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L’Analisi Statistica | Cagliari, è possibile l’impresa contro il Napoli di Mazzarri?

Leonardo Pavoletti esulta dopo il gol in Cagliari-Sassuolo | Foto Luigi Canu
Leonardo Pavoletti esulta dopo il gol in Cagliari-Sassuolo | Foto Luigi Canu
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C’eravamo tanto amati, o forse no. Napoli-Cagliari, nei suoi storici scontri e nella sua tradizione pallonara per le due piazze può riassumersi tutta in questa frase. Una costante battaglia tra ex e tra due mondi così lontani in realtà solo per appartenenza calcistica. Come in ogni vigilia per la squadra di Claudio Ranieri andiamo, grazie all’analisi statistica declinata in grafici da Daniele Bianchi, a scoprire il modo di giocare e il momento tattico dei partenopei ora guidati dall’ex rossoblù Walter Mazzarri.

Premessa

Passaggio agli ottavi in tasca in Champions League, sesto posto in Serie A, ma a un punto dalle posizioni che valgono la qualificazione proprio alla prossima coppa dalla grandi orecchie. La cura Mazzarri sta un po’ tutta qua, il Napoli ancora deve ritrovarsi, specie nei big match, ma da Campione d’Italia in carica la squadra azzurra con il tecnico ex Cagliari ha ritrovato un po’ di fiducia e nuove certezze. Il Napoli è una squadra che dal 2018-2019 ha intrapreso un determinato percorso tattico e ha  cercato sempre di avere un’identità legata al dominio della gara attraverso la gestione della palla e l’anno scorso Luciano Spalletti, ora c.t. dell’Italia, ha portato in dote anche una maggiore aggressività in fase di non possesso. Quest’anno il Napoli di Rudi Garcia, sino al momento dell’esonero, ha percorso la stessa strada ma Osimhen e soci hanno raccolto meno di quanto seminato. Anche a causa di una pecca evidente, un equilibrio difensivo da rivedere della gestione del francese rispetto al predecessore. Al di là delle pressioni e degli aspetti extra-campo mai facili da gestire in seguito a una rivoluzione fatta dopo la conquista di un titolo. Il lavoro tattico di Mazzarri è ancora troppo acerbo per poter dare una valutazione e sarebbe prematuro lanciarsi in verdetti, ma qualcosa dello spirito mazzarriano inizia a intravedersi nel gioco dei partenopei. Analizzando globalmente il Napoli emerge come sia una squadra qualitativamente di spessore: dalla fase di costruzione alla ricerca del possesso nella metà campo avversaria, sino alla produzione offensiva (soprattutto su attacco manovrato), il livello è molto alto. Il Napoli ha prodotto una media di 2,071 gol attesi a gara contro gli 1,733 fatti realmente, a riprova del fatto che non sempre ha raccolto ciò che ha seminato in fase offensiva.

Controllo della gara

Come detto, pur con risultati diversi rispetto alla gestione Spalletti, il Napoli sta continuando la via del controllo della partita attraverso il possesso palla intelligente e prolungato. Non a caso solo l’Inter in questa prima parte di Serie A ha portato di più la sfera, rispetto agli azzurri, prima di un intervento difensivo efficace avversario. Di base i nerazzurri fanno 16,6 passaggi primi di venire bloccati da un intervento difensivo avversario, mentre il Napoli ne fa in media 14,9. E il Cagliari di Claudio Ranieri? Per i rossoblù in media 10,1 passaggi prima di un intervento difensivo dell’altra squadra (PPDA avversario in termine tecnico). Settimo peggior dato della Serie A per i sardi, ma comunque in netta crescita rispetto a inizio stagione. A conferma di nuove consapevolezze anche in possesso per Ranieri e i suoi.

Grafica sui passaggi fatti in Serie A prima di un intervento efficace avversario
Grafica sui passaggi fatti in Serie A prima di un intervento efficace avversario

La gestione del match si denota per il Napoli in modo evidente anche nel dominio territoriale. Di base gli azzurri sono la seconda squadra del campionato, dopo la Fiorentina, per passaggi fatti nell’ultimo terzo di campo. Insomma, non solo passaggi in costruzione dal basso, ma grande presenza anche nella zona difensiva avversaria. A conferma di come sia votato al controllo totale e alla costante presenza in attacco il giro palla azzurro. Attenzione al Cagliari però, che con una strategia diversa e cercando maggiormente la transizione rapida e il lancio lungo è la settima squadra del torneo per passaggi effettuati nell’ultimo terzo di campo. Chiudersi con ordine, impresa non da poco per l’attuale sistema difensivo di squadra isolano, e poi ripartire con efficacia sarà un po’ la chiave per Ranieri al Maradona.

Grafica sul dominio territoriale in Serie A, i passaggi effettuati nell'ultimo terzo di campo
Grafica sul dominio territoriale in Serie A, i passaggi effettuati nell’ultimo terzo di campo

Presenza offensiva

Fin qui guardando le prime due statistiche uno può pensare: ok, il Napoli tiene tanto il pallone, ma quante volte arriva a calciare in porta per ogni azione che produce? La risposta non è positiva, per il Cagliari. I partenopei sono per distacco la squadra in Serie A che trova più conclusioni per attacchi manovrati (a difesa avversaria schierata per capirci) fatti. Per dare dei numeri, nel 30% dei suoi attacchi posizionali il Napoli riesce a trovare un tiro. Solo l’Inter avvicina questi numeri, ma facendo meno attacchi manovrati in percentuale del Napoli.

Grafica sulla percentuale di conclusione su attacco manovrato in Serie A
Grafica sulla percentuale di conclusione su attacco manovrato in Serie A

Il Napoli è anche la squadra più pericolosa della Serie A? Ossia quella che produce maggiori expected goals (chiare occasioni da rete) per partita. Numeri alla mano la squadra di Mazzarri è seconda, prima resta l’Inter di Simone Inzaghi. I partenopei producono 2,07 chiare chance per andare a segno ogni 90 minuti. Sono 2,22 per i nerazzurri di Milano. Il Cagliari di Ranieri è nono in questa particolare classifica con 1,40. Ma in crescita esponenziale considerando la prima parte del campionato passata praticamente senza segnare (2 reti, entrambe di Luvumbo, nelle prime 7 giornate di questa Serie A). Le squadre meno pericolose del torneo per ora sono Salernitana e Verona.

Grafica sull'indice di pericolosità squadra per squadra in Serie A
Grafica sull’indice di pericolosità squadra per squadra in Serie A

La ripartenza come chiave per vincere

Fin qui, a numeri, il Napoli sembra Superman, ma la classifica e un inizio di stagione con già un esonero e con un bottino di punti lontano dalla lotta al vertice, come tutti si sarebbero aspettati per la squadra con lo Scudetto nel petto e con giocatori di primissima fascia per l’attuale livello italiano, mostra quale sia la Kryptonite di questa squadra: i contropiedi. Solo Sassuolo e Frosinone (vi ricorda qualcosa?) hanno subito più conclusioni in porta dei partenopei su situazione di ripartenza rapida avversaria. A difesa non schierata questo Napoli soffre e non poco. Con alcune minori certezze di reparto, di singoli e di squadra in difesa è crollato il castello di carte che aveva permesso a Spalletti di ovviare ad alcuni svarioni in ripartenza avversaria. E su questo il Cagliari, così come fatto con Frosinone e Sassuolo (magari senza far prendere il largo nei primi minuti ai campani) dovrà battere al Maradona.

Grafico sulle conclusioni avversarie subite su situazione di contropiede
Grafico sulle conclusioni avversarie subite su situazione di contropiede

Attenzione però a cantare subito vittoria. Una delle prime mosse di Mazzarri a Napoli è stata proprio quella di lavorare sul concedere meno in ripartenza rapida. Banalmente cercando meno la pressione alta, provata da Garcia con costanza e poca efficacia, e permettendo in meno occasioni al Napoli di essere completamente sbilanciato in avanti. Un Mazzarri più attendista dunque, che però ancora non ha limato i problemi sulle chiare occasioni da gol concesse, anzi il dato è in aumento. Vediamo con il grafico seguente quelli che sono fin qui i punti di forza e di debolezza del breve periodo Mazzarri in azzurro.

Grafica sui punti di forza e le lacune mostrate dai numeri fin qui nella breve gestione Mazzarri a Napoli
Grafica sui punti di forza e le lacune mostrate dai numeri fin qui nella breve gestione Mazzarri a Napoli

Focus sui singoli

Chiudiamo questa analisi andando ad analizzare l’impatto dei singoli giocatori nella fase di costruzione e di attacco del Napoli. Partendo dal giro palla pare evidente come giocatori come Anguissa, Rrahmani, Di Lorenzo e Ostigard (quest’ultimo in dubbio per una maglia dal 1′ a causa di un attacco influenzale patito in settimane) siano fondamentali nelle certezze in fase di manovra dei campani. Osimhen è il giocatore meno coinvolto di tutta la squadra nella costruzione e limitare i palloni al centravanti azzurro sarà l’arduo compito per Dossena e compagnia. Di base si denota come il Napoli sia una squadra di possesso palla, o che per lo meno abbia avuto negli ultimi anni al di là del nuovo corso Mazzarri questo DNA, dal fatto che ben 7 giocatori tra i soliti titolari abbiano giocato più di 50 palloni a partita di media e siano stati chiamati in causa mediamente più di 40 volte dai compagni.

Dati sui singoli in costruzione del Napoli
Dati sui singoli in costruzione del Napoli

Osimhen anche se con pochi palloni toccati a partita resta il calciatore più pericoloso per distacco del Napoli. Come dimostrano gli xG/90. Ossia le chiare occasioni da gol create per ogni singolo a partita. Per l’attaccante azzurro 0,62 xG come indice a gara. Lo segue un altro giocatore di assoluta qualità della rosa del Napoli, anche se in una stagione meno brillante rispetto alla scorsa, come Kvaratskhelia. Per il georgiano dato di 0,45. Seguono Raspadori, Politano e Zielinski.

Grafica sull'indice di pericolosità dei singoli giocatori del Napoli in questa Serie A
Grafica sull’indice di pericolosità dei singoli giocatori del Napoli in questa Serie A

Roberto Pinna

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