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Cagliari, la scossa per ripartire: ma la salvezza passa dalla continuità

Sebastiano Esposito esulta dopo il gol durante Cagliari-Cremonese | Foto Luigi Canu
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Tre punti e vittoria in uno scontro diretto, cosa volere di più? Il Cagliari ritrova ossigeno nel momento più delicato della stagione e lo fa nel modo più significativo possibile: l’1-0 contro la Cremonese ha il sapore di una svolta a livello emotivo e mentale nel momento più delicato della stagione, un successo che interrompe un periodo negativo lungo ed estenuante, alleggerisce le tensioni e restituisce ai rossoblù fiducia e, soprattutto, un margine sulle dirette concorrenti più rassicurante, ma ancora tutt’altro che decisivo.

Scossa e morale
Vincere aiuta a vincere si sa, e il successo nello scontro diretto contro i grigiorossi di Giampaolo può davvero cambiare l’inerzia del finale di stagione consentendo ai rossoblù di Fabio Pisacane di ritrovare speranza e consapevolezza nei propri mezzi, dopo un periodo durissimo che aveva tolto non poche certezze. Poi, un risultato positivo in un bivio stagionale  basta per recuperare legittimità e riprendere a correre. I tre punti ottenuti nella sfida della Domus assumono le dimensioni di una scossa positiva capace di dare un senso diverso a un finale che, fino a pochi giorni fa, sembrava prendere una piega pericolosa. Vittorie simili, spesso, possono cambiare il corso di una stagione, sono necessarie per infondere autostima in un gruppo che si era ritrovato schiacciato dalla pressione. Serviva una risposta e questa è arrivata nel momento più opportuno, facendo bottino pieno contro una diretta rivale alla salvezza. Un successo che porta il nome di Sebastiano Esposito, uno dei trascinatori e uomini simbolo del momento rossoblù, sempre più protagonista sotto porta. I numeri lo confermano: suoi gli ultimi tre gol messi a referto dal Cagliari nelle ultime quattro partite disputate, portando a 7 il numero dei suoi centri stagionali. Un contributo costante, diventato ormai una certezza a cui la squadra dovrà continuare ad affidarsi anche nelle prossime sfide. Fiducia dunque, questo è il sentimento che deve tornare a farsi spazio oggi tra Deiola e compagni, ma con il giusto equilibrio, perché se la vittoria contro i lombardi può rappresentare uno slancio per quest’ultima parte di campionato, serve riconoscere che questa, non cambia la realtà dei fatti: nulla è ancora deciso. Restano sei partite e un calendario impegnativo, a partire dalla trasferta contro l’Inter in programma venerdì 17 aprile (20:45), una sfida proibitiva contro un avversario in ottima condizione fisica e mentale dopo la vittoria in rimonta contro il Como che ha messo verosimilmente la parole fine sul discorso Scudetto. Quella di San Siro sarà poi seguita dagli incroci con l’Atalanta in casa e le due trasferte contro Bologna e Milan. In mezzo, le gare interne contro Udinese e Torino, due snodi da non fallire, contro due formazioni a quel punto senza particolari obiettivi a cui ambire. A Pisacane e ai suoi il compito di alimentare il “fuoco” acceso sabato, provando magari nell’impresa di tornare con due punti in tasca già dopo il match contro i nerazzurri di Cristian Chivu.

Continuità, la vera chiave
A giocare un ruolo fondamentale d’ora in poi sarà dunque la continuità. Il Cagliari ha dimostrato di avere le risorse per reagire, ma anche una fragilità di fondo che anche secondo il presidente Tommaso Giulini, intervenuto così in sala stampa nel post partita della Domus, non è cessato: “Il momento di crisi non è passato dopo questo 1-0, questo deve essere chiaro. Non è un momento di crisi, è una fase della stagione in cui ci sono state delle difficoltà, ma abbiamo fatto anche partite buone. L’1-0 di oggi contro la Cremonese non cambia nulla, quest’anno sarà ancora più complicato degli anni passati” . Continuità di prestazioni, ma soprattutto una condizione mentale positiva da preservare e gestire accuratamente senza farsi trascinare né dall’entusiasmo né, al contrario, farsi abbattere da eventuali passi falsi. L’obiettivo è a portata, forse un po’ più vicino, ma ancora distante abbastanza da non permettere distrazioni. La salvezza passa anche da questo: solo così si può compiere quel passo in avanti tanto atteso, alzando l’asticella e provando a sfilarsi dalla lotta salvezza con anticipo. Lo merita il progetto, lo chiede la piazza, lo impone il futuro.

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