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Finalmente la Torres: ora serve l’umiltà per capire che è solo l’inizio della risalita

L'undici rossoblù durante il minuto di raccoglimento prima di Pontedera-Torres | Crediti US Città di Pontedera/Gianni Mattonai
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La Torres si è come sbloccata. Un girone dopo la squadra rossoblù torna a vincere nel girone B della Serie C, curiosamente sempre contro il Pontedera, e lascia anche l’ultima piazza della classifica, a discapito proprio dei toscani. Evidente, al di là dei tre punti a lungo inseguiti, il beneficio della cura Alfonso Greco sullo spogliatoio. Da quando è tornato l’allenatore romano, seppur a piccoli passi, la formazione sassarese ha un rendimento simile alle squadre che inseguono le ultime posizioni valide per i playoff. Già qualcosa per sognare una seconda parte di annata diversa rispetto a quella vissuta fin qui.

Momento
Ma al momento è meglio non andare troppo in là con la fantasia. La vittoria contro il Pontedera per 3-1, prima stagionale in trasferta e prima partita del 2025-26 con più di una rete per i rossoblù, deve essere il simbolo di un girone di ritorno vissuto con un altro piglio e un’altra mentalità da parte della Torres. L’impressione d’altronde, fin dai primi momenti di crisi di questo campionato, è che per la squadra sassarese sia tutta una questione di testa. Questa formazione non avrà la forza e la profondità per lottare ai vertici del girone B come è stato negli ultimi due anni, ma, con tutto il rispetto, ha delle qualità generali migliori rispetto a chi come lei deve per ora lottare per mantenere la categoria. Anche se per quanto mostrato in campo fin qui la Torres ha la classifica che si merita perché ha vissuto mesi di profonda difficoltà sia nel gioco che nel carattere. La speranza ora è che l’iniezione di fiducia di Pontedera abbia cambiato definitivamente lo spartito della stagione dei ragazzi di Greco.

Singoli e unità
Il successo in Toscana è stato accompagnato come sempre da un folto gruppo di tifosi (128 a Pontedera), e qualche riga per il gruppo organizzato sassarese va speso. Nell’abbandono evidente di una parte di pubblico al Vanni Sanna c’è stato di contro un segnale di maturità importante mandato alla città dallo zoccolo duro di sostenitori. Anche nel momento più complesso della stagione c’è sempre stato un incitamento, almeno fino al fischio finale, e quasi mai delle aperte contestazioni o delle polemiche fini a se stesse. Cosa non scontata, visti risultati e l’atteggiamento con poco mordente messo spesso in campo della squadra. E a fine stagione se la Torres dovesse riuscire nell’impresa salvezza una fetta di merito andrà spartita con la parte di città che nel momento più facile per voltare le spalle ha invece deciso di rimanere, lottare, fare quadrato e non abbandonare l’orchestra che suonava mentre la stiva della barca rossoblù era già piena d’acqua. E il mantra del non mollare in attesa del momento giusto forse tornerà utile anche ad alcuni singoli, come Lorenzo Di Stefano. Il 2002 dopo 16 partite da oggetto misterioso e con tante occasioni da gol gestite con poca lucidità è stato finalmente protagonista con una doppietta decisiva. Greco lo sta avvicinando sempre di più alla porta e lui sta ripagando. Un giocatore che il guizzo lo ha, ma che ha bisogno di essere al 100% tranquillo e in fiducia per rendere. Ma Di Stefano non è l’unico, anche giocatori come Brentan o Giorico sembrano aver ritrovato la strada giusta per rendere al meglio con il ritorno in panchina di Greco. Poche cose, semplici e fatte con consapevolezza, per provare a ritrovare quella serenità perduta. Sembra essere stata questa la medicina del tecnico romano per il suo spogliatoio fin qui. La gara di Pontedera ha restituito un bel messaggio anche a livello di unità del gruppo, basta rivedere l’esultanza di tutti dopo la prima rete di Di Stefano, oppure l’altruismo di Mastinu in occasione del 3-1, quando il capitano, da capitano vero, invece che cercare la gloria personale ha passato la palla a Di Stefano per avere un gol sicuro e chiudere la partita.

Futuro
Il successo di Pontedera ora va archiviato come sana boccata d’ossigeno, ma con l’umiltà e la consapevolezza che sia solo un piccolo passetto. La Torres non ha ancora fatto niente e nessuno deve e può permettersi di pensare il contrario per il bene stesso di questi colori. Gennaio mette ora davanti un trittico di gare interessanti e complesse al tempo stesso, ma alla portata dei rossoblù se la mentalità vivrà un crescendo sulle ali del ritorno ai tre punti. Si parte il 10 con la sfida del Vanni Sanna contro il Campobasso, poi il 17 la Pianese in trasferta e infine il 24 lo scontro diretto a Sassari contro il Bra. Un mese che potrebbe anche aprire la strada verso una salvezza diretta. Ma prima vanno rimessi insieme i mattoni un passo dopo l’altro, provando a recuperare di domenica in domenica fiducia, giocatori che fin qui hanno reso meno e magari trovando nel mercato, e qui il club è chiamato a mandare un segnale forte, un prezioso quanto fondamentale alleato.

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