Andrea Feola, giocatore del Cos, è stato ospite ai nostri microfoni di Buongiorno 131 per parlare della stagione appena conclusa al nono posto del girone G di Serie D della squadra allenata da Francesco Loi. Di seguito le sue dichiarazioni.
Sulla stagione del Cos
“La stagione è stata quasi perfetta, forse solo i mesi di gennaio e febbraio sono stati negativi. Quella è l’unica macchia rossa, ma era doveroso far capire ai compagni che quello dello scorso anno è stato solo un incidente. Abbiamo dimostrato di essere una squadra che doveva salvarsi, c’è stato un valore calcistico e umano che ha fatto sì di festeggiare l’obiettivo con due giornate d’anticipo. Playoff? Da parte mia c’è un po’ di rammarico, con qualche punto in più potevamo essere lì”.
Sul percorso in campionato
“Nel girone d’andata ci sono state partite vinte e perse, ma avevamo la consapevolezza di fare la prestazione. Esclusa la Scafatese, ce la siamo giocata con tutti. Avevamo l’impressione di essere una squadra forte, ma che non doveva abbassare la guardia. A gennaio e febbraio forse ci siamo cullati troppo. Una vittoria importante è stata quella con il Trastevere in casa, e poi quella ad Anzio in trasferta: era quasi un playout, una partita sporca, ma lì ho visto che la squadra c’era, aveva la giusta cattiveria. Dovevamo solo tirare fuori la forza che avevamo dentro, e infatti sono arrivate vittorie non casuali”.
Sul livello del girone G
“Io anni fa avevo vissuto il girone G da under tanti anni fa. Avevo attorno giocatori forti. Ora, dopo 14 anni e avendo giocato nel girone H, l’emblema del girone G è la classifica. Alcune squadre, a tre giornate dalla fine, potevano fare i playoff o addirittura retrocedere. Ci sono poche squadre veramente forti, esclusa la Scafatese. Tutte potevano arrivare in ogni posto. Il girone H è difficile, le squadre che vogliono vincere sono molte, mentre qui ho trovato un girone molto equilibrato. È un girone perfetto per i giovani”.
Sul ruolo di questa stagione
“In carriera, quando serviva un giocatore da arretrare per emergenza, sono sempre stato chiamato in causa. Mi dicevano che era per via delle mie letture tattiche. Una volta, a Caserta, mi misero dietro sotto di un uomo e gli avversari ribaltarono la sfida: lì pensai di non poter fare il difensore. Ma anche l’anno scorso, con il Monastir, giocai alcune partite in difesa. Quest’anno ho sempre giocato in difesa, forse ho fatto solo qualche minuto con il Flaminia a centrocampo. Però a me non dispiace, sono un giocatore tatticamente intelligente e potevo far partire l’azione da dietro. Qualche lacuna c’è, ma anche sotto questo punto di vista sono cresciuto”.
Per l’intervista completa ad Andrea Feola guarda o ascolta Buongiorno 131 sui nostri canali Youtube e Spotify.
















