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Il Pagellone | Torres: con Pazienza il progetto dei rimpianti, Greco solito porto sicuro

Alfonso Greco, allenatore della Torres - Foto Alessandro Sanna
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Ultimo appuntamento de “Il Pagellone” della Torres è quello legato agli allenatori, ovvero Michele Pazienza e Alfonso Greco. Dalle speranze riposte nell’ex Benevento e Avellino, sul dare il La a un nuovo corso dalle parti del Vanni Sanna, al tecnico romano, porto sicuro di queste annate a Sassari e tra i principali artefici della salvezza rossoblù.

Le pagelle di Roberto Pinna

Pazienza 4 – Michele Pazienza si è presentato a Sassari come l’allenatore del cambiamento, quello del “nuovo progetto”. Purtroppo per lui e per i rossoblù però il campo ha raccontato un’altra storia. Un amore che sembrava inizialmente nascere sotto i più ambiziosi presupposti dopo le vittorie in Coppa Italia (Livorno) e campionato (Pontedera), ma che presto si è rivelata una semplice cotta estiva. Le colpe non sono tutte sue, ma i 4 esoneri recenti forse lanciano più di un dubbio sulla bontà dei progetti che ha sposato e su quanto sia riuscito a incidere in essi. La sua Torres si spegne presto e fatica ad avere una chiara identità, nell’ultimo periodo prima dell’esonero sembra perdere un po’ la squadra di mano nonostante la società gli dia quante più occasioni possibili. Richiamando Greco prima questa squadra si sarebbe salvata prima e magari avrebbe avuto un posto negli ultimi vagoni dei playoff? Non lo sapremo mai, ma a volte è meglio fare certi percorsi tortuosi per imparare una lezione.

Greco 7,5 – Alfonso Greco, torna, chiede scusa per l’addio doloroso e in silenzio fatto dopo la bruttissima batosta rimediata nei playoff contro l’Atalanta un anno prima, si mette in silenzio a lavorare con i suoi metodi e porta la nave in salvo. Verissimo, il mercato invernale gli dà una grossa mano, a supporto della tesi che la proprietà impara dai propri errori e prova a porne rimedio. Però lui ci mette tanto del suo. Lavora con la consueta pazienza sulla testa dei giocatori. Trasferisce ai suoi la capacità di farsi scivolare tutto addosso nel momento probabilmente più complicato del progetto targato Abinsula. Restano quei troppi pareggi frutto di una squadra corta e che fatica a liberarsi dai propri fantasmi, altrimenti la salvezza sarebbe arrivata con giornate d’anticipo e non ai playoff. La sua storia racconta di un playoff vinto in D, due salvezze in C, un secondo posto e un terzo posto in Lega Pro. Vero negli spareggi per la B la sua Torres non ha mai avuto ragione, anche se con il Benevento avrebbe ampiamente meritato. Che dire a uno con un curriculum così? Ha deciso ancora una volta di sposare Sassari per il sesto anno di fila, un’infinità nel calcio di oggi. Sicuramente è un uomo e un allenatore cambiato rispetto a quando è arrivato e c’è curiosità per capire cosa ancora potrà fare sulla panchina rossoblù. Anche Sassari sembra aver cambiato idea su di lui, quanto durerà?

Le pagelle di Andrea Olmeo

Pazienza 4 – Va detto, al suo arrivo il compito non era affatto semplice: prendere in eredità il mandato di 4 anni di Greco e un gruppo che ancora si stava leccando le ferite per il pesantissimo ko di Caravaggio contro l’Atalanta U23. L’obiettivo era quello di valorizzare i giovani, quindi di fare minutaggio, raggiungendo la qualificazione ai playoff. La società gli ha dato fiducia, inserendo giocatori a lui graditi, schierandosi dal suo stesso lato quando ci sono state scelte forti da compiere, come mettere fuori rosa Zambataro e Liviero. L’approccio in gare ufficiali ha fatto ben sperare, però con il passare delle giornate, con le prime difficoltà, non è riuscito a invertire la situazione condannando i suoi a un lento declino. Le ha provate quasi tutte, tranne reintegrare i fuori rosa, ma invano, arrivando a perdere il controllo della situazione. Ovviamente non è stato l’unico e il solo responsabile, però se la Torres ha fatto questo tipo di campionato, c’è tanto del suo.

Greco 8 – “Che t’o dico a fa’”. Sul podio, dopo Sala, c’è Alfonso Greco. Ha ereditato una situazione estremamente difficile, uno spogliatoio con il morale sotto i piedi e con pochissime certezze. È ritornato a Sassari con voglia di riscatto, per cancellare, o meglio, per rifarsi dopo il finale della scorsa stagione. Così come Gotham nei momenti di crisi punta il faro sul cielo per chiedere l’aiuto di Batman, a Sassari, dalle parti del Vanni Sanna, è accaduto lo stesso per chiedere l’aiuto e il supporto di mister Greco. Lui alla chiamata ha risposto presente e con calma olimpionica ha preso subito in mano le redini della squadra. Serviva una guida e un condottiero e lui è stato questo. Ha lavorato sulla testa dei giocatori e ha reintegrato Liviero e Zambataro dando nuova linfa alle corsie. Ha badato al sodo e all’essenziale, dal mercato ha avuto innesti importanti, come Baldi e Sorrentino, che hanno contribuito a dare maggiore solidità alla sua rosa. Certo, alcuni passaggi a vuoto ci sono stati, come la gara contro il Forlì, oppure le sfide contro Pineto e Gubbio, però alla fine è riuscito a portare la barca in porto.

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