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Cagliari, anche a Cremona errori e carattere: i rossoblù non mollano mai

Sebastiano Luperto durante Cremonese-Cagliari | Foto Valerio Spano
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“Mai non mollare mai // Se non ce la fai // Tieni duro e aspetta quel momento prima o poi”. Premessa: non conosciamo i gusti musicali di Fabio Pisacane, ma ci perdonerà per l’uso di un ritornello del suo concittadino Gigi D’Alessio per descrivere una delle caratteristiche principali notate nel Cagliari 2025-26, ovvero la voglia di lottare, sempre, fino all’ultimo secondo del match.

Soliti errori
Questo Cagliari – vale per il tecnico, come per la squadra – anche a Cremona ha dato l’impressione di essere pronto per un 30 e lode all’esame “Complicarsi la vita gratuitamente”, lasciando sul terreno due punti contro una Cremonese cinica sì, ma tutt’altro che perfetta o, meno che mai, spettacolare. Anche allo Zini la capacità di rimettere in piedi una partita che sembrava ormai persa, grazie ai cambi e al primo gol tra i professionisti di Yael Trepy, è servita per trovare l’undicesimo punto sui 19 totali da una condizione di svantaggio. Un punto di forza innata per il Cagliari pisacaniano, già dalle scorse stagioni nel campionato Primavera. Una caratteristica che, soprattutto, ha permesso ai rossoblù di rimettere in piedi una gara iniziata come peggio era difficile, con l’errore di Mina che ha spianato la strada a Vardy per l’1-0 e la palla rubata da Bonazzoli a Luperto per il raddoppio del centravanti inglese, bravo a sfruttare il primo vero “buco” difensivo di Rodriguez fin qui. Un piano gara “bruciato” dopo 4 minuti, per stessa ammissione del tecnico rossoblù in sala stampa (“Non avremmo dovuto prendere quei due gol”). La scelta di Pisacane di puntare nuovamente sulla difesa a 3 per schierare tutti insieme i tre califfi (Mina-Luperto-Rodriguez) è stata, a conti fatti, sbagliata: il ritorno del colombiano ha paradossalmente tolto certezze agli altri due, che contro il Milan – non l’Abbiategrasso, eh – era era stata quasi perfetta.“Non penso sia un problema avere giocatori forti, il problema è quando non ce li hai. Yerry ha fatto due settimane in cui si è allenato fortissimo, oggi ha fatto errori lui come altre volte li hanno fatti altri”, ha detto Pisacane nel post-gara. Dichiarazioni condivisibili in linea di principio, ma per il futuro sarebbe meglio avere tutti sulla stessa lunghezza d’onda, sia come pensiero che come atteggiamento. Il Mina delle ultime settimane sembra disconnesso con il contesto tecnico-tattico, complici anche i ben noti problemi fisici che da sempre lo attanagliano in carriera. Imprescindibile con Ranieri e Nicola, il colombiano sembra esserlo molto meno nel 4-3-2-1 scelto da Pisacane come modulo guida (con qualche deroga di troppo, come nei primi 45’ di Cremona), in cui l’ex Everton è risultato recentemente un pesce fuor d’acqua. Il suo valore non si discute certamente, ma a mercato aperto, con priorità che cambiano di continuo, è lecito attendersi la corte di estimatori internazionali (Arabia? Sudamerica?), come già accaduto in passato. L’esempio positivo arriva invece da Luperto, che da vero professionista ha aspettato il suo turno in silenzio, mostrando anche allo Zini perché sarebbe stata una fesseria totale lasciarlo partire. Anche se andrebbe puntualizzato un aspetto: la dirigenza rossoblù si è mostrata particolarmente infastidita per le voci di cessione – da alcuni data per certa nell’immediato – del centrale salentino, dichiarato incedibile sia da Giulini che da Angelozzi ai microfoni di Dazn. Questo perché, nonostante dal club negli ultimi giorni fossero arrivate soltanto smentite a riguardo, qualcuno ha continuato a soffiare sul fuoco con la speranza di provocare una rottura tra le parti e, conseguentemente, la cessione del centrale leccese. Che dunque, salvo cataclismi, resterà in Sardegna fino a fine stagione.

“Chi, io?”
Il 2-2 dello Zini però ha dato anche risposte positive a Pisacane e al suo staff. A partire dai due gol “Made in France”, firmati da Michel Adopo e, soprattutto, da Yael Trepy. Se il primo sembra avere la predilezione per i gol in terra lombarda (l’altro lo segnò a Como nel 3-1 della scorsa stagione), il numero 10 dell’Under 20 di Pisano si è preso meritatamente la scena. Non è da tutti segnare all’esordio in Prima squadra, ma le qualità dell’attaccante classe 2006 erano ben chiare da tempo al tecnico rossoblù, che lo ha allenato a lungo con la Primavera e che, per questo, lo aveva voluto tra i convocati del ritiro estivo di Ponte di Legno. I primi indizi di una serata magica si erano già avuti a inizio secondo tempo del match con la Cremonese. Trepy aveva iniziato a scaldarsi insieme a Pavoletti e Cavuoti, con particolare foga e, soprattutto, in calzoncini e non in tuta, nonostante i -3º di Cremona. E quando sul 2-1 all’83’ Pisacane si è girato verso i tre che si apprestavano a entrare indicando “Trepy” a Murelli, il giovane francese quasi non credeva alla chiamata del secondo. “Chi, io?”, toccandosi il petto come a indicarsi, fino all’urlaccio chiarificatore dalla panchina: “Dai Yael!!”, si è sentito distintamente dalla tribuna stampa. Dentro la stellina dell’Under 20 al posto del capitano storico, una scelta coraggiosa di Pisacane che alla fine ha pagato. La corsa liberatoria di tutti, chi in campo e chi in panchina, sotto il settore ospiti al pareggio ha mostrato ancora una volta l’unità di un gruppo che non molla mai, contro nessuno. A immagine e somiglianza del suo allenatore, che continua a crescere passando da errori e intuizioni, ma pure dei suoi capitani Pavoletti e Deiola, quest’ultimo presente a Cremona nonostante l’infortunio per stare vicino ai compagni.

Nuovo giro, nuova corsa
Sul bilancio del girone d’andata torneremo nei prossimi giorni con un focus dedicato, ma mantenere anche al ritorno la stessa media punti significherebbe, con tutta probabilità, una salvezza tranquilla. Che, sia ben chiaro, non deve essere un punto di arrivo, ma uno di partenza. Passi falsi ed errori delle prime diciannove giornate dovranno essere uno sprone nella seconda parte di stagione per fare ancora meglio, perché la sensazione condivisa è che questo Cagliari valga ben più dei 19 punti raccolti fin qui. A Genova, lunedì 12 gennaio alle 18.30, inizia un altro campionato: contro i rossoblù di De Rossi alla squadra di Pisacane servirà giocare 90 minuti alla stessa intensità, mettendo insieme il bel primo tempo del ko casalingo contro il Milan e la ripresa di Cremona. Solo così, con questa continuità per tutto il match (e con i giusti rinforzi sul mercato invernale), il Cagliari potrà finalmente fare il salto in avanti richiesto e atteso da una piazza giustamente esigente, ma che in tutto il girone d’andata non ha mai sentito il brivido di stare nelle ultime tre posizioni di classifica. E questo, rispetto agli ultimi anni, non è un aspetto da poco.

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