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Le Pagelle di Parma-Cagliari: Folorunsho torna e stupisce, Adopo instancabile

Michel Adopo durante Parma-Cagliari | Foto Valerio Spano
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Queste le nostre valutazioni sulla prestazione fornita dai rossoblù di Fabio Pisacane in occasione della sfida pareggiata 1-1 al Tardini di Parma.

Caprile 7: nello stadio che ha visto crescere un certo Gigi Buffon sfodera una parata clamorosa su Pellegrino in chiusura di primo tempo, mano aperta e braccio fermo a togliere un gol normalmente certo. Il resto, a parte una punizione di Bernabé sul suo palo, è ordinaria amministrazione, fino al gol di Oristanio in cui prova la parata senza riuscire.

Zé Pedro 7: parafrasando un noto spot, non vende sogni, ma solide realtà impreziosite da una tecnica che ha poco a che vedere con un difensore. Attento, pulito e puntuale, più che crescere di partita in partita ha raggiunto un livello di efficacia che lo rendono una certezza assoluta. Imprescindibile.

Dossena 6,5: comanda la difesa con classe e serenità aggiungendo qualità nelle uscite dal basso riuscendo a saltare la prima linea nemica. Annulla o quasi Pellegrino, continuando il percorso positivo partito contro la Lazio, difensore che appare ormai pienamente ritrovato dopo la lunga permanenza ai box.

Rodríguez 5: prima un’indecisione sulla rimessa laterale che precede l’occasione di Pellegrino che avrebbe potuto essere decisiva, poi altre nel corso della ripresa che ne confermano le difficoltà recenti. Gravato da un giallo dopo 20 minuti, cerca maggiormente la verticale, ma resta la sensazione di un giocatore che deve ancora pienamente ritrovarsi mentalmente.

Obert 6,5: la sua maturazione è sempre più evidente, mantiene le sue qualità sia tecniche che di lettura, ma senza quei black-out che ne hanno spesso caratterizzato le prestazioni. Non soffre praticamente mai, aiuta i centrali quando necessario e si fa notare anche davanti con scelte e giocate preziose.

Adopo 7: dopo un passaggio a vuoto, un po’ come tutta la squadra, rientra piano piano sui suoi standard dando quantità e in alcune occasioni anche qualità alla mediana. Corre tanto e corre soprattutto bene fino all’ultimo minuto, non sembra un caso che con un riferimento centrale le sue prestazioni siano migliori come accaduto nel primo tempo contro la Lazio.

Liteta 6: non ruba l’occhio, ma la sua presenza aiuta i due interni di fianco a lui giocando da riferimento davanti alla difesa. Niente di trascendentale, quando può gioca di prima in avanti, ma restando spesso sulle sue per evitare errori e rimanere sul semplice. Nota a margine, inspiegabile che finisca la gara senza (almeno) essere ammonito.

Sulemana 6,5: è l’elemento di qualità dei tre in mezzo e a sprazzi la mette al servizio della manovra. Il tacco con cui apre per Obert nell’occasione di Esposito ne è l’esempio più lampante, ma in generale sembra stia ritrovando ritmo e sicurezze con il passare delle gare. E con la crescita dell’intesa con Adopo, aspetto non da poco. Dall’87’ Idrissi SV: tre minuti più recupero sulla corsia di sinistra, non ha tempo per incidere se non per costringere Obert a prendersi un giallo per evitare una ripartenza.

Palestra 6,5: quando si accende dimostra sempre il suo livello fuori categoria per la lotta salvezza. Illumina a sprazzi, anche perché l’esperienza di Valeri lo limita più che contro altri avversari. Ma le volte che riesce a passare sono dolori per gli avversari, chiunque ci provi viene inevitabilmente superato. Scende alla distanza com’è normale.

Esposito 6: prestazione positiva per pulizia tecnica e qualità delle giocate e delle scelte. Conto aperto con Corvi che decide di mettere il piedone su una conclusione a botta sicura, conto aperto con se stesso quando in apertura spara su Delprato. Sfortunato in occasione del pareggio ducale – è lui a servire Oristanio – nella sua gara manca solo il gol. Dall’87’ Pavoletti SV: aggiunge una presenza alla sua lunga storia in Serie A, minuti che valgono solo per gli almanacchi.

Kılıçsoy 5,5: gara opposta all’ultima contro la Lazio, perché se una settimana fa era stato lucido e solido nella gestione lontano dall’area – ma senza riuscire a concludere in porta – oggi è meno abile nel tenere palla e far salire i compagni, ma più presente nei sedici metri. Il palo da posizione di fuorigioco e una parata di Corvi sono i suoi lampi, potrebbe incidere di più ma non sembra la sua serata. Dal 61′ Folorunsho 8: due mesi dopo, pochi secondi virtuali dopo. Perché aveva lasciato come ricordo il gol con annesso infortunio dopo scontro sul palo, rivede il campo e meno di 120 secondi dopo la pazzia. Palla sulla destra, vicino alla linea laterale sulla trequarti. Preparazione, calcio, conclusione terra-aria, gol all’incrocio che non lascia scampo a Corvi. Una perla, un lampo accecante, un gioiello che da solo vale il prezzo di biglietto, abbonamento, viaggio, tutto. Poi si vede poco, ma ciò che fa in un attimo basta e avanza.

Pisacane 6,5: come un cuoco alle prese con una dispensa non così fornita, sceglie gli ingredienti rimasti e prova a cucinare un piatto che possa soddisfare palato e perché no anche la vista. Ci riesce in pieno, la squadra quando gioca palla a terra è un bel vedere e per un tempo domina il Parma andando più volte vicina al gol. La ripresa è più complicata, in panchina non c’è grande materiale per incidere e Cuesta mette più tecnica di fronte. All’improvviso arriva però Folorunsho legittimando un cambio particolare, ma efficace. La benzina però finisce, la sfortuna fa capolino e alla fine arriva un punto meritato, ma che lascia un po’ di amaro in bocca. In attesa di buone notizie dall’infermeria, tanto basta.

 

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