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Cagliari, contro l’Inter un match dai due volti: il Lecce è il primo snodo della stagione rossoblù

Il saluto dei rossoblù ai tifosi dopo Cagliari-Inter | Foto Luigi Canu
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Diciamolo subito, come già fatto durante il post-partita: se il primo tempo di Cagliari-Inter fosse finito 0-3 per gli uomini di Cristian Chivu in pochi avrebbero potuto dir nulla. Invece la gara dell’Unipol Domus è finita (solo) 0-1 per i nerazzurri bravi a capitalizzare il gol di Hakan Calhanoglu dopo 9 minuti. Una partita dai due volti con un risultato che, nonostante cifre e statistiche decisamente sbilanciate a favore dei campioni d’Italia, lascia comunque il rammarico ai rossoblù per non essere riusciti a rimetterla in piedi, visto il finale di cuore e volontà che avrebbe potuto regalare un pareggio sulla carta inatteso.

Rammarico
La rete del centrocampista turco ha deciso un match in cui, a bocce ferme, i rossoblù di Fabio Pisacane hanno saputo reggere il colpo, soffrendo la maggiore fisicità e tecnica degli ospiti, che avrebbero potuto – più e più volte – legittimare il vantaggio. Invece, tra almeno cinque parate decisive di uno scintillante Caprile e la capacità di sacrificio dei calciatori in campo, il Cagliari è riuscito a tenere aperta una gara in teoria dal pronostico chiuso, mettendo anche paura ai campioni d’Italia nell’ultimo quarto d’ora, grazie anche alla spinta di una Unipol Domus che ha accarezzato davvero l’ipotesi di un clamoroso pareggio. Merito dei rossoblù o demeriti dell’Inter? Come spesso succede, in medio stat virtus: certamente la squadra di Chivu è stata particolarmente imprecisa davanti alla porta di Caprile, specchiandosi troppo come sottolineato dallo stesso tecnico romeno nel post-partita. Dall’altra parte però Lautaro – a proposito, a secco contro i rossoblù dopo oltre cinque anni (e 8 gol in 6 partite), una notizia – e soci hanno dovuto fare i conti con la compattezza di un Cagliari che, dopo il primo tempo passato di fatto a inseguire, grazie ai cambi della ripresa ha modificato assetto e approccio al match, privilegiando le corsie esterne e, paradossalmente, aumentando il palleggio nonostante l’uscita di Winks.

Ripresa in crescendo
Il play inglese ha patito la costante pressione della mediana nerazzurra, sparendo dal match dopo i primi minuti anche per via dei lanci lunghi dei compagni che evitavano il fraseggio corto per non rischiare. Inizialmente Pisacane ha provato a insistere sull’idea di gioco vista durante tutta l’estate, salvo poi cercare alternative nella ripresa. Dentro gli esterni Fadera e Ciervo, poi la forza fisica di Kevin Carlos e Borrelli: si è visto un Cagliari più “diretto” e capace di allargare le maglie interiste, grazie anche alla spinta di Obert a sinistra. La pressione offensiva non ha prodotto gol, ma la reazione del secondo tempo può certamente far felice Pisacane in vista del futuro. Nonostante l’assenza a sorpresa di Mina e le non perfette condizioni fisiche di Zé Pedro che non hanno agevolato le scelte del tecnico rossoblù, le prestazioni di Rodriguez e Obert hanno confermato come la catena di centrosinistra sia uno dei punti di forza di questo Cagliari. Anche se lo stesso, però, non si può ancora dire di Fazzini. L’ex viola anche contro l’Inter ha faticato a trovare i giusti spazi, costretto a inseguire spesso e volentieri gli avversari. Pisacane l’ha assolto a fine gara (“Ha bisogno di tempo per entrare in condizione. Nell’ultimo anno ha giocato pochissimo, questa sera ha faticato perché c’era una squadra di qualità di fronte”), ma dal numero 10 rossoblù è lecito attendersi un cambio di passo visto il suo potenziale e la fiducia riposta in lui dal club.

Sguardo avanti
È ovviamente molto presto per fare i primi bilanci, ma dopo le prime due giornate il Cagliari si ritrova con tre punti in classifica, con le gare contro Parma e Inter che hanno dato risposte differenti. Ecco perché il Lecce, terzo avversario dei rossoblù in Serie A (in programma lunedì 7 settembre alle 18.30), sarà probabilmente il primo vero banco di prova per la squadra di Pisacane. I salentini di Di Francesco, ex dal dente sempre avvelenato, la scorsa stagione violarono la Domus con uno 0-2 che contribuì al periodo nero di Deiola e compagni ed è facile immaginare la voglia di rivalsa nei confronti dei giallorossi. Prima ancora – giovedì 4 settembre alle 21 – ci sarà la seconda gara di Coppa Italia contro l’Hellas Verona di Gabriele Zappa, che tornerà in quello che è stato il suo stadio per quasi sette stagioni e che per la prima volta dal 2020 indosserà la maglia avversaria. Un’utile occasione per vedere all’opera qualche seconda linea (ci sarà già spazio per Massolin?), anche se le attenzioni restano principalmente sul match contro il Lecce. Con alcuni interrogativi: innanzitutto che Cagliari si vedrà in campo? Sarà confermato il doppio play, seguendo il filo conduttore di tutta l’estate o ci saranno modifiche, sulla stregua di quanto visto nel secondo tempo della gara con l’Inter? E soprattutto: quanto ancora verrà modificata la struttura della squadra negli ultimi due giorni di mercato?

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