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Le Pagelle | Cagliari: per Esposito una firma che pesa, Zé Pedro cambia la partita

Sebastiano Esposito esulta dopo il gol durante Cagliari-Cremonese | Foto Luigi Canu
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Queste le nostre valutazioni sulla prestazione fornita dai rossoblù di Fabio Pisacane in occasione della sfida vinta dal Cagliari per 1-0 contro la Cremonese (clicca qui per la cronaca completa del match).

Caprile 6 – Qualche brividino nel primo tempo, ma ha vissuto giornate molto più complicate di questa.

Palestra 7 – Per tutta la prima parte di gara l’idea di gioco del Cagliari è semplice: palla a Palestra e qualcosa succederà. Certo che partendo da lontanissimo non è facilissimo, ma comunque lui si conferma il più pericoloso. Leggero di testa nell’occasione sciupata da Bonazzoli. Resta però un fattore chiave per questa rosa.

Mina 6 – Da tempo non è più quel guerriero amato a prescindere dal pubblico rossoblù. Infortuni, qualche passaggio a vuoto e un atteggiamento non sempre consono hanno scalfito la figurina, ma in giornate di battaglia pura resta uno da avere sempre nel proprio mazzo.

Rodriguez 5,5 – A volte è morbido come focaccia genovese, altre volte è croccante come pizza romana. Il forno delle meraviglie di Juanchi si conferma a proprio agio più sulla legna da ardere che sulla stesura degli sfogliati. Nel primo tempo si fa anticipare con un po’ troppo leggerezza da Bonazzoli in alcune occasioni, poi cresce nella ripresa. (dall’88 Dossena s.v. – Te lo aspetti titolare e invece eccolo dentro solo nel finale. Tornerà molto utile da qui a fine stagione).

Obert 6 – Meno bene di altre volte in copertura, meno bene di altre volte in impostazione. Però fa la sua onesta gara e soprattutto in crescendo (un po’ come tutta la squadra di Pisacane).

Mazzitelli 5,5 – Gioco qui o gioco lì. Trenta minuti non facili, come per tutto il Cagliari. Sfortunato poi per il solito problema fisico. stavolta risentimento al polpaccio, che lo ha costretto ad alzare bandiera bianca anzitempo (dal 30′ Adopo 6 – Alla fine a questa squadra serve un po’ della sua sana ignoranza e comunque quando lui entra in campo un pochino più di distanze e di seconde palle vinte si vedono).

Gaetano 6 – Nel primo tempo è un Gaetano agitato e shakerato. Finisce infatti nel frullatore di una gara non facile e si ritrova un po’ preso in mezzo. Nella ripresa i compagni li concedono un po’ di libertà in più e lui sale vistosamente di livello.

Deiola 6,5 – Fatica un po’ a trovare la giusta posizione, poi si ricorda che a fare la differenza nella sua carriera è sempre stata l’intensità e sale vistosamente di ritmo. Nella ripresa è uno dei più in palla e prende per mano la squadra quando serve nella ripresa.

Folorunsho 5 – Capire dove giocare in un primo tempo caratterizzato da tanta paura nei rossoblù non era facile, lui battezza il lato esterno per provare a creare spazi, ma finisce per ritagliarsi uno sgabuzzino dove si sta stretti e si lotta e basta senza fare troppo calcio. Nella ripresa come Pisacane lo richiama e disegna diversamente la squadra il Cagliari ottiene una scossa (dal 60′ Ze Pedro 7 – Cambia la partita, c’è poco altro da aggiungere. Non solo per la solidità dietro, ma anche e soprattutto per la fame che ci mette palla al piede. Mette il cross sulla rete di Esposito e si propone con personalità).

Esposito 7 – Per 63′ si diverte a infastidire lo stadio. Finezze non richieste, tocchi di esterno, aperture visionarie (anche troppo). Poi si ricorda di essere uno dei giocatori con maggiore qualità in campo e la sblocca con un colpo di testa da vero attaccante. Ed è un gol che pesa tantissimo (dall’88’ Belotti s.v. – Eccolo. Rientra dopo la rottura del crociato del 27 settembre contro l’Inter e la Domus lo riempie di applausi. Magari per una storia d’amore che poteva nascere e che non si chiuderà a giugno…)

Borrelli 5 – Ci prova con un colpo di testa nella ripresa, per il resto la sua partita è poca roba. Sbaglia troppi stop e fatica a capire il metro di giudizio di Doveri. Servirebbe qualità oltre ai centimetri, ma lui fa quel che può (dal 60′ Mendy 6,5 – Entra e corre ovunque, un po’ come chi ha perso la tartaruga e la cerca dovunque in giardino. Ma è lo spirito giusto. Questa è la cattiveria che vuole vedere una Domus oltremodo infastidita per un’ora. Ancora è molto acerbo, ma fa più lui con il caos lì davanti in 30′ che chi lo ha preceduto in un’ora).

Allenatore: Fabio Pisacane 6,5 – La squadra parte con tanta paura, ed è normale visto il periodo recente, e con una formazione iniziale scelta dal tecnico campano che un po’ fatica a capirsi e a prendere ritmo. Bravo lui a risolverla stavolta leggendo bene la gara con i cambi. Era la finalissima, come l’ha definita lui, e non l’ha sbagliata. Mica poco. Ora la speranza è che la squadra non si fermi, come già successo, perché il calendario è tosto e il traguardo ancora tutto da conquistare.

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