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Cagliari: Caprile solita certezza, Grandu ha tanta fame. Da rivedere Mendy-Rodriguez

Elia Caprile durante Cagliari-Modena | Foto Valerio Spano
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Seconda e ultima amichevole nel ritiro di Temù-Ponte Di Legno per il Cagliari di Fabio Pisacane. Rossoblù un po’ in difficoltà e ancora imballati per tutta la prima parte del match, poi risolto da Kingstone nel finale.

I migliori
Pomeriggio di fatica, ma Sant’Elia Caprile c’è sempre. Nel primo tempo salva in un paio di occasioni il risultato, come su Bianco da vicino e sul calcio d’angolo olimpico di Caso. Sulla punizione di Mendes invece lo salva il palo. Il Cagliari soffre più dell’atteso, ma il suo portiere resta una certezza.

Per la Serie A deve imparare a fare con costanza le corse all’indietro. Questo uno dei dubbi dopo le prime uscite guardando la condizione atletica di Winks. Dubbi subito spazzati via da una serie di chiusure e recuperi contro il Modena nella ripresa. Il giocatore inglese oltre alla qualità in mezzo ha anche l’umiltà di sporcarsi le mani e faticare. Difficile in una prima fase come questa di costruzione di un “nuovo Cagliari” per Pisacane non appoggiarsi alla sua esperienza e alla sua intelligenza in campo.

Ze Pedro, detto anche colui che cambia la musica. Torna sulla destra e lo fa con precisione e attenzione, come da copione. Resta uno dei giocatori sui quali poggiare le certezze tattiche e la solidità del Cagliari che verrà.

Entra in una fase di stanca di una partita dove il Cagliari fatica oltre il previsto e accende la luce. Mica male. Grandu, classe 2006, butta il cuore oltre l’ostacolo e impressiona. Spinge, crossa, salta l’uomo e per pochissimo non realizza un eurogol. La conferma che i giovanissimi di questo progetto, che da anni respirano questa piazza, hanno più fame di tutti.

Da rivedere
Primo tempo un po’ in apnea, con qualche brivido di troppo in costruzione sulla pressione del Modena. Probabilmente ancora imballato nelle gambe. Non la migliore prestazione per un Rodriguez che è chiamato a diventare una sicurezza per il reparto e magari un tesoretto importante per il futuro.

Tanta lotta, ma anche troppa imprecisione. Ancora ha tanto da migliorare Paul Mendy. E lo farà perché è una spugna. Ascolta, impara e mette l’arte da parte. Oggi però ha faticato un po’ troppo.

Nico, Nico. Con quei piedi hai tutte le carte in regola per crederci di più. Specie in un Cagliari che punta a un’idea di gioco basata sui tanti palleggiatori. Se Cavuoti mette più cattiveria nelle scelte è uno che può stupire. Deve essere lui il primo a pensarlo però.

dall’inviato a Ponte di Legno – Temù Roberto Pinna

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