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Cagliari, Romano ha convinto proprio tutti: ora la grande chance con l’Italia

Alessandro Romano in Udinese-Cagliari | Foto Valerio Spano
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“È andato tutto molto velocemente, non ci sto credendo ancora”. Parole di Alessandro Romano, intervistato pochi giorni fa da Rai Sport nel ritiro della Nazionale italiana. E in effetti sono bastate cinque giornate di Serie A per cambiare la dimensione del centrocampista rossoblù: le chiavi della mediana affidate da Pisacane, il gol al debutto in campionato, e ora la possibilità di esordire con l’Italia già domani, 25 settembre, contro il Belgio. Un’ascesa rapidissima, forse anche oltre le aspettative, che racconta quanto fatto da Romano in questo primo scorcio di stagione e apre una nuova sfida per il Cagliari: accompagnarne la crescita senza bruciare le tappe.

Il bolide di Parma
Tra le tante persone sugli spalti che hanno visto il gol decisivo in Parma-Cagliari c’era proprio il ct Roberto Mancini. Quel sinistro dalla trequarti è stato il primo assaggio, molto saporito, dell’estro tecnico di un ragazzo che fino a quel giorno contava appena due presenze in Serie A con la maglia della Roma, per un totale di 6 minuti. Oggi, invece, Romano è il terzo giocatore più presente in campo nel Cagliari con 445 minuti, secondo solamente a Michel Adopo tra i giocatori di movimento (450 per il francese, mai sostituito). Il gol all’esordio in campionato è stato il modo più vistoso di presentarsi ai tifosi rossoblù, ma l’ascesa del classe 2006 non si spiega con una sola giocata.

Un tuttocampista
Le prime cinque giornate di Serie A raccontano di un centrocampista capace di prendersi la scena, con Pisacane che lo ha messo rapidamente al centro del suo Cagliari. I dati Opta fotografano bene le due fasi di Romano: 195 passaggi positivi, 23 palloni recuperati e l’82% di contrasti vinti. Perché il classe 2006 non è solamente il giocatore chiamato a ricevere il pallone e dettare i tempi davanti alla difesa, ma partecipa alla riconquista e non si tira indietro nel duello. E quando può alza il proprio raggio d’azione, accompagna lo sviluppo e prova a rendersi pericoloso negli ultimi metri. Sono 7 i tiri tentati, 5 dei quali nello specchio, per una percentuale del 71%. Insieme a Maldini, Romano è il giocatore del Cagliari che ha centrato più volte la porta avversaria. Un dato che assume ancora più valore considerando la posizione occupata in campo. Qualità e quantità, dunque, per un tuttocampista diventato in pochissimo tempo difficile da sostituire per Pisacane. Una completezza che ha portato lo stesso tecnico rossoblù, dopo la gara contro l’Udinese ai microfoni di Sky Sport, a scomodare un paragone importante con Kevin Strootman, soprattutto per la capacità di abbinare qualità, letture e fisicità.

La maglia azzurra
La crescita in Sardegna ha portato Romano fino alla Nazionale. Dopo il via libera della Fifa al cambio di nazionale dello scorso 10 settembre, il classe 2006 ha scelto definitivamente l’azzurro dopo il percorso nelle selezioni giovanili della Svizzera. “L’azzurro era quello che sentivo nel cuore”, aveva raccontato a Blick, ribadendo poi il concetto ai microfoni di Rai Sport: “Non è una scelta contro la Svizzera, ma a favore dell’Italia”. Una scelta che ora potrebbe portarlo immediatamente nel cuore del centrocampo azzurro, addirittura da titolare. E in una veste leggermente diversa rispetto a quella cucitagli addosso da Pisacane: nel Cagliari Romano sta agendo prevalentemente da mezz’ala di inserimento, con Harry Winks incaricato della regia, mentre Mancini potrebbe affidargli direttamente le chiavi del gioco proprio nel ruolo di play affiancato da due mezz’ali che potrebbero essere Sandro Tonali e Nicolò Barella. Una posizione nella quale Romano, ai microfoni di Rai Sport, ha indicato Rodri come modello di riferimento per l’interpretazione del ruolo. Un accostamento proposto anche dalla Gazzetta dello Sport negli scorsi giorni. Il dubbio verrà sciolto da Roberto Mancini domani sera, prima del debutto dell’Italia in Nations League. Per Romano sarebbe un altro salto importante in un percorso che, nel giro di poche settimane, lo ha portato dal conquistarsi un posto nel Cagliari alla possibilità di guidare la mediana della Nazionale. E proprio qui inizierà una nuova fase anche per Pisacane: accompagnare un ragazzo sul quale inevitabilmente aumenteranno attenzione e aspettative, preservando quella ricetta fatta di fiducia, minuti e responsabilità che finora ha funzionato. Con una consapevolezza in più: il Cagliari ha tra le mani un gioiello, questa volta tutto suo.

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