Una serata da archiviare in fretta contro una Roma troppo superiore. Al Cagliari di Fabio Pisacane, nella sconfitta per 2-0 all’Olimpico contro i giallorossi di Gian Piero Gasperini, รจ riuscito poco o nulla, inutile girarci troppo intorno. Eppure il piano gara iniziale รจ stato quello provato nelle ultime uscite, che avevano comunque portato tre vittorie in fila contro Juventus, Fiorentina e Verona. Ovvero provare a chiudersi in 10 uomini e poi tentare di ripartire con rapiditร e cinismo. Solo che nella complessa serata della Capitale ai rossoblรน รจ mancata la qualitร nelle giocate e nelle scelte di gioco e si รจ vista, in modo piรน evidente di altre volte, la differenza di categoria tra alcuni singoli.
Nodo difesa e scelte
All’occhio dopo la frenata dell’Olimpico salta una difesa che priva di Yerry Mina, non al meglio e tenuto precauzionalmente a riposo in vista dello scontro diretto salvezza contro il Lecce, e di Sebastiano Luperto, venduto l’ultimo giorno di mercato per 5 milioni di euro alla Cremonese tra il malumore generale dei tifosi e dello stesso centrale, ha sofferto e ha perso completamente l’equilibrio e la soliditร mostrati nelle ultime giornate di campionato. E d’altronde bastava guardare al precedente in stagione in Serie A senza la coppia italo-colombiana, la sconfitta per 2-1 contro il Sassuolo alla Unipol Domus (probabilmente insieme al 2-0 di Roma tra le peggiori prestazioni rossoblรน sotto la guida Pisacane), per provare a intuire quanto avrebbe faticato la squadra isolana contro Malen e soci. Ora bisognerร avere la luciditร e la freddezza di non bocciare nessuno e Pisacane dovrร essere bravo a rimettere insieme i pezzi del puzzle, anche perchรฉ Mina fisicamente sta attraversando un momento non semplice a livello di gestione tecnica. Dossena al rientro dopo il lungo infortunio da titolare ha alzato presto bandiera bianca contro un Malen troppo piรน in palla e l’impressione da fuori รจ che i rossoblรน abbiano scelto scientificamente la partita piรน complessa per tornare a fargli fare 90 minuti e provare a riportarlo in condizione, ancora lontana, il prima possibile. Sicuramente il vero Dossena รจ lontano parente di quello in ritardo dell’Olimpico. In una serata che ha certificato come Ze Pedro per rendere abbia bisogno di un vero riferimento di fianco, come stato con Mina e Luperto, altrimenti anche la sua asticella, come รจ naturale, si abbassa. In un momento del campionato in cui la gestione di un dinamico ed esperto Gabriele Zappa lascia qualche dubbio. Ma quello a vedere tutti i giorni l’allenamento resta solo Pisacane. Insomma un gioco di piccoli-grandi incastri. Quando il tecnico campano li aveva trovati il Cagliari di fatto era riuscito a fare un filotto importante in chiave salvezza, poi le scelte societarie sul mercato e i cali fisiologici della stagione hanno causato una nuova necessitร nel sapersi reinventare. Condizione che deve essere vissuta come opportunitร e sfida sana per una squadra giovane e non sempre come una tragedia alla quale non c’รจ rimedio.
Focus
La bravura del Cagliari, intesa come ambiente e squadra, ora deve essere quella di ripartire piรน forte senza stare a pensare troppo alla Roma. Giocare a non prenderle per poi punire in transizione รจ un esercizio di stile che non sempre riesce e alle volte la superioritร avversaria รจ manifesta, al netto di errori di atteggiamento in alcune giocate e in tante scelte di gioco che ci sono stati. Ma รจ anche vero che quando l’avversario alza ritmo e qualitร รจ piรน naturale accorgersi di alcune lacune tecniche di questa rosa. La caccia alle streghe ora non serve a nulla. Incolpare la societร del mercato o la sottolineatura di Pisacane in conferenza – “Abbiamo dimostrato nel nostro percorso quello che valiamo nonostante lo scetticismo iniziale di molti su questo progetto di giovani e con un allenatore esordiente” – sono sassolini che non ha senso per nessuno togliersi in questo momento della stagione dalla scarpa. La partita dell’Olimpico va presa, messa in archivio e bisogna ripartire forte contro il Lecce in una sfida che puรฒ valere una grossa fetta della salvezza. Ma che soprattutto potrebbe concedere al Cagliari una primavera serena dove sperimentare, programmare e pensare a come alzare l’asticella per l’annata 2026-27. Forse per la prima volta dopo tanti e tanti anni.
Pavoletti
Infine un passaggio doveroso per Leonardo Pavoletti. Nella triste e umida serata romana il capitano ha annunciato quello che segreto non era: “Questi saranno i miei ultimi mesi qui”. Pochi giri di parole, per un uomo, prima ancora che un calciatore, che ha fatto della schiettezza una sua forza tanto quanto il colpo di testa. Vedere certi commenti social ingenerosi nei suoi confronti spiace, e questa รจ una nota personale aggiunta da chi vi scrive. Ogni giocatore attraversa le fasi della propria carriera, esattamente come fa ognuno di noi nel proprio mestiere, e verrebbe da dire nella propria vita, e Pavoletti ha capito da tempo quello che รจ il suo ruolo in questo gruppo. Tanto che a livello di esempio e applicazione in allenamento viene difficile trovare un appiglio anche per una minima critica nei suoi confronti. E poi Pavoletti รจ la storia del Cagliari degli ultimi anni. ร l’uomo copertina della promozione di Bari, dei tanti miracoli allo scadere e di altrettanti gol pesanti che sono valsi la salvezza ai rossoblรน negli ultimi anni di Serie A. Per lui da qui alla fine sarร un lungo giro di giostra per l’ultimo saluto, un po’ come fanno i grandi giocatori nella Nba. Forse Cagliari non sarร l’ultima esperienza in campo, forse sรฌ e poi si metterร dietro una scrivania, ma mettere in discussione Pavoletti รจ forse il simbolo perfetto di un Cagliari, inteso come ambiente, incattivito da anni duri e che fatica nel provare a godersi le cose dolci della vita. Con la speranza che il capitano e la squadra sappiano trovare la strada per regalare ancora notti speciali da qui alla fine per fare ricredere anche i piรน scettici e fare togliere, allora sรฌ alla fine della musica con le giostre ferme, qualche sassolino a chi vorrร .












