Largo ai giovani, di nuovo. Il motto in casa Cagliari è chiaro: dare continuità alla stagione appena conclusa, nella quale il club rossoblù grazie al lavoro di Fabio Pisacane e Guido Angelozzi ha saputo centrare una salvezza relativamente tranquilla dando grande spazio a diversi giovani calciatori, la maggior parte di età inferiore ai 25 anni.
Mirino puntato
Non è necessario fare tutti nomi, ma l’esempio di Palestra è sotto gli occhi di tutti: preso quasi nell’indifferenza generale a fine mercato estivo, l’esterno classe 2005 è stato la rivelazione della Serie A 2025-26. L’Atalanta, proprietaria del cartellino, ci aveva visto lungo al momento del trasferimento: prestito secco o nulla, con il Cagliari costretto ad accettare di rinunciare a ogni pretesa pur di metterlo a disposizione di Pisacane. I risultati sono ben noti, con il club rossoblù che con un anno di esperienza in più non vuole commettere lo stesso errore dell’estate 2025. Sul mercato gli occhi sono ancora rivolti principalmente all’orizzonte italiano, alla ricerca dei talenti giusti da inserire in rosa. Ci sono diverse “falle” da coprire, un po’ in tutti i reparti. Ma è dal centrocampo in su che il neo direttore sportivo del Cagliari Pietro Accardi sta concentrando i suoi sforzi. L’input è chiaro: bisogna sostituire Folorunsho e lo stesso Palestra, due pedine chiave nell’impianto tattico di Pisacane nell’annata scorsa, possibilmente con due elementi giovani e di prospettiva. Per il ruolo di mezzala i nomi sono principalmente due: Thomas Berenbruch (2005) e Vasilije Adzic (2006), rispettivamente di proprietà di Inter e Juventus. Per rimpiazzare l’atalantino, invece, l’idea sarebbe quella di puntare su una diversa tipologia di calciatore, ovvero quel Mattia Liberali (2007) che tanto bene ha fatto nella sua prima annata in Serie B con la maglia del Catanzaro, con cui ha sfiorato la clamorosa promozione in Serie A, cedendo il passo al Monza solo per la miglior posizione in classifica dei brianzoli.
Berenbruch: gol e classe
Andiamo con ordine, iniziando da Berenbruch. La mezzala milanese è ben noto al tecnico rossoblù, che ne ha potuto apprezzare le doti negli anni del campionato Primavera. Di base mancino ma abile con entrambi i piedi, l’italo-tedesco è reduce dalla prima stagione nel calcio dei grandi, dopo l’ottimo rendimento avuto nelle giovanili. In Serie C ha messo insieme 27 presenze con 1 gol e 1 assist: numeri decisamente meno impattanti rispetto a quanto visto in Primavera 1 (64 gare, 19 gol e 14 assist), che raccontano un adattamento forse meno semplice del previsto. Le potenzialità del 21enne nerazzurro, che si ispira a Nicolò Barella, sono però enormi tanto che il Cagliari vorrebbe acquistarlo a titolo definitivo, garantendo all’Inter il diritto di riacquisto sulla falsariga di quanto accaduto con Alexsandar Stankovic, ceduto un anno fa al Club Bruges per 10 milioni e pronto a tornare a Milano per 23. Un discorso ben diverso rispetto al caso Palestra-Cagliari, in cui il club rossoblù non ha potuto “lucrare” sulla valorizzazione dell’azzurro, consacratosi nel calcio che conta grazie alla stagione agli ordini di Pisacane.
Adzic: fisicità e colpi da genio
Per quanto riguarda Adzic, invece, la situazione è leggermente diversa. Il 2006 montenegrino, che nasce mezzala ma in grado di giocare anche in posizione più centrale (trequartista o play), fa parte della rosa della Juventus da due stagioni, ma fin qui non ha mai trovato davvero spazio per esprimere le sue innegabili doti tecniche e fisiche. Abile con la palla tra i piedi, in possesso di un tiro potente e preciso (anche su calcio piazzato), Adzic sulla carta è uno dei talenti più cristallini del calcio europeo, ma finora gli è mancata continuità per imporsi. In prima squadra né Thiago Motta, né Tudor e nemmeno Spalletti sono ancora riusciti a inserirlo davvero nei meccanismi tattici bianconeri, mentre nei mesi passati in Serie C con la Next Gen ha mostrato di essere un giocatore fuori categoria (10 presenze, 4 gol e 2 assist nel 2024-25). Nella massima serie ha segnato un unico gol, ma di quelli che si ricordano: un destro secco e potente da quasi 40 metri a fulminare Sommer, firmando il 4-3 di Torino contro l’Inter del 13 settembre scorso. Sembrava l’inizio di una scalata vertiginosa per l’ex Buducnost, invece la storia ha raccontato altro: soli 163 minuti in campionato spalmati su 10 presenze, altri 186 (in 7 gare) in Champions League. Un giocatore dall’enorme potenziale, ma che forse è ancora acerbo per poter indossare in maniera continuativa la maglia della Juventus. Che non a caso è disposta a lasciarlo partire in prestito (secco) per maturare lontano dalla Mole, con il Cagliari che osserva l’evoluzione della situazione. Secondo quanto raccolto dalla nostra redazione non ci sono ancora stati contatti con l’entourage del calciatore, ma Adzic è un profilo che potrebbe far caso alle esigenze rossoblù.
Liberali: talento senza confini
Sostituire un esterno di gamba con un trequartista: sarà un azzardo? Considerando a posteriori quanto fatto da Marco Palestra con la maglia del Cagliari verrebbe in automatico da dare una risposta affermativa, ma se si valuta la stagione di Mattia Liberali a Catanzaro ecco che le cose potrebbero cambiare in fretta. L’ex Milan – da cui è andato via non senza polemiche – è stato tra i protagonisti della cavalcata dei calabresi di Aquilani fino alla finale playoff per salire in Serie A, conclusasi tra le lacrime per i giallorossi. Classe 2007, mancino naturale ma bravo anche con il destro, Liberali si è preso il suo spazio a inizio 2026. Dopo un girone d’andata fatto di 7 presenze – zero da titolare – e un totale di 106 minuti, con la cessione del compagno Cissé proprio al Milan (i casi della vita…) per lui è cambiata del tutto la prospettiva. Dalla sconfitta di Bolzano contro il Sudtirol (2-1, 31 gennaio) al 4-2 sullo Spezia ha inanellato una serie di 15 gare da titolare con 3 reti e 4 assist, cui si è aggiunta la rete nel 3-0 sul Palermo nei playoff, in cui ha giocato tutte le 5 gare da titolare, sempre alle spalle del centravanti partendo a destra nel duo di trequartisti scelto da Aquilani. E in quella posizione ha potuto far valere al meglio tutte le sue doti tecniche. Al 2007 di Lissone piace svariare tra le linee, sfruttando inventiva, visione di gioco e dribbling, con una forza fisica non banale per un brevilineo come lui, che gli permette di resistere al pressing e trovare la giocata anche in spazi stretti. Senza poi dimenticare la buona propensione al tiro in porta, dote mostrata sia tra Serie B e le giovanili del Milan, oltre alle varie Under azzurre in cui ha giocato. In vista della prossima stagione il Cagliari è forte su di lui, nonostante un’ampia concorrenza: la clausola rescissoria di 6 milioni è alla portata delle casse rossoblù, con l’attuale interesse “tangibile” che potrebbe trasformarsi presto in un’offerta ufficiale anche per provare ad anticipare le concorrenti come Bologna, Sassuolo e Como, alla disperata ricerca di talenti italiani per la campagna Champions.
Tre profili interessanti, ma certamente non gli unici sul taccuino di Pietro Accardi, da pochi giorni direttore sportivo del Cagliari: lunedì 15 giugno ci sarà il primo confronto con la stampa cagliaritana, utile occasione per provare a seguire il fil rouge del mercato estivo dalle parti del Crai Sport Center. Da una parte gli occhi degli altri club sui gioielli rossoblù e la ferma volontà di non smantellare la rosa di Pisacane, dall’altra una strategia ben chiara in entrata che passa dalla valorizzazione dei giovani, ancor meglio se italiani, in linea con il solco già tracciato un’estate fa dalla società.
















