“Per sempre noi incoscienti giovani” o “Se non mi ami muoio giovane”. Sarà l’aria da finale sanremese, sarà quella faccia sfacciata alla Achille Lauro dei vari Palestra, Liteta o Rodriguez, sarà che un pari a Parma in emergenza, giocando meglio dei padroni di casa per larghi tratti e nel momento migliore della stagione dell’avversario, è un bel vivere con vista sul futuro. Sarà che questo Cagliari di Fabio Pisacane è una banda di incoscienti giovani che in un modo o nell’altro, all’interno di un percorso fatto di sali e scendi, si sta facendo apprezzare per sensazioni e prestazioni.
Bella risposta
Una formazione giovanissima e con tanti titolari fuori per infortunio, una panchina ancora più giovane e senza troppi jolly di esperienza e qualità da usare a gara in corso per poter pensare di tenere fino alla fine e portare a casa anche i tre punti. Il rischio di andare con queste premesse a Parma e finire schiacciati dal momento di fiducia e risultati della squadra di Carlos Cuesta per il Cagliari era più che una possibilità. Quando messa alle strette però questa formazione ha sempre saputo dimostrare in stagione di avere il pelo sullo stomaco per reagire di forza. Con lo step di maturità ancora da fare che probabilmente è invece quello di trovare continuità e costanza con le gioie e le vittorie. Da Parma però Pisacane torna con tante risposte e alcune conferme. Come quella di Liteta in mezzo al campo, in una gara che lo ha visto combattere con personalità. Vero, con un altro arbitro avrebbe rischiato di essere espulso e invece non è nemmeno stato ammonito. Ma guardando al particolare metro di gara arbitrale lo stesso discorso si potrebbe fare anche per alcuni calciatori del Parma. Poi il Cagliari ha trovato una certezza nel portoghese Ze Pedro. Un “leader silenzioso” per citare le parole dello stesso Pisacane. Uno che si è messo testa bassa a pedalare per adeguarsi alla Serie A, pur arrivando da un contesto di lusso come quello del Porto. E l’infortunio da problematica è diventato possibilità. Ha sfruttato – come da lui stesso confessato – lo stop per lavorare sui dettagli tattici e di posizione con lo staff di Pisacane e come è tornato in condizione ha preso piano piano per mano la difesa rossoblù. A Parma ha annullato Strefezza, confermando al momento la sua centralità nel progetto. In crescita sono sembrati Dossena, Esposito e Sulemana. Mentre il ritorno di Folorunsho, che ha fatto un eurogol, voluto e cercato, offre finalmente duttilità e qualità a una mediana che verso il Como proverà a recuperare sia Gaetano che Deiola. Almeno per la panchina.
Futuro
Parma è un punto che smuove la classifica. Il testo è di Fabio Pisacane. E in effetti il secondo pareggio consecutivo, dopo quello con la Lazio (0-0), offre al Cagliari un nuovo passetto avanti in classifica. I rossoblù hanno il destino nelle proprie mani, come si diceva un tempo. Ma di fatto è vero. Un destino che pesa non solo sulla conferma della massima serie ma soprattutto sulla programmazione di ciò che verrà. Fare una primavera serena vorrebbe dire dare tempo a calciatori come Albarracin o Raterink di ambientarsi con tranquillità e minori pressioni non solo nello spogliatoio ma anche alla Serie A. E capire magari se per la prossima stagione per loro sarà più utile un giro in prestito o se potranno essere da subito delle pedine importanti. Discorso diverso ma simile per Rodriguez, che può e deve essere una colonna del Cagliari che verrà in difesa, ma che deve convincere definitivamente da qui a fine stagione. Fare domande e trovare risposte senza l’acqua alla gola non è solo più facile, ma anche più proficuo per una squadra che ha l’occasione di ragionare a breve e a medio termine per la prima volta da tempo. E se mostrerà lo stesso atteggiamento di Parma sarà tutto più facile.












