Un punto che non cambia di troppo la situazione, complessa, di classifica, ma un punto che scalda cuore e testa. Perché ottenuto in un modo rocambolesco, con fame e cattiveria, perché strappato dimostrando il carattere giusto per la salvezza, e perché portato via all’ultimo respiro per dare ulteriore iniezione di fiducia a uno spogliatoio che ha bisogno di piccoli momenti come questo per rimettere insieme tutti i pezzi dopo un girone d’andata difficilissimo.
Testa
Questo e tanto altro lascia il 2-2 del Vanni Sanna, con un finale da cuori forti, contro il Campobasso alla Torres di Alfonso Greco. Quinto risultato utile di fila per i rossoblù (4 pareggi e una vittoria), seconda gara di fila con più di un gol realizzato. Sembrano piccolezze, ma per lo stato di salute mostrato da questo gruppo fino al ritorno in panchina del tecnico romano sono invece importanti segnali. Un pareggio ottenuto con una reazione feroce dopo aver subito l’1-2 già nel recupero. Una testa non scontata per una squadra che ogni domenica per come è andata la prima parte di campionato è chiamata a giocarsi la vita. L’eurogol di Celesia poteva tagliare definitivamente le gambe a una Torres lontana ancora dalla sua migliore forma, e invece nel momento più duro i rossoblù hanno saputo tirare fuori il meglio. Lo spirito visto negli ultimi minuti della gara nel gelo del Vanni Sanna vale la salvezza. E per questo va alimentato e difeso da ora in avanti.
Crescita
Una Torres che ai punti avrebbe anche meritato di più di un pareggio, seppur positivo per come è arrivato. Dopo l’1-0 di Mastinu, altra grande prova da leader la sua, i ragazzi di Greco hanno avuto 2-3 buone situazioni in transizione rapida che se sfruttate a dovere, invece di sbagliare l’ultima scelta di passaggio o tiro, avrebbero probabilmente chiuso con largo anticipo i giochi. In questo i rossoblù dovranno crescere e in fretta, servirà più cinismo e maggiore capacità di lettura dei momenti per cercare una salvezza diretta che sarebbe da impresa. Va poi registrata l’ennesima prova altalenante in fase difensiva di squadra. Prendere gol a difesa schierata a un minuto dall’intervallo è una leggerezza che questa formazione non può permettersi. Vero, il trio dietro contro il Campobasso era sperimentale e con Nunziatini, che bene ha fatto nonostante sia adattato nel ruolo di braccetto, a sostituire Mercadante che ha deciso nel mercato di gennaio di abbandonare la barca. Prendere gol su delle indecisioni nell’uscita forte sul portatore di palla, con delle posizioni in marcatura leggere e senza difendere in modo deciso su un traversone leggibile in mezzo all’area di rigore è l’altra faccia della medaglia di una Torres che ancora deve eliminare tante scorie, che arrivano dalla negatività di inizio stagione. E limare tutti i dettagli sarà l’unica via possibile per la squadra di Greco per farsi trovare pronta per la rincorsa salvezza.
Diakite
Quella contro il Campobasso, eccetto alcuni calciatori che stanno attraversando un momento non facilissimo, è stata una buona prestazione di gruppo per i rossoblù. Ma se bisogna parlare di singoli una nota di merito va al solito Adama Diakite. Seconda rete in stagione per il centravanti ivoriano, e ora è a meno 7 dalle 50 marcature con la maglia rossoblù. Un rigore pesantissimo da tirare per responsabilità e momento, ma Diakite non ha tremato (come già più volte successo in passato). Esultanza neanche troppo forzata per lui, un abbraccio ai compagni in cerchio e poi quella mimica come a dire: “ci sono io, tranquilli, ancora non abbiamo fatto niente”. Vista l’emergenza di gol in attacco ritrovarlo con costanza in tabellino è il passo successivo per questa rosa per continuare a risalire la classifica.
Palla al club
La squadra in campo, nonostante tante difficoltà per le assenze, le condizioni meteo e un campo sempre più vicino all’impraticabilità, ha mandato i suoi segnali contro il Campobasso. Ora la palla passa alla proprietà. Nunziatini ha fatto bene, ma pensare di fare ancora tante partite con la difesa in emergenza non è pensabile. Mentre dalla cintola in su servono dei rinforzi di qualità e con i gol nella valigia. Uno sforzo che, sulla carta, sembra possibile visti i soldi risparmiati dall’oneroso contratto con l’interruzione anticipata del prestito di Starita. Prendere tempo per non sbagliare la scelta ha senso, ma prendere troppo tempo in questo momento rischia di non aiutare una squadra che sta mostrando evidenti segni di ripresa e che va però sostenuta con dei rinforzi adeguati.













