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Dal “problema” della cessione di Gaetano alle opportunità sul mercato: sta nascendo un Cagliari di palleggiatori

L'undici rossoblù scelto per l'amichevole Cagliari-Sampdoria | Foto: Valerio Spano
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Un Cagliari con maggiore qualità? Quest’anno sicuramente in mezzo al campo ho una squadra con più palleggiatori”. Testo e musica di Fabio Pisacane. La curiosità in queste prime settimane di pre-campionato, tra gli allenamenti di Asseminello e il ritiro tra Ponte di Legno e Temù, è sicuramente quella di capire come prenderà forma il nuovo centrocampo dei rossoblù, attesi da una nuova stagione ricca di sfide in Serie A.

Da problema a opportunità

Con i “non riscatti” di Luca Mazzitelli e Michael Folorunsho e la cessione all’Atalanta di Gianluca Gaetano il centrocampo rossoblù rischiava di diventare un tormentone, in negativo, dell’estate del Cagliari. Anche perché lo scorso campionato si era chiuso con la promozione definitiva di Gaetano a play titolare e la volontà di ripartire da questa idea tattica, e dalla qualità dell’ex Napoli, per costruire la manovra dei sardi nella Serie A che verrà. E invece la società ha saputo trasformare un problema, l’addio a Gaetano, in un’opportunità. Una cessione illustre che è stata il trampolino per una serie di rinforzi in fila proprio a centrocampo e tutti nella direzione di una voglia di fare calcio e di mettere la qualità nel mezzo.

Il Cagliari che verrà

Il gioco a massimo due tocchi di Harry Winks, i grandi margini di crescita di Alessandro Romano, la voglia e il talento di Jacopo Fazzini e quel Demi Akarakiri ancora tutto da scoprire, anche se servirà la giusta testa all’ex Everton per ritagliarsi un ruolo da protagonista in Sardegna. L’impressione è che, se il fisico non chiederà troppo, Winks ben protetto da due mezzali possa fare un’ottima stagione in Serie A. Dovrà imparare a fare quelle corse all’indietro e quel gioco di quantità, specie in non possesso, che il calcio italiano chiede, ma uno con il suo curriculum e con la sua calma in mezzo al campo non si vedeva da tempo. Hanno impressionato invece la facilità di gioco e la visione di Romano. Uno capace di impostare di destro o di sinistro, di inserirsi ma anche di fare la lotta. E poi c’è la duttilità di Jacopo Fazzini, che può agire da mezzala da incursione oppure avanzato di qualche metro per fare da collante tra i reparti. Senza dimenticare che il Cagliari nel reparto ha due certezze come Adopo e (all’occorrenza anche se ora sembra più destinato a giocare centrale in difesa) Deiola, due che sanno come proteggere chi dovrà palleggiare.

Trovare continuità

L’impressione è quella che Pisacane voglia un po’ cambiare pelle al suo Cagliari, sperando di avere maggiore costanza. Quella che in parte, specie per i tanti infortuni, gli è mancata lo scorso anno per provare con continuità alcuni concetti tattici che invece dal via di questa seconda stagione sulla panchina rossoblù ha messo come delle priorità assolute. In attesa anche di capire cosa cambierà con il mercato. Sulla carta, per esempio, i rossoblù hanno in rosa un altro buon palleggiatore come Matteo Prati, che ha da poco cambiato il suo procuratore passando dalla CAA Base e da Paolo Busardò alla Lian Sports Group gestita da Fali Ramadani. Ma proprio il cambio di agente e le ultime che arrivano sul calciatore, che è stato al Torino nell’ultima parte dello scorso campionato, vanno verso la direzione di un addio definitivo. Si vedrà. Intanto Pisacane studia, sperimenta e prova un Cagliari che parte dall’identità del passato per costruire una nuova pelle tattica.

Dall’inviato a Ponte di Legno e Temù Roberto Pinna

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