sua gara. Forse anche troppo, perché a volte si lascia andare a tocchetti di fino in situazioni che richiederebbero maggiore concretezza. Però alla fine spesso e volentieri la luce si accende se è lui a premere il bottone e dopo la prestazione pessima contro il Lecce la risalita odierna è evidente. Non ancora ciò che si aspetta, ma comunque c’è.
Dal 73′ Trepy 6: ci mette tanta abnegazione anche se la sensazione è che debba ancora fare esperienza a questi livelli. Sfortunato perché poi la squadra finisce in dieci è c’è poco da scherzare, aiuta quanto può e questi minuti sicuramente gli serviranno d’insegnamento.

Kilicsoy 6,5: uno pensa che da punta il fatto che non tiri mai possa equivalere a una prestazione insufficiente, ma poi vai a guardare i dettagli della sua gara e alla fine non sbaglia un pallone che sia uno. La vede poco, non per colpa sua, ma è perfetto tatticamente e per aiuto al collettivo nel far salire la squadra e nel pulire palloni sporchi. Una gara che ne evidenzia la crescita evidente in aspetti che ancora gli mancavano, una gara che lo rende ancora più giocatore vero se ancora ne servisse una prova.
Dall’88’ Zappa SV: entra per gestire l’assalto finale della Lazio con i compagni in dieci, aiuta a portare a casa il punto prezioso.

Pisacane 6,5: la prepara bene incartando una Lazio che in trasferta è squadra più che temibile. Il ritorno al centrocampo a tre paga, le scelte iniziali pure. Poi Mazzitelli alza bandiera bianca, sorprende inserendo Idrissi ma la squadra è centrata e quindi cambia poco nella sostanza. Dimostrazione che se tutti sono sul pezzo i moduli valgono meno delle interpretazioni. La sensazione è che voglia provare a vincerla nel finale, l’espulsione di Mina cambia giocoforza i piani ma la sofferenza è poca e fisiologica. Un punto che vale più di quanto valga in classifica, un punto che è una risposta alla prestazione negativa contro il Lecce: dei singoli e del collettivo.

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