“Tutto molto bello, ma come abbiamo fatto a pareggiare anche questa volta?”. Storpiando un po’ la celebre frase di Aldo, Giovanni e Giacomo in “Tre uomini e una gamba” , dopo la sconfitta con il Marocco, si ottiene il momento in casa Torres. Una squadra che sta facendo indubbiamente dei passi avanti rispetto a un girone d’andata complicatissimo e con pochissimi punti, ma che fatica a trovare il guizzo giusto per poter pensare di scampare al momento alla lotteria dei playout nel girone B della Serie C.
Momento
Spiegare come abbia fatto la squadra di Alfonso Greco a non vincere contro il Bra non è facile. Tante occasioni sciupate, soliti errori a inizio match che hanno costretto all’ennesima rimonta e una capacità di leggere i momenti chiave di un match che pare ai minimi termini. Queste forse tra le problematiche principali che non hanno portato a dei tre punti che sarebbero comunque stati più che meritati. L’analisi perfetta l’ha fatta lo stesso Greco: “Non voglio sentire parlare di sfortuna o di altro, ai ragazzi non posso rimproverare nulla per la prestazione, ma per vincere evidentemente dobbiamo fare ancora di più. Quello che posso assicurarvi è che non molleremo mai finché ci sarà anche una sola possibilità ”. Parole schiette, semplici, brevi, ma giuste. Il problema è che il pari con il Bra sembra quasi un anestetico finale per la classifica rossoblù, guardando alle possibilità di rimonta verso la zona salvezza diretta. E di passetto in passetto questa formazione rischia di non trovare mai quello scossone forte che probabilmente le servirebbe per provare a togliersi davvero dai guai. E il rischio che inconsciamente il pensiero di non potercela fare ad evitare i playout, nonostante la crescita evidente fatta rispetto a qualche mese fa, è uno scherzo della mente che dovrà essere bravo ad evitare uno spogliatoio fin qui parso non sempre solido, ma che con Greco ha dimostrato comunque reazione e carattere in diverse occasioni.
Mercato e societÃ
Arrivati a domenica 25 gennaio pare naturale mettere un accento sulla risposta data dal club con il mercato aperto. Fin qui è arrivato il solo Zanandrea da svincolato, che avrà bisogno ancora di qualche settimana per essere presentabile, citando lo stesso Greco in conferenza. Nelle prossime ore sarà ufficiale l’arrivo di Matteo Baldi in prestito dalla Juve Stabia, con la squadra di Castellammare, in Serie B, che ha rinviato più volte l’arrivo in Sardegna del difensore classe 2002 per sostituire la sua partenza come alternativa nelle rotazioni dietro. Con Baldi, profilo per la C più che interessante, che comunque ha fatto solo 8 presenze fin qui con la Juve Stabia, con un massimo di 15 minuti a presenza. Con ogni probabilità il direttore sportivo Andrea Colombino piazzerà qualche altro colpo dalla cintola in su, ma è oggettivo, dati alla mano e considerando che il campionato in C finisce ad aprile e non a maggio, prima di eventuali playout, che qualcosa di più, per tempi e soprattutto per messaggi da mandare forti alla piazza, il club poteva farlo. Anche per smentire in qualche modo le accuse sempre meno velate di una parte di città che, come le cose hanno iniziato a non prendere la piega quasi perfetta delle ultime stagioni, ha sottolineato con maggiore costanza l’incapacità economica per Abinsula di fare il grande salto. La realtà dei fatti è che tenere in ordine le casse societarie deve essere visto come un pregio, ma poi si deve essere bravi a gestire un budget che non va ad aumentare. E in questo senso si fatica a capire quale sia la programmazione al di là del semplice “troviamo un modo per restare nella categoria qualsiasi esso sia”. Anche la scelta di provare a fare l’all-in su Fischnaller, giocatore impossibile da discutere ci mancherebbe ma che probabilmente con Sassari aveva già deciso di chiudere, specie dopo lo strappo estivo, e aspettare per giorni una risposta che già si sapeva lascia dei dubbi. Quali sono le idee che non portino per forza a un ritorno di questa Torres per la salvezza? Questa stagione ha poi messo in evidenza le difficoltà che ci sono comunque per un progetto in Lega Pro nel provare a fare l’ulteriore salto in avanti con un costante calo delle presenze e con una serie di sponsor forti che vanno trovati e che magari il territorio va capito se potrà offrire con costanza. Un discorso che coincide anche con la potenza futura di questa società , con la proprietà che magari potrebbe ragionare per l’anno che verrà di condividere il peso delle ambizioni e della categoria con altri partner, magari con alcuni già vicini al progetto. Ma questa è una palla troppo lunga rispetto al passaggio a due metri da non sbagliare che è la salvezza e il conservare il professionismo.
Il Vanni Sanna
Tornare a parlare del Vanni Sanna è ripetitivo ma anche inevitabile. Il terreno di gioco del vecchio impianto cittadino è da tempo avversario più che alleato di questa Torres e la gara contro il Bra lo ha evidenziato ancora di più. Del campo se ne lamentano tutti, da allenatore a giocatori, ma soprattutto quelli che a Sassari giocano da avversari. È da prima del 2010 che si parla di un Vanni Sanna non più compatibile con il calcio di Serie C e Serie D. Nel mezzo ci sono state minacce di abbandono, controlli della Figc che in più di un’occasione hanno spaventato la Torres nel doversi cercare un’altra casa, interventi dell’attuale proprietà e promesse, a parole, da parte della politica. La situazione non è comunque mai cambiata in quasi 20 anni. Anzi è peggiorata. E il Vanni Sanna al momento è tutto tranne che un alleato per la salvezza, e a dirla tutta è forse anche al limite della praticabilità , o oltre, per uno stadio di terza serie. Una condizione non da poco per la situazione attuale della Torres.












