La Dinamo Sassari batte la Reyer Venezia anche in gara 4 e si guadagna così l’accesso alle semifinali Scudetto. I nostri giudizi sui biancoblù.
Dowe: 7. Mokoka gli crea più di qualche problema in attacco con la sua fisicità. Il primo canestro infatti arriva solo quando Sassari riesce forzare un cambio e portarlo contro Spissu spalle al ferro. Dopo un po’ di respiro in panchina fa crescere il suo impatto in un secondo periodo in cui diventa un fattore soprattutto a rimbalzo offensivo. I falli rimangono un problema, tanto che finisce prima la sua partita per il raggiungimento del limite, ma nel quarto periodo alcune sue giocate, tra cui un pesante gioco da quattro e una tripla, sono determinanti per la vittoria.
Kruslin: 8. La mano è calda sin dalla palla a due. Parte con un quattro su quattro pesante dall’arco che aiuta la Dinamo ad entrare in partita e a non far scappare una Venezia più solida in attacco. Con il prosieguo gli spazi diminuiscono, ma l’efficienza al tiro rimane alta, con la sesta tripla della serata che sembra mettere al sicuro le semifinali prima dell’ultima sfuriata di Granger che però non è abbastanza. Decisivo.
Jones: 6. Ancora un primo tempo condizionato dai falli, che diventano due dopo pochi minuti. Comincia meglio il secondo tempo, ma stavolta la fiammata non arriva perché al tiro non diventa mai la serata giusta. Prova a dare comunque il suo contributo nel suo lato.
Bendzius: 6,5. Zero punti fino alla sirena finale, in una nuova serata in cui Venezia lo elimina quasi totalmente dal disegno offensivo sassarese. In difesa e a rimbalzo però non si astiene da lavorare in maniera preziosa, contro Willis e non solo. Ma è soprattutto sua l’ultima difesa, la più importante, su un Granger caldissimo con la palla in mano per la vittoria.
Stephens: 6. Venezia parte con Tessitori in quintetto, giocatore che per caratteristiche lo dovrebbe mettere in difficoltà. Lo statunitense però regge bene il colpo. Gli orogranata lasciano meno spazio nel pitturato e soprattutto sono meno disattenti a rimbalzo per evitare anche che lui diventi un fattore. Anche per lui i falli diventano alla lunga un problema, ma dà comunque il suo apporto.
Robinson: 6,5. Parte ancora una volta dalla panchina e con lui Sassari riesce dopo un inizio non semplice a mettere un po’ più d’ordine in campo. Sgasa poco nell’ultima serata, ma con lui la Dinamo ha più tranquillità in una serata più tesa vista la posta in palio.
Raspino: 6. Nuovamente presto in campo per dare il proprio contributo per lo più in difesa. Svolge come sempre il suo compito.
Gentile: 7. Comincia con una forzatura, per poi trovare il modo di entrare in partita mettendosi a duellare con Granger sia in attacco che in difesa. Bravo, come già accaduto in gara 3, a creare i presupposti per le difficoltà di Venezia sul pick&roll dei biancoblù. Soffre qualcosa contro Spissu in difesa, ma ancora una volta nelle gare dove la tensione si alza è più che utile alla causa biancoblù.
Diop: 8. Entra in campo portando ancora una volta fisicità ed energia nel pitturato e non solo. Gioca un secondo periodo a tratti devastante, lavorando bene spalle a canestro e ponendo ancora una volta in grande difficoltà Watt, ma soprattutto riscattandosi ogni volta dopo un piccolo – raro – errore. Venezia prova a mettergli maggiormente le mani addosso nel secondo tempo, oltre che a collassare meglio in area, ma il senegalese malgrado gli sforzi resta dominante. Il giocatore più continuo dell’intera serie.
Treier: 7,5. Dopo gara 1 l’estone è salito di livello, soprattutto a livello caratteriale. Anche in gara 4 lo fa notare, con una prestazione che lascia il segno. Perché le sue due triple contribuiscono a costruire il primo divario largo di Sassari e la sua terza di serata ricaccia indietro una Venezia mai doma nell’ultimo periodo. Chiude con 11 punti in 20 minuti. In crescita e per la Dinamo non poteva esserci notizia migliore.
Devecchi: sv.
Chessa: sv.
Coach Piero Bucchi: 8. L’impatto del coach dei sassaresi c’è stato in una stagione rimessa in piedi con pazienza e anche in una serie in cui la Dinamo sembrava essere arrivata a corto di energie. Gara quattro è stata ricca di diverse emozioni, la gara più tesa e difficile contro una squadra avversaria messa spalle al muro. Ma che alla fine Sassari è riuscita a domare, grazie al fatto di essere una vera squadra. Frutto soprattutto del lavoro fatto da chi siede in panchina.
Matteo Cardia

















