“The proof is in the pudding”. La saggezza popolare dei paesi anglofoni rappresenta perfettamente le sensazioni del roster appena costruito dalla Dinamo Sassari per il 2026/2027. Gli ingredienti sembrano tutti quelli giusti e di qualità, ma solo dopo “aver assaggiato” il risultato finale si potrà dire se quanto cucinato dal diesse Paolo Citrini e dal coach Luca Vitali sia veramente buono.
Cuore
Partendo dall’ultimo annuncio, dire che il ritorno di Michele Vitali sia la più classica delle ciliegine sulla torta non sarebbe proprio esatto: l’accordo trovato con il classe 1991 è stato inseguito da tempo per vari motivi, non solo tecnici. Le qualità del giocatore sono indiscutibili (tanto che avrebbe fatto comodo a tanti club di Serie A1), ma le qualità umane del nativo di Bologna saranno fondamentali per l’amalgama del gruppo. Un senso di appartenenza mai nascosto, anche se la sua parentesi a Sassari è durata appena una stagione, oltre che il legame familiare con il fratello Luca sono state le molle definitive per far ritornare in Sardegna il giocatore. Connessioni e ricordi fortissimi anche per due ex biancoblù che hanno scelto di vestire nuovamente del Banco di Sardegna: Jeff Brooks e Diego Monaldi, oltre che a essere due top player per la Serie A2, metteranno quel qualcosa in più sul parquet in termini di leadership e carattere, due delle lacune principali nell’amarissima scorsa stagione della retrocessione dalla Serie A1. Carattere che non è mai mancato in altri elementi del roster a disposizione di coach Vitali, come Simone Aromando e Alessandro Grande, giocatori ormai “di categoria” dopo anni di gavetta che conoscono bene un campionato insidioso come la Serie A2.
Talento
Grande curiosità per i due non formati e per l’estone Riisma: sul talento e la qualità di Kajami-Keene e quelle del lungo Bryce Nze c’è davvero poco da discutere, con il secondo che sa come si fa quando si parla di promozioni. Il centro statunitense con passaporto nigeriano è reduce dal salto nella massima divisione francese con il Pau-Orthez, piazza storica del basket transalpino che è riuscita a risalire al piano di sopra, con la speranza che anche questa sia la parabola di una Dinamo Sassari che si affiderà a Kajami-Keene in regia. Il 32enne canadese porta il suo bagaglio di lunga esperienza nei campionati europei, con la benedizione del connazionale Dyshawn Pierre e di Scott Bamforth, due ex Sassari che hanno lasciato il segno al Pala Serradimigni. Punti nelle mani ed equilibrio saranno le principali carte messe sul tavolo da Joonas Riisma che cerca un ruolo da assoluto protagonista dopo la stagione a Tortona (11 le presenze nel quintetto titolare di Fioretti l’anno scorso nonostante l’ampissima concorrenza in casa Bertram). A completare il roster saranno i centimetri di Nicolò Nobili, che darà ulteriori soluzioni in un reparto lunghi che si annuncia completo e variegato, reduce anche lui da una promozione in A1 con Scafati (alla pari di Monaldi con Verona), mentre Riccardo Pisano si ritaglierà ulteriori minuti utili per la sua crescita dopo le esperienze lontano dalla Sardegna in Serie B con le maglie di Fabriano e Vicenza. Si alleneranno con la prima squadra anche dei prospetti delle squadre satellite della Dinamo: come dichiarato dal direttore sportivo Citrini a La Nuova Sardegna, ci saranno sicuramente il 2009 Michele Cipriano (già l’anno scorso in orbita prima squadra), il 2008 Francesco Brunu e il 2009 Paolo Fara, ma anche altri elementi che faranno la spola tra A2 e Serie C regionale. Esperienza, qualità, talento, identità, personalità, le caratteristiche per fare bene sulla carta con questo roster ci sono, ma come al solito sarà il parquet a parlare e a dare il giudizio finale a una Dinamo che non nasconde le sue ambizioni di tornare subito in Serie A1.
























