Dalla doppia vittoria sulla Juventus nei quarti di Coppa UEFA del 1994 alle ambizioni del Cagliari di Fabio Pisacane. Matteo Villa, capitano rossoblù dal 1997 al 2001, torna con la memoria a una delle pagine più belle della storia del club e guarda con fiducia al presente. Ai nostri microfoni, in vista della sfida contro i bianconeri di domenica 11 ottobre alle 20:45, l’ex difensore analizza la solidità della squadra, la crescita di Daniel Maldini e l’esplosione di Alessandro Romano. Con un invito a coltivare l’entusiasmo senza perdere di vista il primo obiettivo: la salvezza.
Cagliari-Juventus riporta inevitabilmente a quelle due vittorie nei quarti di Coppa UEFA del 1994. Che cosa ti è rimasto di quelle serate?
“Sono state due partite incredibili. Spero che la squadra di Pisacane possa ripercorrere i passi di quel Cagliari, anche se è presto per fare paragoni. Eliminare una Juventus piena di campioni e poi giocarsi una semifinale contro l’Inter è qualcosa di indimenticabile”.
Qual era il segreto di quella squadra? E quanto pesa ancora il rimpianto per la finale sfiorata?
“Intanto c’erano giocatori veramente forti. Eravamo una squadra unita, con un allenatore che ci ha aiutati tantissimo a trasformare in realtà qualcosa che sembrava impossibile. Siamo stati anche sfortunati a incontrare prima la Juventus e poi l’Inter in semifinale: ci è mancato veramente poco. In finale arrivò il Salisburgo, che non era superiore a noi. Poteva essere l’anno giusto per ottenere un risultato che ci avrebbe portati sullo stesso livello dei grandi giocatori che avevano vinto lo scudetto nel 1969-70. Siamo comunque contenti di quello che abbiamo fatto: è mancata soltanto la ciliegina sulla torta”.
Senza forzare i paragoni con quel Cagliari, quanto può crescere la squadra di Pisacane?
“Il Cagliari di oggi mi sembra la sorpresa più bella di questo campionato. Se Pisacane e la squadra riusciranno a mantenere questo livello di gioco e a dare continuità ai risultati, tra tre o quattro mesi potrebbero confermarsi la sorpresa assoluta. Ho visto la partita contro il Lecce: il Cagliari ha strameritato di vincere e non era affatto scontato, contro una diretta concorrente. Vanno fatti i complimenti a tutta la squadra”.
Appena due gol subiti in questo avvio: da ex difensore, dove individui la chiave della solidità rossoblù?
“Sicuramente vanno riconosciuti tanti meriti alla difesa e a Caprile, che mi auguro possa restare a Cagliari il più a lungo possibile. Penso però che l’aspetto principale sia aver trovato un grande equilibrio. In questo i meriti vanno soprattutto all’allenatore, che ha permesso alla squadra di subire pochissimo e, allo stesso tempo, di proporre un ottimo gioco anche in fase offensiva”.
Era da tanto che non si vedevano due giocatori del Cagliari titolari nella nazionale italiana. Che idea ti sei fatto su Maldini e Romano?
“Daniel Maldini lo conoscevamo già e sapevamo che era un ottimo giocatore. Forse prima non aveva avuto la fortuna di trovare l’ambiente giusto per crescere. Io stesso ne sono una dimostrazione: Cagliari è la città perfetta per un giovane promettente che vuole esprimere il proprio potenziale. La sua, quindi, non è stata una sorpresa fino in fondo, perché il talento si conosceva. Romano, obiettivamente, era meno conosciuto e sta dimostrando di essere molto bravo. Se il Cagliari è la squadra sorpresa del campionato, Romano è il giocatore sorpresa. Lo conoscevano in pochi, probabilmente soprattutto gli addetti ai lavori, meno i tifosi. Vanno fatti i complimenti a chi lo ha portato in Sardegna: considerando quanto è stato pagato e il valore che ha adesso, è stato veramente un ottimo affare”.
Romano ha già mostrato qualità da futura big e da protagonista in Nazionale?
“Sicuramente sì. Penso che possa puntare a una big, ma mi auguro che resti il più a lungo possibile in Sardegna. Se il Cagliari avesse la possibilità di trattenerlo e lui la voglia di rimanere, mi farebbe piacere. Chiaramente conosco le dinamiche del mercato, quindi non si può mai sapere. Per le qualità mostrate in questo inizio di stagione, però, penso che possa diventare davvero un ottimo giocatore”.
Domenica la Juventus avrà la pressione del risultato. La libertà mentale del Cagliari può diventare un’arma?
“La Juventus parte sicuramente favorita, però il Cagliari arriva a questa partita con la possibilità di giocare a mente libera. I bianconeri, invece, dovranno vincere quasi a tutti i costi. Spesso chi affronta queste sfide con maggiore leggerezza riesce a esprimere un gioco migliore rispetto a chi sente la necessità di fare tre punti. Per il Cagliari, magari, ci risentiamo tra tre mesi: se sarà riuscito a mantenere questa tabella di marcia, potremo fare delle belle previsioni per il futuro”.
Anche il tuo Cagliari conquistò l’Europa partendo dall’obiettivo salvezza. Quando si può cominciare ad alzare lo sguardo?
“Onestamente non so dove possa arrivare questa squadra. L’obiettivo rimane la salvezza, anche con l’attuale posizione in classifica. Se tra tre mesi avrà mantenuto questa tabella di marcia, allora si potrà parlare di qualcos’altro. Bisogna tenere i piedi per terra e raggiungere quanto prima la quota salvezza: tutto quello che arriverà dopo sarà di guadagnato. D’altronde, anche noi con Mazzone prima ci siamo salvati, poi abbiamo continuato a vincere e ci siamo ritrovati in Coppa UEFA, pur non essendo quello il nostro obiettivo a inizio campionato”.






















