È tornato dopo un calvario durato 196 giorni, iniziato dopo il tremendo infortunio rimediato nella sfida della quinta giornata di campionato contro l’Inter, con una diagnosi spietata: lesione del legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro. Un ostacolo non semplice da superare, soprattutto in un’età (32) in cui un calciatore inizia già a guardare al finale di carriera. Ma Andrea Belotti può ancora ritagliarsi uno spazio da protagonista e può farlo proprio con la maglia del Cagliari, a partire da questo finale di stagione.
Assenza pesante
Arrivato a titolo definitivo negli istanti finali dello scorso calciomercato estivo, è facile immaginare, così come stava accadendo nei match contro Parma, Lecce e Inter, che Belotti sarebbe stato la spalla ideale per Sebastiano Esposito nell’undici titolare di Fabio Pisacane. La doppietta ai salentini, alla quarta giornata di campionato, oltre a portare tre punti pesanti alla causa rossoblù, aveva lasciato presagire come questa per il Gallo sarebbe potuta essere la stagione del riscatto e del ritorno costante al gol, dopo stagioni difficili tra Roma, Fiorentina e Como. L’infortunio al legamento crociato, che in questa stagione ha colpito anche Mattia Felici e Riyad Idrissi, ha creato non pochi dilemmi a Pisacane e al resto del reparto offensivo, rimasto orfano di una punta esperta (116 gol in Serie A in carriera) con la necessità di trovare alternative che potessero in qualche modo colmare l’assenza del classe 1993. Da Borrelli a Kilicsoy, passando per un Folorunsho adattato in una posizione offensiva, il tecnico napoletano ha provato in diversi modi a risolvere il rompicapo, trovando qualche buona risposta – le reti di Borrelli contro Udinese e Genoa o il formidabile mese e mezzo vissuto dal ventenne turco tra dicembre e gennaio – e altre che non si sono rivelate del tutto convincenti, come l’idea di far agire l’ex Bari, Verona e Napoli vicino a Esposito. Proprio quest’ultimo, con sette reti tra Serie A e Coppa Italia, è attualmente il capocannoniere dei rossoblù, seppur non rispecchi l’esatto identikit di un perfetto goleador che, al contrario, in stagione ha svolto maggiormente dei compiti che lo hanno visto più lontano dalla porta e al servizio della squadra che con il focus rivolto in zona gol. A sei giornate dal termine, il campionato del Cagliari racconta tuttavia di 33 gol realizzati: non una cifra da capogiro, ma sicuramente più alta rispetto a diverse rivali per la salvezza (Lecce e Cremonese in primis) e persino una squadra più organizzata come la Lazio.
Fiducia
Il ritorno di Belotti, rientrato negli ultimi minuti della cruciale sfida vinta contro la Cremonese, può rappresentare una risorsa preziosa per Pisacane e i suoi, pur considerando che ci vorrà del tempo prima di avere nuovamente il Gallo a pieno regime. Sul prato della Domus solo pochi spiccioli di partita, per riassaporare il campo, provare a tenere alta la squadra nel finale e difendere il prezioso vantaggio. Venerdì sera, nella cornice di San Siro, la punta di Calcinate proverà a mettere qualche minuto in più sulle gambe e, forse, a chiudere un cerchio e mettere definitivamente alle spalle dei mesi molto complicati iniziati proprio contro l’Inter nella quinta giornata del girone d’andata. Gli elementi per scrivere una bella storia ci sono tutti, ma attenzione, come sempre,  a non illudersi o rischiare più del necessario. Nel difficile percorso che i rossoblù dovranno percorrere in questi ultimi metri della Serie A 2025-26, però, la fiducia nel campione d’Europa 2021 non dovrà mancare per diversi motivi: per l’esperienza che un profilo come il suo può offrirti sul terreno di gioco, per andare a caccia del guizzo finale per festeggiare l’obiettivo salvezza e per gettare le basi per la prossima annata, dove un Belotti fisicamente pronto e con una preparazione solida potrebbe essere considerato il primo acquisto della stagione 2026-27.














