Una retrocessione che forse neanche il tempo farà digerire, ma da cui il Cagliari dovrà ripartire per riprendersi la Serie A. Di fronte, una Serie B da conquistare che però nella stagione 2022-2023 si prospetta ancora più difficile e piena di insidie, rappresentate non solo da squadre come Genoa e Parma, ma anche dalle tipiche rivelazioni che spesso caratterizzano il torneo cadetto. In casa rossoblù però sembra anche essere arrivato il tempo di una rifondazione, che oltre alla questione allenatore, avrà a che fare anche con quella di una rosa che potrebbe vedere tante perdite. Tra questi, tuttavia, ci potrebbe essere anche il nome iniziale per pianificare la prossima stagione.
I risultati
Marko Rog, Leonardo Pavoletti, Joao Pedro e Alessio Cragno. Sono questi i nomi che vi abbiamo proposto nel nostro sondaggio per capire chi, secondo voi lettori, sarebbe l’uomo giusto da cui iniziare la ricostruzione della squadra. E il risultato è stato chiaro, perché il centrocampista croato, con il 71% delle preferenze, è il nome più gettonato per il futuro del club di Tommaso Giulini. Arrivato in Sardegna nel luglio del 2019 dal Napoli, Rog è stato protagonista in positivo dei rossoblù fino agli infortuni che lo hanno costretto a saltare gran parte della stagione 2020-2021 e dell’ultima, in cui è rientrato solo nella parte finale cercando di dare il proprio contributo per la salvezza rossoblù. Il talento del centrocampista è indubbio, così come la sua capacità di giocare in più posizioni in mezzo al campo: dati di fatto che lo renderebbero un giocatore praticamente fuori categoria. E proprio per questo, nonostante la doppia rottura del crociato anteriore destro negli ultimi due anni, Marko Rog potrebbe avere mercato e non sarà facile mantenerlo in Sardegna, soprattutto in vista di un possibile tentativo del giocatore di trovare una convocazione ai Mondiali in Qatar di novembre. Dietro il numero 6 rossoblù, con una quota del 20%, si posiziona Joao Pedro. Il capitano rossoblù è stato uno dei pochi giocatori isolani ad avere una certa confidenza con il gol, malgrado un periodo di annebbiamento tra febbraio e marzo. Le tredici reti e i quattro assist in 37 partite e un attaccamento alla maglia sempre dimostrato durante l’arco dell’anno, hanno portato diversi tifosi a vedere di buon occhio una sua permanenza. Le sirene della Serie A però hanno cominciato a farsi sentire (su tutte quelle del Torino, qui le parole di Capozucca) così come un’età che avanza e che potrebbe far compiere scelte diverse al giocatore. Nelle ultime due posizioni ci sono invece Leonardo Pavoletti e Alessio Cragno. L’attaccante livornese ha raccolto solo il 7% dei voti nel sondaggio proposto. Il classe 1988 ha un contratto in rossoblù fino al 2024 che però visto l’ingaggio e la retrocessione potrebbe essere ridiscusso. Rimane però il condizionale sul futuro dell’attaccante dell’ex Genoa in maglia isolana mentre, sembra essere molto più probabile la partenza di Cragno. Il nativo di Fiesole, che per il 2% dei nostri lettori sarebbe l’uomo giusto per la ricostruzione, ha vari estimatori nella massima serie. E nel suo caso il discorso Nazionale potrebbe pesare ancora di più, visto che il portiere sembra far parte anche del nuovo ciclo declamato da Mancini post Finalissima di Wembley contro l’Argentina.
Futuro incerto
Il tentativo di tenere dentro il progetto alcuni giocatori ci sarà. Molto dipenderà anche dal nome dell’allenatore e dal progetto tecnico a cui il Cagliari cercherà di dar vita nei prossimi mesi (qui il quadro della situazione), oltre che dalle volontà dei giocatori. Con alcuni degli attuali rossoblù – come appunto Rog – che potrebbero giocarsi una chance per i Mondiali di novembre, la strada si fa in salita, così come con giovani di prospettiva come Bellanova, riscattato dal Bordeaux ma già nel mirino di alcune realtà della massima serie. Una situazione che potrebbe aprire le porte ai rientri dei vari giocatori in prestito tra Olbia e altre piazze, ma soprattutto per i giovani della Primavera di Agostini, arrivata tra le prime quattro d’Italia nell’ultima stagione. Resta tutto però ancora sospeso: solo nelle prossime settimane si capirà quale sarà la base da cui ripartire.
Matteo Cardia
















