Con la stagione appena trascorsa ormai già archiviata e la Torres impegnata nella pianificazione della nuova annata in Serie C, è tempo di guardarsi indietro e fare un piccolo bilancio su questo campionato. Come di consueto, a bocce ferme, è arrivato il momento di fare il pagellone sui protagonisti di questo 2025-26 in salsa rossoblù. La prima di tre puntate, mette il focus sui portieri e i difensori.
Porta e Difesa
Zaccagno 7,5 – Una delle poche certezze dell’annata rossoblù. La sua stagione non si è aperta nel migliore dei modi, complice la frattura alla mano che lo ha tenuto ai box per tutto il mese di settembre facendogli saltare 5 gare. Ma quando è sceso in campo difficilmente ha sbagliato, con l’unico vero scivolone nel ko di Forlì. Però è stato bravo nel non farsi condizionare, tenendo il solito alto standard di prestazioni ed evitando in diverse occasioni la sconfitta ai sassaresi nel momento clou del campionato, come nei match contro Perugia (1-1) o Gubbio (0-0) nel finale del girone di ritorno.
Marano 6 – Certo esordire in Serie C, contro la Juventus Next Gen fuori casa, in una gara apertissima e dopo un errore del tuo compagno di reparto, è cosa tutt’altro che semplice. L’emozione e la paura si sono fatte sentire, ma ha avuto modo di mostrare il suo potenziale in gare ostiche come quella contro l’U23 bianconera e l’Ascoli. Fa il suo sfruttando la chance che il fato gli concede e riesce a coglierla. Interessante.
Petriccione 5 – Pronti via ed è subito chiamato in causa per via dell’infortunio di Zaccagno alla terza di campionato. E dire che non approccia male. Fa il suo senza infamia e senza lode. Certo in qualche situazione non è impeccabile, però alla fine ci può anche stare per un giocatore che ha poca esperienza nella categoria. Poi il grave errore nel secondo tempo contro la Juventus Next Gen ad Alessandria mette in ripida salita una gara ben condotta dai sassaresi sul risultato di 1-0 in favore dei rossoblù. Una lettura sbagliata che ha portato poi all’espulsione diretta, quindi alla sconfitta per 2-1 dei suoi e, infine, al declassamento a terzo portiere in favore di Marano.
Idda 6 – Idda è Idda, c’è poco da fare. Quando viene mandato in campo fa sempre il suo, alle volte con le cattive, altre come un chirurgo navigato che con precisione ed esperienza porta a termine il lavoro. Il doppio giallo contro di Pineto, per un giocatore navigato come lui e della sua caratura, incide nella valutazione finale, specie considerato il momento storico, sia del match che del campionato, e il valore che quella gara aveva a tre giornate dal termine della stagione regolare.
Antonelli 7 – Non era una stagione semplice per lui, specie per il clima che si era creato nei suoi confronti nella precedente annata. Ha le spalle larghe, non solo fisicamente, ma anche caratterialmente. È il pilastro della difesa, il porto sicuro su cui fare affidamento. I suoi duelli contro gli attaccanti che di giornata in giornata si è ritrovato di fronte, sono state tra le principali attrazioni delle varie sfide. È quasi sempre uscito vincitore. È l’uomo con più minuti della Torres, 3.240’ (davanti a Zaccagno 3.150’ e Sala 3.060’) e raramente ha sbagliato una partita. In un’annata in cui tutto ciò che poteva andare storto lo ha fatto, la sua affidabilità e la sua esperienza sono stati ossigeno puro.
Fabriani 4,5 – Poteva essere la stagione della consacrazione, ma purtroppo non è stato così. Anzi, tutto l’opposto. Parte in maniera precisa facendo in diligentemente il suo lavoro e risultando affidabile. Ma come arriva la burrasca, non riesce a fare quello step in più alla voce personalità e si fa inglobare dalle pressioni. Il pomeriggio da incubo di Piancastagnaio, contro la Pianese (errore in disimpegno che si trasforma in assist vincente per i padroni di casa), lo fa finire ai margini della rosa di Greco. Fino a quella gara, 17 gennaio 2026, turno numero 22, aveva collezionato 1571 minuti dei 1639’ complessivi giocati in stagione.
Biagetti SV – Tre presenze, una in Coppa Italia, una alla prima di campionato (1 minuto) e 45 minuti contro la Juventus Next Gen. Contro i bianconeri non fa male, anzi. Però poi sparisce dai radar, fino all’addio in inverno. Mistero.
Nunziatini 6,5 – Che stagione pazza la sua. Si applica con umiltà, costanza e voglia di dire la sua nonostante il nuovo ruolo da braccetto. Pazienza ha il grande merito, l’unico stagionale, di provarlo come terzo difensivo, lui però non risponde benissimo al test facendosi espellere dopo 12 minuti contro l’Ascoli al turno numero 7. Poi la titolarità dopo 14 giornate, alla 21^ contro il Campobasso, sempre nel ruolo di braccetto. In quella gara manda segnali importanti con Greco che continua a dargli fiducia nel ruolo e lui che lo ripaga applicandosi al meglio e crescendo sfida dopo sfida. Una parabola ascendente che lo trasforma quasi in un veterano del ruolo e lo rende uno dei giocatori da cui ripartire in vista della prossima stagione. Piacevolissima scoperta.
Baldi 7 – È un giocatore di altra categoria e lo fa subito notare. Grande qualità nell’interpretazione del ruolo, ma soprattutto grande personalità. Arriva in inverno ed è come se fosse da anni con i compagni di reparto. Insieme a Sala è il miglior innesto stagionale del direttore sportivo Colombino. Approda a Sassari in una situazione difficile, con una difesa che ha perso uno dei punti fermi come Mercadante senza farlo rimpiangere – anzi tutt’altro – e con una classifica ai limiti del drammatico.
Zanandrea 6 – Da mesi fermo, arriva a Sassari con il giusto spirito. Con umiltà si mette a disposizione di mister Greco e quando viene chiamato in causa risponde sempre presente. Subentra nel finale del match contro la Sambenedettese e timbra il cartellino realizzando il gol che vale il successo dei sassaresi sul campo di una diretta concorrente per la salvezza. Peccato che non sempre sia stato al meglio, complice il lungo periodo fermo, ma se in condizione può essere sicuramente un giocatore di sicuro affidamento, come dimostrato contro il Gubbio e l’Arezzo alle ultime due di campionato. Ha 27 anni, esperienza e voglia di riscatto, perché non dargli fiducia anche il prossimo anno?
Mercadante 4,5 – Una delle delusioni più grandi della stagione. Non tanto per il tipo di prestazioni fatte, quanto più per non averlo avuto al meglio per tutta la stagione in particolare sotto l’aspetto mentale. Ha deluso non tanto per la decisione presa, quanto più perché la Torres ne aveva fatto un pilastro da cui ripartire in questa stagione e lui ha voluto salutare la Sardegna. Non si discutono assolutamente le scelte e le motivazioni dell’addio, ma abbandonare la nave in un momento di grande burrasca ha sicuramente generato sconforto in tanti. Però, per fortuna è arrivato Baldi, e Mercadante si è trasformato solo in un ricordo dolce amaro. Parlando di campo, lui ha alternato buone partite, in particolare nella prima metà del girone di andata, ad altre meno importanti specie verso lo scadere, quando la volontà di riavvicinarsi a casa si stava facendo via via più forte.



















