La Dinamo Sassari esce sconfitta dal primo confronto in Basketball Champions League. La squadra di Piero Bucchi esce sconfitta dal campo di Stettino per 93-85. Una gara difficile per i biancoblù (qui la cronaca), che con un buon ultimo periodo riescono però a limitare lo svantaggio e a tenere aperta l’opportunità di ribaltare la differenza canestri al ritorno in Sardegna. I nostri giudizi sui biancoblù.
Whittaker: 6. Vuole cambiare marcia e i primi minuti fanno ben sperare perché riesce a mettersi in proprio e a creare per gli altri. Quando torna nel secondo periodo continua a far bene, almeno fino a quando non gestisce male due possessi che avrebbero potuto portare Sassari di nuovo sotto la doppia cifra di svantaggio. Dopo l’intervallo non parte bene e Bucchi lo tiene a lungo in panchina fino agli ultimi cinque minuti del quarto finale, quando torna a fare quanto visto a inizio gara aggiungendo una buona dose di personalità.
Gentile: 5,5. Inizia bene al tiro con una tripla senza alcun tipo di ritmo. Perde anche lui il feeling con il canestro nel lungo periodo, con il fallo sulla sirena del secondo quarto che è un po’ l’immagine di una gara di più bassi che alti. L’atteggiamento resta però quello di sempre.
Charalampopoulos: 6. Sassari lo cerca e spesso lo trova, soprattutto nelle fasi iniziali. Per l’ex Pesaro però non è una partita semplice, perché Stettino ne prende le misure e la lucidità non è la stessa della sfida contro Treviso. Si unisce anche lui bene però alla reazione d’orgoglio del quarto finale.
McKinnie: 5,5. Ancora una volta l’inizio in sordina, poi stavolta arriva una fiammata che rivitalizza Sassari nel momento giusto, in un secondo quarto in cui gli avversari sembravano prendere definitivamente il controllo della partita. Otto punti consecutivi che però rimangono il miglior highlight di una partita dove non riesce neanche lui a essere efficiente in modo costante. Quando ha campo aperto dimostra di essere a suo agio, meno sul proprio lato e a difesa schierata. Il periodo di apprendimento continua.
Gombauld: 5,5. Conferma la bontà di alcuni movimenti, che si vedono però a intermittenza, si perché Sassari esplora più spesso altre soluzioni, sia perché la squadra polacca nega il più possibile la palla dentro l’area. Nel terzo periodo mostra che con quel pizzico di decisione in più può essere di grande aiuto. Soffre troppo, così come Diop in alcuni tratti, l’energia dei lunghi avversari a rimbalzo.
Cappelletti: 6. La serata non è delle migliori neanche per lui. Solo qualche sprazzo, in un terzo periodo in cui però Sassari non riesce più a ingranare le proprie marce. L’ex Verona ha però il merito di metterci qualcosa in più sotto il profilo della cattiveria.
Tyree: 5. La sgasata con cui apre la propria serata è forse figlia delle poche energie rimaste in corpo dalla gara dell’esordio. Perché poi la serata si fa subito dura. Tanti errori al tiro, diverse le forzature e poca reattività di gambe, con il duello con Dunn che finisce nettamente nelle mani dell’ex Ludwigsburg.
Treier: 5,5. Mano fredda, anche nei momenti in cui i movimenti dei compagni gli aprono il campo. Peccato, perché nell’ultimo quarto avrebbe potuto anche inaspettatamente riaprire la gara.
Kruslin: 6,5. Mette tre triple importanti in un secondo quarto da incubo per una Sassari. Prova a fare il suo solito in difesa, ma le difficoltà sono comunque tante. Risulta comunque tra i migliori per atteggiamento, ma soprattutto quella polacca è la serata migliore al tiro dall’inizio della stagione ufficiale. E questo non può che essere positivo.
Diop: 6,5. Sassari non riesce ad eseguire e i palloni sotto sono pochi, ma quando arrivano subisce quasi sempre un raddoppio che finisce per togliergli respiro. Non è nel suo momento migliore e probabilmente lo sa anche lui, ma nell’ultimo periodo trova la giusta reazione per spingere la squadra a limitare i danni. Chiude con 15+7 rimbalzi.
Pisano: sv.
Coach Piero Bucchi: 6. La stanchezza fa la sua parte ancora una volta, così come la poca conoscenza, perché alla squadra manca la lucidità nei momenti più caldi della gara. Soprattutto quando rientra in gara grazie a una zona che dà i suoi frutti nel secondo periodo. In una serata in cui tutto sembra crollare, in cui è evidente che ci sarà tanto da lavorare soprattutto sul piano difensivo, è fondamentale nel tenere i suoi mentalmente dentro la gara e far sì che l’ultimo quarto diventi una reazione d’orgoglio con un parziale di 8-25 che rischia di riaprire tutto in maniera insperata. Un frangente da cui ripartire e che forse apre la strada a qualche rammarico, visti anche i problemi al tavolo riscontrati a inizio secondo tempo.
Matteo Cardia

















