agenzia-garau-centotrentuno

Dinamo Sassari | L’indice Dowe-Jones è in crescita, Bucchi spera per il futuro

Chris Dowe durante Banco di Sardegna Dinamo Sassari - Tezenis Scaligera Verona | Foto L.Canu / Ciamillo-Castoria
sardares
sardares
sardares

In borsa un valore non si dà mai per scontato. Troppe le fluttuazioni, tanti i cambiamenti repentini per essere completamente certi del futuro. Ci sono però dei titoli che subiscono meno le variazioni di una finanza che gioca spesso con le proprie sorti. Per assestarsi a quel punto chiamato stabilità che ogni investitore sembra desiderare, il tempo è però un aspetto necessario. Lo sa bene anche la Dinamo Sassari, che attende di vedere il reale valore del suo indice Dowe-Jones, che sembra essere in lenta ma importante crescita.

Fiducia

Jamal Jones è il giocatore che ha vissuto con più difficoltà una preseason passata ai box per i problemi fisici avvertiti già dal ritiro di Oristano. L’ala ex Bahcesehir non ha infatti disputato nessun minuto di gioco tra i tornei giocati nell’Isola e in Francia che hanno preparato i biancoblù in vista dei tre impegni che hanno aperto la stagione. La semifinale di Supercoppa contro Tortona è stato il primo esame per il prodotto di Texas A&M. Appena quattordici i minuti in campo, 7 i punti a referto, con evidente ritardo però dal punto di vista fisico rispetto ai compagni. Poca la prontezza di gambe, così come la confidenza con il ritmo della partita, con un rapporto con il canestro logorato dalla lontananza dal campo. Aspetti ancora più osservabili nella finale contro la Virtus Bologna, dove i minuti in campo sono stati 25 ma senza lasciare un vero e proprio segno sulla gara. Un tempo avvertito dalle gambe di Jones, che contro Varese, alla terza partita in cinque giorni, è andato in apnea soprattutto sul lato difensivo. Un inizio non semplice da digerire, soprattutto per un giocatore consapevole di essere stato scelto per alzare il tasso di pericolosità della squadra dall’arco e per poter dare una mano in più in difesa. I diversi passaggi sul parquet hanno però cominciato a creare qualche effetto, così come la decisione di Bucchi di farlo partire dalla panchina nelle ultime due sfide. Jones ha preso il necessario coraggio, facendo intravedere qualcosa di positivo già contro Malaga nonostante i tanti tiri aperti non mandati a segno. Nove punti in 26 minuti, 2 assist e 2 rimbalzi: un’antifona di qualcosa di più positivo visto poi contro la Tezenis Verona di Ramagli. Tredici punti, 75% da oltre l’arco, ma soprattutto 7 rimbalzi e 4 assist. Numeri che segnalano il maggiore coinvolgimento e la volontà di essere dentro i sistemi della squadra. Un apporto, specialmente nella metà campo avversaria, che dovrà stabilizzarsi per trovare definitivamente quel giocatore desiderato in estate, capace di assicurare un bottino che renda più equilibrate le responsabilità e i rischi della squadra. Non una stella da venti punti a partita ma un compagno a cui potersi affidare in più situazioni, anche quando l’attacco è da creare dal nulla in situazioni di uno contro uno. Un aspetto che accomuna Jones proprio a Chris Dowe.

Continuità

L’ex Prometey ha avuto un percorso inverso rispetto a Jones. Da subito in rampa di lancio, tanti minuti in campo sia da playmaker che da guardia a partire proprio dal torneo di Oristano giocato contro Olimpjia Lubiana e Hapoel Tel Aviv. Minutaggio poi cresciuto ancora ulteriormente in Francia a causa dell’assenza di Gentile. Adattarsi al doppio spartito da playmaker o guardia, l’assenza di una vera e propria possibilità per recuperare il fiato ma anche la pressione della conferma dopo la positiva annata tra Ucraina e Germania: fattori che hanno portato Dowe su prestazioni meno continue rispetto a quanto ci si poteva aspettare. Eppure la sua stagione ufficiale è partita comunque con una schiacciata che ha cambiato la semifinale in Supercoppa contro la Bertram e con la penetrazione contro la Virtus nei secondi finali che poteva valere il pareggio sputata dal ferro. Contro Varese e con Malaga le difficoltà sono state più evidenti nel playmaking e soprattutto al tiro. Aver superato la soglia della doppia cifra in partita, dieci i punti contro Verona, potrebbe essere una chiave mentale per un giocatore visto lamentarsi con sé stesso più volte dopo gli errori commessi. La voglia di incidere è evidente, ma alla combo-guard statunitense servirà anche sapersi aspettare per continuare in un processo di crescita evidenziato specialmente in alcuni frangenti della gara contro la squadra di Ramagli, dalla capacità di utilizzo del corpo in penetrazione alla voglia intravista in difesa soprattutto nel secondo tempo.

Pazienza, fiducia e una buona dose di rischio. Caratteristiche necessarie per causare quell’effetto moltiplicatore che può cambiare il valore di un investimento. E che Piero Bucchi ha dimostrato di avere nel suo portafoglio. Perché sarà ancora una volta del coach bolognese il compito di far fruttare un indice Dowe-Jones che potrebbe essere determinante per il rendimento della Dinamo.

Matteo Cardia

 

Condividere su

Commenti

guest
5 Commenti
Inline Feedbacks
Vedi tutti i commenti

CENTOTRENTUNO TV

Continua a leggere...

5
0
...e tu che ne pensi? Lascia un commentox