Sette punti contro 17. Arrivati a 13 partite a testa sulla panchina della Torres in stagione è questo il bilancio nel confronto tra Michele Pazienza e Alfonso Greco. Il vantaggio, di 10 punti in più, ovviamente è del tecnico romano alla sua terza esperienza alla guida dei rossoblù. A fare il gioco dei se e dei ma, con l’allenatore ex Lanusei dall’inizio il rendimento dei sassaresi sarebbe stato abbondantemente da playoff anche quest’anno. Anche se nelle ultime settimane, Baldi e Sorrentino su tutti, l’effetto calciomercato di gennaio si è visto e non poco.
Cura Greco
Fare calcoli e paragoni appare, specie dopo Sambenedettese-Torres 1-2, un esercizio di stile poco utile e poco gentile, perché ancora la squadra rossoblù deve costruirsi l’impresa della salvezza diretta, ma mai la linea della speranza era stata mai così vicina in questa complessa stagione dalle parti del Vanni Sanna. Il Bra, ultima delle salve al momento nel girone B della Serie C, dista appena un punto. Dalle squadre fuori dai playoff in giù solo il Livorno (9 punti) ha fatto meglio della Torres nell’ultimo mese (8 punti). Numeri che danno un senso alla cura Greco su questa formazione. A piccoli passi, con pareggi, con prestazioni incoraggianti e provando a dribblare i soliti problemi (strutture, negatività, campo del Vanni Sanna imbarazzante, progetto estivo completamente sbagliato, e soliti errori tecnici difficili da estirpare) il tecnico romano ha rimesso i rossoblù sui giusti binari. Un lavoro partito dalla base, dalle fondamenta. Prima un’identità in campo, chiara e decisa. Poi il ritorno al centro del progetto di diversi calciatori messi da parte nella prima parte di stagione, un po’ per condizione e infortuni e un po’ per scelte di programmazione errate. E infine la presa di consapevolezza di alcuni giocatori di valere di più dell’attuale classifica, che resta dura ma non impossibile come appariva solo qualche mese fa. E tutto questo senza una figura che sia una del proprio staff storico, che non è stato reintegrato dalla società al momento del ritorno. Scusate se è poco.
Futuro
Il prossimo passo è tanto semplice quanto complicato: sbloccare il Vanni Sanna. Greco, nonostante un ottimo andamento dal momento del suo ritorno, non ha mai vinto all’Acquedotto. Iniziare a fare punti in casa è necessario per sperare davvero di restare nel professionismo senza passare dalla pericolosa lotteria dei playout. Anche perché andare ogni volta a fare la partita della vita lontano da Sassari è emozionante, stimolante ma a lungo andare anche logorante. Serve riaccendere la passione sportiva di una Sassari intirizzita da mesi di pioggia e cattivi risultati interni per trovare quel fuoco giusto per chiudere in crescendo. Come questa rosa può fare per quello che ha dimostrato specie nelle ultime trasferte.












