Tutto ha origine tra i nastri d’asfalto e i rilievi rocciosi del Nuorese, in quel cuore profondo dell’isola dove l’identità rappresenta una costante di vita. È qui che due grandi amici di Nuoro, Marco Floris e Michele Deriu, mossi da un’autentica passione per i motori e da un attaccamento viscerale alle proprie origini, hanno iniziato a tracciare la rotta di un progetto destinato a lasciare il segno.
Per oltre due decenni, macinando chilometri tra le arterie più impervie e i percorsi meno battuti, Marco e Michele non si sono limitati a guidare: hanno osservato, analizzato e interpretato il territorio. Pionieri del mototurismo digitale in Sardegna, già nel 2005 creano il portale Sardegnainmoto.com, anticipando i tempi e intercettando via web i primi viaggiatori da oltre Tirreno, per poi avviare nel 2006 i primi tour guidati ufficiali dell’isola. Nel 2009 strutturano il format con Tornanti del Mediterraneo, un evento capace di richiamare presenze da tutta Europa ad ogni edizione con un’organizzazione logistica impeccabile. Proprio sul campo matura una consapevolezza decisiva: per vivere appieno il piacere del viaggio, l’utente su due ruote necessita di solide basi teoriche e pratiche sulla sicurezza. Un’esigenza che si salda con il background professionale dei fondatori: nel 2000, infatti, Marco e Michele avevano aperto a Nuoro il primo studio cittadino di infortunistica stradale, approfondendo con rigore tecnico le dinamiche dei sinistri e i fattori di rischio.
Nel 2010, l’incontro con Luca Scassa al tempo pilota del Campionato del Mondo Superbike su Ducati che segna l’avvio dei primi corsi di guida nel Circuito di Mores e la definizione del metodo didattico che sancisce la nascita di SardiniaBikeXperience (SBX) e della SBX Academy. La missione formativa di SBX trae ulteriore concretezza da una vicenda personale affrontata con fermezza. Oltre dieci anni fa, a causa di un’auto che invase la sua corsia colpendolo in pieno, Marco ha perso l’uso delle gambe. L’evento non ha interrotto la sua presenza attiva tutt’altro, l’ha moltiplicata e resa ancor più incisiva: oggi Marco coordina la regia operativa e logistica degli eventi a bordo di un mezzo speciale a quattro ruote e cura in prima persona lo sviluppo dei programmi della SBX Academy. La sua grande esperienza trasforma la prevenzione da concetto astratto a prassi fondamentale, rispecchiando la determinazione tipica della terra d’origine. Il percorso avviato all’ombra dell’Ortobene si è trasformato in una struttura solida e riconosciuta anche sul piano internazionale, partner tecnico di marchi primari come Honda (con cui collabora dal 2016 per le iniziative dedicate alla rete vendita e ai clienti) e promotore nel 2026 dell’on-off turistico attraverso SBX Terra. Restando alla guida del progetto, Marco e Michele dimostrano come la competenza sul campo e l’attaccamento alla propria terra possano tradursi in uno standard di riferimento per la guida e l’accoglienza.
Marco, Michele, la vostra attività parte da lontano: dallo studio di infortunistica stradale nel 2000 all’intuizione di Sardegnainmoto.com nel 2005, fino ai grandi tour di Tornanti del Mediterraneo. In che modo il legame con Nuoro e vent’anni di esperienza sul campo hanno definito i caratteri di SBX?
«Essere sardi, per noi, non significa semplicemente essere nati in questo territorio. Significa avere con questa terra un rapporto profondo, conoscerne i ritmi, i paesaggi, le persone e soprattutto quelle strade che spesso non compaiono nei normali itinerari turistici. SardiniaBikeXperience è l’evoluzione naturale di un percorso iniziato oltre vent’anni fa. Quando nel 2005 abbiamo creato Sardegnainmoto.com e nel 2006 il primo tour guidato, il mototurismo organizzato via web in Sardegna praticamente non esisteva: eravamo dei veri pionieri. Con Tornanti del Mediterraneo siamo passati a gestire 50 motociclisti a evento. Ma abbiamo sempre creduto che l’isola avesse qualcosa di straordinario da offrire oltre i percorsi battuti. Il nostro valore aggiunto è proprio la profonda conoscenza del territorio e della cultura locale. Non ci limitiamo a scegliere una strada perché è bella da percorrere: cerchiamo di costruire un’esperienza che metta insieme guida, paesaggio, storia e relazioni umane. Non vogliamo che chi arriva in Sardegna con SBX possa dire soltanto “ho fatto un bel giro in moto”. Vorremmo che a fine esperienza dicesse di aver conosciuto una parte autentica dell’isola, vissuta in sella con rispetto, curiosità e spirito di condivisione.»
Il lavoro nell’infortunistica stradale avviato a Nuoro nel 2000 vi ha fornito una prospettiva analitica sulle dinamiche stradali. Come si è trasferito questo patrimonio tecnico nella didattica della SBX Academy a partire dal 2010?
«Fin dal 2000, analizzando la dinamica degli incidenti stradali, abbiamo compreso quanta poca consapevolezza ci fosse spesso alla guida. Quando organizzavamo i tour, ci rendevamo conto che anche il motociclista esperto necessitava delle regole base di sicurezza stradale per gestire al meglio il mezzo e gli imprevisti. La passione è il punto di partenza, ma da sola non basta.È su questo principio che nel 2010, grazie anche all’incontro con Luca e ai primi corsi svolti insieme, abbiamo strutturato la SBX Academy, sviluppando moduli didattici mirati. Crediamo che il motociclista più sicuro non sia quello che va piano o rinuncia al piacere di guida, ma quello che conosce perfettamente i propri limiti, quelli della propria moto e quelli dell’ambiente in cui si muove. Nei nostri corsi trasformiamo la tecnica in uno strumento di tutela e padronanza: lavoriamo sulle traiettorie, sulla posizione del corpo, sull’uso dello sguardo, sulla capacità di anticipare le situazioni e sull’analisi video on-board per correggere i difetti di postura. La sicurezza non è un vincolo, ma la chiave per guidare in modo più consapevole, più fluido e, di conseguenza, più libero.»
Dall’attività pionieristica sul web alla partnership con Honda dal 2016, fino al presidio delle aree interne come Barbagia, Supramonte e Ogliastra. Come si struttura un modello di accoglienza che generi valore economico ed eviti l’impatto del turismo mordi e fuggi?
«La sfida è stata dimostrare che il motociclista non è un utente di passaggio che consuma l’asfalto e riparte, ma una risorsa preziosa per l’economia locale e la destagionalizzazione, capace di scoprire piccoli centri e strutture ricettive fuori dai circuiti di massa. La collaborazione con un colosso come Honda, che dal 2016 ci affida la gestione di eventi dedicati alla propria rete di vendita e ai propri clienti, conferma la qualità e il rigore del nostro standard organizzativo. Ma il principio resta lo stesso sia nei grandi eventi aziendali che nei viaggi esperienziali: il territorio non è un semplice sfondo, ma il protagonista. In aree affascinanti e fragili come la Barbagia, il Supramonte o l’Ogliastra, la responsabilità viene prima dei chilometri. Poniamo massima attenzione al numero dei partecipanti, alla condotta del gruppo e all’interazione con le comunità locali. Se chi viaggia con noi torna a casa ricordando la bellezza di una strada, ma anche il valore di un incontro o di un pranzo in un borgo dell’interno, significa che abbiamo lasciato ricchezza sul territorio.»
Con l’avvio nel 2026 dei primi tour di “on-off turistico” targati SBX Terra e l’attenzione rivolta ai giovani, quali sono i prossimi obiettivi operativi di SBX?
«Il nostro obiettivo è evolvere continuamente rimanendo fedeli ai nostri valori. Nel 2026 abbiamo inaugurato il settore SBX Terra, dedicato all’on-off turistico, per permettere ai motociclisti di esplorare la Sardegna più selvaggia ed incontaminata attraverso le strade a fondo naturale, coniugando avventura e rispetto dell’ambiente. Parallelamente, avvertiamo l’urgenza di investire sui giovani. Tra i nostri progetti prioritari c’è l’ingresso della SBX Academy nelle scuole, per incontrare i ragazzi che si affacciano alle due ruote. Prima ancora di insegnare la tecnica di piega, vogliamo trasmettere l’educazione stradale, la conoscenza dei rischi e il senso di responsabilità verso se stessi e gli altri. Non vogliamo spegnere l’entusiasmo dei ragazzi: la moto è un simbolo straordinario di libertà, scoperta e divertimento. Ma proprio per questo deve essere vissuta con la giusta preparazione. La nostra ambizione non è mai stata la pura crescita numerica, ma la promozione di una cultura della guida matura e la valorizzazione della nostra isola. Oggi abbiamo più esperienza, strumenti avanzati e collaborazioni di prestigio, ma lo spirito con cui siamo partiti nel cuore di Nuoro è esattamente lo stesso.»
Il valore di questa realtà risiede proprio nella coerenza tra rigore tecnico e conoscenza profonda dei luoghi. Portare le persone a scoprire le strade sarde con metodo, lucidità e rispetto delle comunità locali non è una semplice offerta turistica, ma un modo concreto di fare cultura su due ruote. In un settore in cui la moto viene troppo spesso ridotta alla ricerca fine a se stessa del limite, la visione di Marco Floris e Michele Deriu ribalta la prospettiva: la padronanza del mezzo non serve a correre di più, serve a guidare con consapevolezza. È così che l’orgoglio barbarico e la competenza scientifica hanno trasformato un sogno nato all’ombra dell’Ortobene in un modello di riferimento, dove ogni curva si fa conoscenza e ogni viaggio lascia valore autentico al territorio.
Massimo Piras
























