Queste le dichiarazioni di Giuseppe Mastinu, capitano della Torres, al termine della sfida pareggiata 2-2 contro il Campobasso. Di seguito le sue parole.
Sulla mentalità
“Recuperare una partita così, con pochissimi secondi rimasti, è importante. Questo finale è un po’ il simbolo del nostro girone di ritorno e dovrà esserlo ancora di più dalle prossime sfide. Abbiamo anche vinto il primo FVS della stagione è magari è un segno. Ci siamo adattati a questa situazione difficile con voglia e oggi abbiamo fatto una grande prestazione nonostante un avversario tosto e un campo quasi impraticabile anche per il tempo”.
Sulla posizione
“Ci sono due modi di giocare diversi per me, fronte porta oppure più tra le linee dove posso fare più giocate. A centrocampo oggi è stata una partita sporca e c’era bisogno di scaltrezza e la palla ha volato per il 95%. Sto giocando ora più vicino la porta e sono riuscito a incidere un pochino di più. Ma posso giocare ovunque”.
Il 2-0 mancato
“Potevamo fare il 2-0 nel primo tempo e ci sono state due occasioni anche per me buone, ma la palla ha preso una traiettoria strana e poi abbiamo sciupato alcuni palloni, ma vediamo bicchiere mezzo”.
Sul momento personale
“Mi sento bene fisicamente finalmente dopo un periodo non facile per il ginocchio. Tra campo e condizione non è stato facile dopo l’intervento, ora voglio dimostrare chi sono e voglio trascinare i miei compagni fino alla salvezza. Quando sento che la squadra ha bisogno di me mi sprona a dare qualcosa in più”.
Momento del rigore
“Siamo abituati a Diakite, sia all’uomo che al giocatore. Nonostante tutto, Diakite ha le spalle belle larghe e guardate come ha esultato con calma dopo quel rigore. Gliene dicono sempre tante ma lui non ascolta e sa dimostrare con i fatti”.
Sull’esultanza di rabbia
“Ci tenevo, avevo sotto la maglia per Mauretto, un nostro amico scomparso un anno fa, e che richiama alle iniziative benefiche che fa l’associazione a suo nome”.













