Ospite della 39esima puntata di Buongiorno131, Mauro Esposito ha analizzato il momento del Cagliari dopo la sconfitta per 4-0 sul campo del Monza. L’ex attaccante rossoblù ha parlato del lavoro di Fabio Pisacane, delle prospettive della squadra e della prossima sfida contro il Bologna, soffermandosi anche sulla formazione dei giovani e sul ruolo degli esterni nel calcio attuale. Di seguito le sue dichiarazioni.
Il passo falso di Monza
“Penso che ogni tanto uno scivolone ci possa stare, soprattutto dopo una partenza che nessuno si aspettava. In una recente intervista avevo detto che il Cagliari non deve accontentarsi di una semplice salvezza: sia per il livello del campionato, che si è abbassato, sia per la rosa a disposizione e per un allenatore molto bravo, può ambire a qualcosa di più. Non dico l’Europa, ma qualcosa di importante. La prima parte di stagione è stata positiva, adesso bisogna analizzare una sconfitta così netta. Ho ascoltato le dichiarazioni di Pisacane: a Monza non è stato fatto nulla di buono, ma resto convinto che quest’anno il Cagliari possa togliersi delle soddisfazioni”
L’impronta di Pisacane
“Mi ha convinto l’organizzazione di gioco. Il Cagliari ha ottenuto risultati giocando bene e Pisacane ha dato un’impronta precisa: chi scende in campo sa cosa deve fare e questo porta risultati importanti. La squadra propone il proprio gioco su qualsiasi campo. Anche contro l’Inter ha disputato una bella partita e, se avesse pareggiato, non avrebbe rubato nulla. È bello vedere questo atteggiamento anche contro avversarie più blasonate”
Il richiamo dopo la sconfitta
“Secondo me Pisacane ha voluto riportare i giocatori con i piedi per terra. Nessuno si aspettava una partenza del genere ed è normale che l’allenatore intervenga con decisione. L’obiettivo primario del Cagliari rimane la salvezza: credo che il suo sfogo sia servito a ricordarlo alla squadra”
Esterni e libertà di osare
“Oggi gli allenatori ingabbiano i giocatori nei propri sistemi di gioco. A volte mi annoio a guardare le partite, perché quando il pallone arriva a un esterno so già cosa farà. Un giocatore in quella posizione dovrebbe puntare l’avversario per creare un vantaggio, invece spesso deve attenersi alle indicazioni dell’allenatore. Poi ci sono calciatori con maggiore personalità, che provano comunque la giocata più difficile”
Settori giovanili, più tecnica e meno schemi
“È un problema che ho riscontrato in diverse società professionistiche e riguarda anche i più piccoli. Gli allenatori pensano a vincere le partite e si concentrano sugli schemi. Quest’anno ho lasciato il Pescara per dedicarmi alla mia Academy, dove lavoriamo esclusivamente sulla tecnica. Dobbiamo tornare a quando i ragazzi potevano sbagliare e rischiare una giocata senza essere rimproverati. Oggi, invece, si insiste troppo sulla tattica. Ho lavorato per tredici anni nel Pescara, sempre con le categorie dei più piccoli, e agli esterni dicevo di essere più egoisti: più provi la giocata, più impari. Nel calcio attuale questo si vede poco e nelle scuole calcio si insegna poca tecnica. È normale che un allenatore dia delle indicazioni, ma a quell’età i ragazzi devono essere liberi di sbagliare. Ci sono troppi rimproveri inutili”
Il lavoro nell’Academy
“Fino all’anno scorso allenavo 130 ragazzi lavorando soltanto sulla tecnica, mentre in questa stagione ne ho una sessantina. Sono tanti quelli che hanno voglia di imparare. Nell’ora e mezza di allenamento con me stanno sempre a contatto con il pallone: senza, è normale divertirsi poco”
La fiducia di Ventura
“Anche ai miei tempi si preparavano le partite. Ho avuto tantissimi allenatori, anche a Cagliari, ma dal punto di vista calcistico Ventura è quello che mi ha dato di più. Con lui le azioni partivano dagli esterni e io avevo tanta libertà: non mi diceva continuamente cosa fare. Quella fiducia mi permetteva di disputare grandi partite”
Le sorprese e la corsa scudetto
“Il Frosinone è una bella sorpresa. Ha un allenatore molto bravo, che lo sta dimostrando, ed esterni che puntano sempre l’avversario. Ne beneficiano la squadra e l’attaccante, in questo caso Raimondo. Si vede la mano del tecnico. L’Inter rimane la favorita per il campionato, ma quest’anno c’è anche la Roma: con Gasperini si vedono i frutti del lavoro svolto nella scorsa stagione e i giallorossi possono ambire allo scudetto”
Gli esterni del Bologna
“Cambiaghi e Bernardeschi non sono giocatori che mi entusiasmano. Sono buoni calciatori, ma non grandi. Faccio fatica a pensare a esterni capaci di fare davvero male nell’uno contro uno: questo dice molto delle difficoltà del nostro campionato sotto questo aspetto”
Il metro arbitrale
“Mi piace, perché le partite sono più vivaci e ci sono meno perdite di tempo rispetto a prima. Ne beneficiano sia i giocatori sia il pubblico. La qualità non è altissima, ma questo rappresenta un miglioramento”
La risposta attesa contro il Bologna
“I giocatori devono dimostrare che quello di Monza è stato soltanto uno scivolone. Da calciatori e uomini intelligenti, sapranno far vedere a tutti che si è trattato di un incidente. Se il Cagliari sarà quello di inizio stagione, vincerà la partita”






















