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Le Pagelle | Cagliari: c’è solo Luvumbo, ancora un errore per Radunovic

Boris Radunovic durante Cagliari- Milan | Foto Luigi Canu
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Le nostre valutazioni sul Cagliari di Claudio Ranieri dopo la sfida di campionato contro il Milan alla Unipol Domus, gara conclusasi con il successo per 3-1, in rimonta, dei rossoneri di Pioli (clicca qui per la cronaca del match).

Radunovic 4 – Tre indizi fanno una prova? Ancora un errore per il portiere rossoblù, evidente la mancata presa sul traversone sulla rete del pareggio rossonero. In netto ritardo anche sul gol di Tomori da angolo, dove tocca con poca forza e la palla resta a disposizione in area piccola. Nella prima frazione compie una grande parata sul tiro forte di Theo Hernandez, ma tra i pali i dubbi sono pochi e sono le uscite basse e alte ad essere sotto esame. Impreciso anche in presa alta a metà della frazione. Sul terzo gol può poco. Prestazione che porterà a una più profonda riflessione nelle gerarchie con Scuffet?

Wieteska 4,5 – Deve ancora prendere bene le distanze al modo di difendere del calcio italiano e si vede. A volte è troppo lontano dalla linea guidata da Dossena, altre volte è troppo lontano dal suo uomo. Come risultato o tenta anticipi che non riescono oppure è in ritardo costante sull’avversario. Si fa sorprendere anche lui sullo schema del gol da corner, un po’ come tutti i compagni. Non una buona prova e infatti Ranieri lo richiama all’intervallo (dal 46′ Oristanio 6 – Il ragazzo ha voglia e lo conferma, quando lui prova ad accendersi però è il Cagliari che si eclissa definitivamente dalla contesa. Sportiello gli nega la gioia del gol su una gran girata su assist del solito Luvumbo).

Dossena 5,5 – Fa un po’ il comandante solitario di una difesa che piano piano e partita dopo partita sta perdendo alcune iniziali certezze. Buona la chiusura di fisico su Loftus-Cheek nel primo tempo. Per il resto della frazione usa le cattive maniere per non andare eccessivamente in apnea. Nella ripresa il copione non cambia. In una difesa ancora da registrare lui resta il migliore.

Hatzidiakos 5 – Dopo la prova non semplice di Bergamo, da buon greco, intuisce la filosofia della Serie A: praticità batte bellezza. E il suo primo tempo è tutto gomiti alte e palle spazzate, ci prova e gli va dato merito anche se su quella fascia il Milan affonda con costanza e anche lui a tratti perde la bussola. Nella ripresa conferma il giusto atteggiamento in marcatura, pur in una serata storta per i suoi.

Zappa 4,5 – Per la A va coltivata un’altra grinta. Leggero, per usare un eufemismo, su Pulisic nel cross che porta al pari dei ragazzi di Pioli. Simbolo di un primo tempo dove va presto in riserva nell’elastico sulla destra sulle due fasi. Non è la prima volta che pecca in cattiveria, per fare bene in Serie A serve un altro carattere. (dall’81’ Di Pardo SV – Dentro nel finale a gara ormai indirizzata)

Nandez 6 – A vederlo con la fascia al braccio, la barba lunga e il ghigno di fatica e lotta sempre stampato sul volto ti sembra di avere davanti Nanni di Orune e invece è Nahitan di Punta del Este. Ci mette tutto il possibile nel primo tempo, dalla corsa alla sveglia che fa suonare per provare a rianimare i compagni dopo l’inizio complicato in A. C’è anche della qualità nell’assist per la rete di Luvumbo, ma anche lui nello schema che porta al 2-1 rossonero resta immobile. Nella ripresa resta più la rabbia tra i sentimenti maggiormente messi in campo e anche lui fatica a trovare continuità.

Makoumbou 5 – Meno tocchi e più lotta in un primo tempo dove deve fare soprattutto da filtro. Fatica però perché la pressione del Milan lo schiaccia molto indietro. Come risultato non sempre sa bene dove ballare tra le linee per impedire al Milan di essere pericoloso. Aspetto che risulta evidente nella rete dell’1-3 di Loftus-Cheek che ha tutto il tempo di prendere la mira senza la minima marcatura. In generale ancora una prova opaca, deve ritrovarsi (dall’84’ Deiola SV – Dentro negli ultimi minuti per dare un po’ di più in marcatura alla formazione)

Sulemana 6 – Incompreso? Nella prima frazione è tra i più pimpanti dei suoi. Non sempre prende le scelte di gioco giuste, ma almeno è costantemente presente nelle due fasi e prova con continuità, meglio degli altri, ad accompagnare l’azione offensiva. Nella ripresa prova a mettere grinta nei primissimi minuti con il Cagliari che tenta la carica a testa bassa. Poi la rete del 3-1 spegne l’inerzia isolana e Ranieri lo richiama (dal 67′ Viola 5,5 – Entra per dare qualità alla manovra del Cagliari, ma ormai è troppo tardi e lui deve, come gran parte dei compagni, più che altro inseguire

Augello 5 – Su quel lato del campo Chukwueze lo fa penare e non poco, tenendolo costantemente nella propria metà campo e con le orecchie basse. Nella ripresa prova a mettere un pochino di più la testa fuori dal finestrino sulla metà campo dei rossoneri ma non è gara perché appena prende un minimo di fiducia la sfida va in archivio con il 3-1 degli ospiti.

Petagna 6 – Petagnone al centro dello spoglio villaggio rossoblù. Non sarà in forma, ma con lui in campo almeno si vede un altro tipo di squadra. Smista tanti palloni, lotta contro i giganti del Milan e soprattutto permette ai suoi di salire. Ancora non basta per uscire dalla crisi di risultati ma potrebbe essere un punto di partenza per il Cagliari del futuro su cui Ranieri potrà lavorare (dal 67′ Shomurodov 5,5 – Dentro per continuare a mettere minuti nelle gambe, lo si vede molto poco se non in una girata di testa su cui Sportiello controlla)

Luvumbo 7 – Parte soffrendo ancora le polemiche sul rigore post Atalanta. Si innervosisce e cerca con troppa facilità il fallo, specie in area di rigore. Ma resta l’unica vera certezza di questa squadra. I compagni lo cercano e lui prova a caricare a testa bassa e infatti apre il match con un gran bel gol con un tiro forte che batte Sportiello. Oltre a Luvumbo però al momento in questa rosa sembra esserci poco più.

Allenatore: Claudio Ranieri 5 – Il suo Cagliari perde ancora, lo fa contro un Milan molto rimaneggiato e delle sconfitte di inizio campionato questa è quella che lascia più rammarico perché in alcuni tratti della gara il suo gruppo ha anche dato l’impressione di poter portare a casa dei punti. Trova in Petagna un qualcosa dal quale ricostruire un attacco ancora troppo Luvumbo-dipendente, ma in difesa deve risistemare le gerarchie perché gli errori che condizionano le partite iniziano ad essere troppi.

Roberto Pinna

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