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Le Pagelle | Cagliari: rossoblù figli della retorica, ma senza carattere. Ora serve una scossa

Yerry Mina durante Sassuolo-Cagliari | Foto Valerio Spano
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Queste le nostre valutazioni sulla prestazione fornita dal Cagliari di Fabio Pisacane in occasione della sfida di Serie A, valevole per la trentunesima giornata, persa per 2-1 contro il Sassuolo a Reggio Emilia (clicca qui per la cronaca completa del match).

Caprile 6 – Nel primo tempo a parte un po’ di ordinaria amministrazione è Caprile dolce dormire. Nel secondo tempo il Sassuolo cambia i giri del motore e sulla rete di Garcia è copertissimo e non vede partire il pallone. Nel secondo gol il Cagliari ci mette tanto del suo per permettere a Pinamonti di imbucarlo per la seconda volta.

Ze Pedro 6,5 – Il Bartolini portoghese prende Laurienté e lo impacchetta: destinatario non trovato, consegna non effettuata e pacco restituito al mittente. Non sorprende una prova attenta  (dall’83’ Kilicsoy s.v. – Dentro nel finale quando ormai c’è poco da stravolgere mentalmente per il Cagliari).

Mina 5,5 – Come un attore che vuole un palco sempre più grande mentre le assi di legno sotto di lui continuano a diventare sempre più piccole. Ha bisogno di fare l’attore, con falli, giocate di fisico e scenette varie. Come quella in occasione del rigore di Esposito. Non sempre però capisce come recitare da protagonista.

Rodriguez 5  – Sicuramente il ragazzo ha qualcosa su cui lavorare per il futuro, ma il presente fa emergere tutte le lacune sul senso della posizione e di lettura difensiva. A volte entra in modo irruento anche se sarebbe meglio attendere, altre volte lascia passare palloni e avversari su azioni molto velenose. Dura permettersi questo atteggiamento in una situazione al limite come quella rossoblù. Va aspettato, ma a che prezzo…

Obert 5,5 – Va detto che fa una partita attenta, ma paga il calo della squadra nella ripresa. I rossoblù non si adattano ai cambi tattici avversari con rapidità e lui dopo una prima frazione dove amministra con ordine nella ripresa è costretto a inseguire e non poco. All’ultimo istante si divora il gol del pari praticamente a porta vuota. Dettaglio mica da poco.

Deiola 5,5 – Serve la sua garra isolana, ma a prendere l’attenzione di chi guarda sono alcuni suoi errori in transizione e di lettura. Sicuramente è un giocatore che serve e servirà in un finale di stagione che si annuncia caldissimo, però serviranno anche una qualità e un ritmo differenti.

Gaetano 6 – Fa una partita intelligente, ed è un complimento anche non scontato in una società che premia più la furbizia all’intelligenza. Lo vedi di più in fase di non possesso fino a quando ne ha, ma è molto ordinato e gli va dato merito. Cala vistosamente alla distanza e Pisacane rinuncia al play anzitempo (dal 74′ Sulemana 4,5 – Non si può entrare con il suo atteggiamento in una partita così delicata. Passeggia in campo e si fa anticipare con una leggerezza disarmante. La scelta dalla panchina di togliere qualità in mezzo per difendere il difendibile alla fine non solo non paga ma diventa un problema).

Adopo 5,5 – La scelta, già provata in stagione, di provarlo come arma per l’attacco alle spalle e tra le linee paga per tutto il primo tempo. Peccato che non sia esattamente l’uomo adatto a chiudere l’azione. Nella ripresa cala come tutta la squadra contro un Sassuolo al quale basta aumentare appena il ritmo per fare male ai sardi (dall’89’ Zappa S.V. – In settimana è diventato papà, auguri. Almeno una gioia).

Palestra 6 – Quando ha spazio e sgroppa su quella fascia ti rimette per un attimo in pace con il mondo rossoblù. Poi però ormai tutti hanno capito come provare ad arginarlo e chiudono i rifornimenti. Dura chiedergli di più e dura sperare di più se non ci sono alternative tattiche per innescarlo con costanza.

Esposito 6,5 – Se da domani nel calcio abolissero i tocchetti di esterno o di tacco probabilmente lui sarebbe davvero l’Esposito italiano più forte. Segna un rigore che illude e fa 5 in stagione in Serie A. La speranza è che da oggi in avanti giochi il più possibile negli ultimi metri, perché la differenza si vede rispetto a quando fa la Maratona (dall’89 Mendy s.v. – dentro nel finale, ma la squadra è già uscita da campo da diversi minuti).

Folorunsho 5,5 – Torna largo a sinistra, dove tatticamente sembra essere molto più utile alla squadra che da falso centravanti. Prova ad aprire spazi, a fare sportellate e scambiare con i compagni. Non sempre ci riesce con qualità. Nella ripresa su quel lato deve anche tanto inseguire e per ridisegnare il Cagliari, dopo i tanti cambi di Grosso, Pisacane preferisce privarsene (dal 74′ Borrelli s.v. – Dentro per le sportellate, ma non accende una fiamma che manco il maestrale estivo riuscirebbe ad alimentare in questo momento in casa rossoblù).

Allenatore: Fabio Pisacane 4,5 – In un’altra realtà forse sarebbe già saltato prima della sosta. Questa sconfitta, contro un Sassuolo che regala oltre un tempo e gioca con un atteggiamento quasi balneare solo a folate, pesa e non poco su testa, gambe e classifiche. Come gli avversari hanno cambiato due-tre giocatori i suoi vanno in apnea. Prova forse a difendere il pareggio e alla fine raccoglie un pugno di mosche. Serve una scossa.

 

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