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Tiro con l’arco | Lai: “L’Europeo è il traguardo più importante, ora sogno un Mondiale”

Eleonora Lai, arciera specializzata nella divisione Arco Nudo (Barebow)
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Vorrei riuscire a vivere di tiro con l’arco, trasformando questa mia passione nella mia professione”. È una delle dichiarazioni più significative di Eleonora Lai, arciera sarda classe 2010 capace di imporsi nel giro di pochissimo tempo come uno dei talenti emergenti più interessanti del panorama sardo. Grazie a risultati di assoluto rilievo e a una crescita costante, il suo nome ha iniziato a farsi spazio nel mondo del tiro con l’arco. Di seguito l’intervista rilasciata ai nostri microfoni.

Hai iniziato a praticare tiro con l’arco da pochissimo tempo e hai già raggiunto traguardi importanti: da dove nasce la tua passione per questa disciplina?
“Ho iniziato a praticare questa disciplina un po’ per caso: una mia compagna di danza classica che praticava tiro con l’arco un giorno mi chiese di accompagnarla a un allenamento, il suo allenatore mi fece provare e da lì, nel novembre 2024, presi in mano la mia prima freccia. A marzo ho disputato la mia prima gara. È nato un feeling fin da subito, è uno sport che mi è piaciuto tantissimo, ho iniziato a praticarlo con costanza tutti i giorni, pensando all’inizio fosse un ottimo svago dalla danza. Pensavo fosse un passatempo, ma mi sbagliavo”.

Il tuo percorso ha inizio con il tesseramento nella società Arcieri Torres Sassari: quanto ha contribuito questo ambiente alla tua crescita sportiva?
“È un ambiente positivo, lungo il mio percorso ho cambiato tre istruttori, mi sono sempre trovata bene con tutti loro. Sono una ragazza ambiziosa e molto competitiva, praticando danza il confronto con gli altri mi è sempre mancato, invece con il tiro con l’arco ho la possibilità di scontrarmi e misurarmi con gli altri”.

In meno di due anni sei passata dalle prime lezioni a medaglie nazionali ed europee. Qual è stato il momento in cui hai capito che potevi competere ad alto livello?
“Dopo tre gare di qualificazione ho raggiunto il mio primo campionato italiano in cui sono riuscita ad arrivare seconda vincendo l’argento. Nel secondo campionato ho vinto un’altra medaglia e allora mi sono detta ‘forse sono davvero brava’. A Gennaio arriva la chiamata dalla Nazionale Italiana per comunicarmi la convocazione per gli Europei giovanili: non avrei mai immaginato di raggiungere un traguardo simile dopo così poco tempo dall’inizio del mio percorso in questa disciplina. Ero l’unica italiana della mia categoria ad essere chiamata per una competizione del genere. Il risultato prestigioso raggiunto all’Europeo ad oggi è sicuramente quello più significativo per me. Non mi sarei aspettata simili risultati in così poco tempo, all’inizio mi ero prefissata di raggiungere la convocazione in Nazionale nel 2027 e raggiungerlo un anno prima è stato davvero inaspettato. Oggi vedo il tiro con l’arco come qualcosa di concreto nel mio futuro: vorrei entrare nelle forze armate e praticare questo sport a lungo”.

Quali sono state, se ci sono ovviamente, le maggiori difficoltà che hai dovuto affrontare in una crescita così rapida?
“Sento di dover migliorare ancora molti aspetti come il controllo dell’ansia in competizioni importanti: al momento è il mio punto debole. Probabilmente pago un po’ di inesperienza considerata l’elevata importanza delle competizioni che mi trovo ad affrontare, dove il livello di stress è particolarmente alto. Proprio a causa di questa mia mancanza, ho finito per compromettere il Campionato Italiano, disputato appena cinque giorni dopo l’Europeo: non riuscivo a tirare come avrei voluto e questo mi è dispiaciuto”.

Tornando sull’Europeo, che sensazioni hai avuto nel poterti confrontare con alcuni dei più bravi atleti della disciplina. Che stimoli ti ha dato il contatto ravvicinato con loro?
“Ho sicuramente appreso molto, ho notato il loro approccio alle gare, per esempio Cinzia Noziglia, la campionessa di Arco Nudo, prima di arrivare sulla linea di tiro cantava e ballava: esprime una serenità e una sicurezza invidiabile. Io al contrario ero seduta e molto spaventata. Tutti loro erano molto rilassati come se quella fosse una semplice gara cittadina domenicale. Mi ha sicuramente colpito la loro personalità, in futuro spero di poter padroneggiare le emozioni come fanno loro”.

Pensando a questa annata invece che stagione ti aspetti? Quali sono gli obiettivi o comunque il prossimo passo da compiere utile per la tua crescita sportiva che ti sei prefissata di raggiungere?
“Spero di raggiungere almeno una medaglia in tutti i prossimi campionati italiani, il più vicino è il 3D, in programma il 30 luglio, dopo ci sarà il targa in cui si tira a 40 metri e infine il campagna dove la caratteristica principale è quella di tirare su dodici distanze note e dodici sconosciute. A questo proposito mi piacerebbe battere i miei attuali record in tutte queste tre specialità. Infine, il mio obiettivo non può che essere quello di ricevere una nuova convocazione dalla Nazionale per futuri Campionati Europei o per gare di qualificazione ai Mondiali”.

C’è una gara o una prestazione che consideri una svolta nel tuo percorso sportivo ma anche personale?
“In tutte le gare all’inizio pensavo sempre tanto al punteggio, in una gara però mi è capitato di arrivare non al meglio della condizione e questo mi ha portato a pensare con più leggerezza senza prefissarsi particolari obiettivi se non quello di fare il massimo e vivermela: proprio in quella gara ho fatto il mio record superando i 500 punti. Questo mi ha fatto riflettere sul come vivere le gare in futuro. Da quel giorno ho fatto segnare sempre punteggi sopra i 500 punti. Il mio allenatore mi ha sempre suggerito di non focalizzarsi troppo sui punti ma personalmente non mi aspettavo tutta questa differenza”.

Ci sono allenatori, compagni di squadra o figure a te vicine che hanno avuto un ruolo particolarmente importante nella tua crescita? In cosa senti ti abbiano aiutato maggiormente?
“Tutta la mia squadra, in particolare il mio allenatore Bruno Derudas, mi stanno aiutando a migliorare il modo di affrontare le gare a livello mentale superando la mia ansia. In allenamento mi aiutano tanto i suoi discorsi motivazionali. I miei genitori, allo stesso modo, mi sono sempre vicino: durante le gare sono sempre dietro di me e quando ho un momento di sconforto posso contare su di loro prima di riprendere la gara più forte di prima. Quando sferro la freccia e vedo il loro sorriso, la loro approvazione con quella del mio allenatore, sale in me l’adrenalina che mi permette di tirare bene”.

Pensi che in Sardegna il tiro con l’arco abbia ancora margini per crescere in termini di visibilità e partecipazione?
“Possiamo crescere ancora tanto, essendo in un’isola per noi è più difficile a livello logistico potersi confrontare con atleti di spessore. In Italia vedi cose che in Sardegna non si vedono tanto purtroppo. Il confronto con altre realtà nazionali per me e per il movimento è molto importante per riuscire ad apportare miglioramenti anche qui. A livello tecnico si organizzano molte trasferte tra le società per affrontare avversari di grande spessore. Scontrandosi solo a livello regionale non riesci a capire quale sia effettivamente il livello della disciplina a livello nazionale. Personalmente vivo la competizione con le atlete nazionali diversamente rispetto alle sfide qui in Sardegna. Quelle a livello nazionale sono gare decisamente più competitive, ci sono molte arciere ottime in grado di fare punteggi importanti dando così vita a delle gare stimolanti”.

Chiuderei questa intervista con questa domanda: qual è il sogno nel cassetto di Eleonora? C’è una competizione che sogni particolarmente di vincere?
“Il mio sogno è quello di arrivare a disputare un Mondiale. Al di là di questo, più in generale, come detto anche precedentemente, vorrei riuscire a vivere di tiro con l’arco magari entrando nelle forze armate e fare di questo sport, di questa mia passione, la mia professione”.

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