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Cagliari | Poca consistenza e ingenuità: con il Bologna un altro passo falso che brucia

Elia Caprile in Cagliari-Bologna | Foto Valerio Spano
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Alzi la mano chi si aspettava contro il Bologna una reazione di testa e cuore del Cagliari dopo il 4-0 subito a Monza. Certamente erano in tanti nell’ambiente rossoblù, a cominciare forse da Fabio Pisacane che ai suoi giocatori alla vigilia del match contro gli emiliani di Raffaele Palladino aveva chiesto un atteggiamento diverso rispetto a quello (non) visto in Brianza. Messaggio raccolto solo parzialmente da Deiola e compagni, incappati nella seconda sconfitta di fila (0-2), ancora una volta senza trovare la via del gol.

Nessun passo avanti
Ancora una volta non è stato sufficiente un primo tempo giocato alla pari dell’avversario, decisamente più abile a girare a proprio favore gli episodi avuti a disposizione nella ripresa. Capitalizzando al meglio le gentili concessioni della difesa cagliaritana: prima lo stacco di testa in solitaria di Casale in area di rigore, poi il netto ed evidente tocco di mano di Rodriguez (fino a quel momento il migliore in campo) per il rigore del definitivo 0-2 firmato da Bernardeschi. Dopo la scoppola di Monza Pisacane aveva detto di non salvare nulla, mentre nel post Bologna ha affermato: “Oggi salvo l’aver cercato di limitare i danni. Nel primo tempo abbiamo fatto la partita, con una velocità maggiore nel giro palla”, pur auspicando maggiore equilibrio da parte dei suoi giocatori e anche dall’ambiente nel dare giudizi. Richiesta lecita, nonostante una prestazione generale sotto la sufficienza. Diciamolo subito: per quanto visto in campo Cagliari-Bologna sarebbe dovuta finire 0-0. Poche emozioni, tanti errori da entrambe le parti e portieri praticamente inoperosi. Eppure gli emiliani nel secondo tempo hanno accelerato, approfittando subito del ko rimediato da Winks (letale una botta alla schiena presa da Odgaard nel primo tempo non punita da Bonacina) e del successivo smarrimento tattico dei rossoblù di Pisacane. Il sostituto Gagliardini non è riuscito a offrire lo stesso contributo del metronomo inglese, naufragando insieme al resto dei compagni nella rete tesa da Palladino.

Polveri bagnate
Contro il Bologna il Cagliari non è riuscito a offrire in maniera costante una prestazione di sostanza come avvenuto fino al pareggio con la Juventus. Pisacane parla spesso di “compensazione” degli episodi e non sarebbe del tutto sbagliato pensare che questo sia effettivamente successo contro Monza e Bologna. Certo, rimane un problema fondamentale: la mancanza di consistenza offensiva di Deiola e compagni. Mendy continua il suo percorso di crescita alternando intuizioni geniali a errori banali, ma è un 2007 con neanche venti presenze in Serie A e chiedergli di essere infallibile sarebbe una follia. Maldini ha avuto pochissimi palloni giocabili nelle ultime gare, a volte per colpe sue e altre no, ma ha già segnato 4 gol in 8 gare e ha dei mezzi che gli permettono di essere pericoloso in ogni momento. Dietro di loro, però, c’è il vuoto. Nzola contro il Bologna si è scaldato per qualche minuto senza poi entrare, mentre Kevin Carlos e Fadera hanno mostrato ancora una volta qualche limite tecnico di troppo, risultando fondamentalmente non utili al tentativo di rimonta finale. Volendo allargare il discorso agli altri subentrati, il ko con il Bologna ha confermato che dalla panchina finora Pisacane ha avuto un contributo ben al di sotto delle attese, pur avendo un gruppo numeroso. Sugawara non ha fatto meglio di Zé Pedro su Cambiaghi, senza peraltro alzare la pericolosità offensiva del Cagliari sulla destra, zona di pertinenza di un Massolin autore di una prestazione rivedibile, forse perché deve ancora trovare la giusta collocazione nell’undici rossoblù.

Rebus centrocampo
Sia ben chiaro: lungi dalle nostre intenzioni puntare il dito su Massolin dopo due sole presenze in Serie A. Il franco-algerino ha nel suo repertorio colpi unici all’interno della rosa cagliaritana ed è giusto aspettarlo. Contro il Bologna ha fatto quel che doveva in fase di contenimento (soprattutto nel primo tempo), ma è mancato del tutto in quella di costruzione. Troppi passaggi all’indietro e mai quella sfrontatezza vista la scorsa stagione a Modena, che ha convinto l’Inter a investire su di lui. Per inserirlo tra i titolari Pisacane ha retrocesso Adopo a mezzala, cambiandogli addirittura fascia, con l’ex Atalanta che, nonostante il consueto impegno, non è riuscito a essere performante come sulla trequarti. Chissà se il tecnico rossoblù in vista del doppio impegno all’Olimpico contro Roma e Lazio in una settimana non decida di riportarlo sulla linea di Maldini, magari dando fiducia al desaparecido Fazzini, finito nel dimenticatoio dopo un inizio di stagione tra luci e ombre. “Ha delle qualità precise – ha detto di lui Pisacane – può determinare anche a gara in corso ma in questo momento sto facendo altre scelte. Avrà le sue opportunità, vediamo nelle prossime”. L’ex Fiorentina si è riscaldato a lungo senza però trovare spazio, nonostante sia stata cambiata l’intera mediana titolare. Ora chiede nuovamente spazio, con il tour de force fatto di quattro gare in due settimane esatte che potrebbe offrirgli una maglia da titolare.

Ritrovare certezze
Quel che Pisacane sa bene è che è fondamentale provare a spegnere sul nascere questo primo periodo no della stagione del suo Cagliari per evitare di alimentare eventuali malumori interni ed esterni al gruppo. C’è comunque qualcosa da salvare dopo il ko con il Bologna: la mossa di riportare Deiola al centro della difesa dopo tre partite ha permesso a Rodriguez di tornare sui livelli di inizio campionato, fatti salvi ovviamente i due errori sui gol del Bologna. Resta ora da capire l’evoluzione di alcune situazioni in vista del match di martedì 27 ottobre contro la Roma di Gasperini. A cominciare dalle condizioni di Winks, già diventato insostituibile per Pisacane. Ci saranno cambi alla formazione titolare? Probabile, con i vari Fadera, Kofler e Nzola che potrebbero instillare qualche dubbio nella testa del tecnico partenopeo. Senza dimenticare Yerry Mina, candidato a rientrare tra gli undici di partenza nel campo che ne vide l’esordio con la maglia rossoblù ai tempi di Ranieri: allora lo spauracchio fu Lukaku, stavolta sarà Malen, autore dei due gol che decisero l’ultima sfida dell’Olimpico. Allora il colombiano era assente: non sarebbe poi strano se un signore dell’area di rigore come lui avesse già segnato sul calendario la data di Roma-Cagliari. Il duello con l’olandese regalerebbe un ulteriore motivo di interesse per un match sulla carta proibitivo per gli isolani, viste le nove sconfitte sulle ultime dieci gare giocate nella Capitale. L’ultimo risultato positivo per i colori rossoblù risale al 6 ottobre 2019, con l’1-1 tra i giallorossi allora allenati da Fonseca e i sardi di Maran. I reduci di quella partita saranno quattro, due per parte: Mancini e Cristante per la Roma, Deiola e Pisacane per il Cagliari. Con l’attuale tecnico rossoblù che nel finale lasciò il campo in barella dopo uno scontro duro con Olsen, episodio che generò tante polemiche e un mai sopito rancore nei suoi confronti da parte della tifoseria romanista.

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