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Le Pagelle di Cagliari-Lecce | Il peggior Caprile di sempre, ma sono in troppi in serata no

Elia Caprile durante Cagliari-Lecce | Foto Valerio Spano
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Queste le nostre valutazioni sulla prestazione fornita dal Cagliari di Fabio Pisacane in occasione della sfida persa per 0-2 contro il Lecce nel 25° turno di Serie A. 

Caprile 4: non è mai davvero impegnato in un primo tempo con il Lecce presente ma poco concreto. Nella ripresa perde il filo e le uscite diventano la nota dolente: prima quella fuori tempo per poi rimediare su Cheddira, poi quella nemmeno accennata sul gol di Gandelman. Chiude la serata horror con il raddoppio sul suo palo, prestazione non da lui che sorprende in negativo e non poco.

Zappa 6,5: è la risposta rossoblù all’Aldo Baglio che non può né scendere né salire, perché lui sì che sale e scende senza soluzione di continuità risultando tra i più pericolosi sia nella realtà – esterno stile gol al Milan alto da buona posizione – sia in potenza. La catena con Palestra è l’aspetto migliore della serata, il rientro da titolare lo trova pronto. Esce e la squadra si perde, non un caso. Dal 57′ Mazzitelli 5,5: il suo cambio porta anche un cambio tattico che, di fatto, spegne un Cagliari già di per sé poco illuminato. Prova a dare qualcosa dal punto di vista tecnico dopo il deserto della prima ora di gioco, ci riesce in parte e quanto accade a livello collettivo non è sua responsabilità. Se la panchina poteva anche starci, l’ingresso è colpevolmente tardivo: questo si può dire.

Zé Pedro 6,5: cattivo ed elegante, alterna stecche non da poco al malcapitato di turno a buone esecuzioni con il pallone tra i piedi. Insomma, difensore portoghese tipico che, peraltro, salva anche un’occasione alla mezz’ora di Pierotti che avrebbe potuto cambiare e non poco il corso degli eventi. Se anche acciaccato Pisacane non ci rinuncia un motivo ci sarà e lo dimostra, è anche uno degli ultimi a mollare.

Mina 5,5: non è sollecitato granché e così si può esibire in una delle specialità della casa, il controllo del possesso per quel secondo di troppo che rende la manovra un po’ lenta e prevedibile. Difensivamente non deve faticare granché, ma alcune volte la profondità data da Cheddira lo mette in apprensione pur senza sudare oltremodo. Partecipa anche lui alla dormita sul vantaggio leccese.

Obert 6: ancora prima che Zé Pedro è lui che davvero compie un intervento decisivo nella stessa azione alla mezz’ora, lasciando in gola l’urlo che Gandelman era pronto a tirare fuori dalla gola con un tiro a botta sicura. Oltre questo corre qualche rischio di troppo pur di non buttare il pallone e crolla un po’ come quasi tutti alla distanza anche se, in fondo, errori non ne commette.
Dal 79′ Trepy SV: ha poco tempo per incidere, anzi, troppo poco tempo. Dopo il gol di Cremona avrebbe meritato più spazio almeno oggi vista la situazione e vista la condizione di chi gli viene preferito. Ma tant’è.

Adopo 4,5: classica gara del centrocampista francese, tanto corre e recupera quanto è impreciso al momento del dunque. Prestazione rotonda in non possesso che diventa spigolosa e non poco in possesso, insomma fa e disfa come da par suo. Però, rispetto ad altre volte, sono davvero troppi gli errori con il pallone tra i piedi e l’assenza di un regista li evidenzia anche di più. E Coulibaly lo devasta in tutto e per tutto.

Sulemana 5: idem come sopra, con un po’ più qualità quando chiamato alla transizione e un po’ meno centralità quando chiamato ai recuperi difensivi. Va anche vicino al gol di testa con un inserimento in area nemica, ma è impreciso. Insomma, sostanza quanto basta e geometrie rivedibili, rispetto al compagno leggermente meglio nonostante ci metta qualcosa nel gol dello 0-2.

Palestra 5,5: c’è poco da fare, ci sono diciannove giocatori di movimento che, chi più chi meno, rispecchiano il livello della parte destra della classifica e poi c’è l’esterno scuola Atalanta che sembra un alieno capitato in mezzo agli umani all’improvviso. Sgasate, dribbling, tunnel e tanto predicare nel deserto. Il problema è che dopo 45 minuti si spegne e non si riaccende più senza che dia segni di vita fino al novantesimo.

Esposito 4,5: corre tanto, ma corre anche male vagando nel vuoto senza una precisa destinazione. Quando poi il pallone finisce dalle sue parti preferisce la giocata fin troppo complessa a quella semplice, finendo per sbagliare praticamente ogni scelta e ogni tentativo di illuminare. La sintesi della sua gara è il tentativo in pieno recupero di cross di prima che finisce svirgolato sul fondo tra timidi fischi.

Idrissi 4,5: in una prima mezz’ora bloccata con una squadra ferma e dormiente sembra l’unico con un po’ di verve. Già però sul finire della prima frazione dà segni di cedimento che diventano crollo totale nella ripresa. Si addormenta fidandosi dell’uscita di Caprile sullo 0-1, fa altrettanto sul pallone vagante dal quale nasce l’azione dello 0-2, dove peraltro potrebbe mettere la gamba sul tiro. Sbaglia poi tante altre cose, tra falli ingenui e inutili e poca efficacia offensiva.

Pavoletti 4,5: c’è la carriera, c’è la stima per ciò che è stato e che nessuno potrà cancellare e poi ci sono le prestazioni singole che vanno valutate per ciò che sono. E la sua, insomma, è quella di un attaccante che va a un ritmo che risulta insostenibile per gare di lotta e tanti duelli. Se poi perde anche nel gioco aereo e non incide in mischie e battaglia fisica allora la sua presenza diventa non solo inutile, ma deleteria. E no, non merita esibizioni di questo tipo.
Dal 57′ Kilicsoy 5: escluso causa indisposizione fisica, entra a gara in corso e si vede che non è nelle migliori condizioni, tutt’altro. Provarci ci prova, con il suo lavoro classico da perno che prova a creare gioco e, se capita, a concludere. Ma vuoi che la squadra è senza piglio e tecnica per supportarlo e vuoi che lui non è nemmeno vicino al 100% il risultato è sì superiore a chi lo ha preceduto, ma di poco.

Pisacane 4,5: eccolo qui, il caro vecchio Cagliari che appena mette la testa fuori dalla sabbia si sente quasi in dovere di rimetterla un poco sotto, ché la tranquillità non alberga in questi lidi. Non era un match point, ma alla fine dei conti è diventato un contro break che riapre tutto. E l’allenatore, che fino a oggi aveva meritato i giusti complimenti, stasera sbaglia tutto lo sbagliabile. Le scelte iniziali, i cambi non tanto negli uomini che entrano, ma in chi esce (Zappa) e nelle tempistiche (Mazzitelli, Trepy), le modifiche tattiche. Tradito anche dalle certezze (Caprile e non solo) compie un passo indietro deciso e francamente inatteso. Gli infortuni sono un alibi che, però, oggi lascia spazio ad errori troppo evidenti anche, se non soprattutto, suoi.

 

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