Il Sardegna Rally Raid, 500 chilometri in tre tappe per 500 specialisti, gli Assi di quella disciplina che più di tutte “rappresenta” l’Avventura delle origini evoluta nel Motorsport, muove e contagia. Lo si percepisce chiaramente man mano che la conferenza stampa di presentazione di Olbia va avanti. Un anfitrione e un ospite dopo l’altro, tutti mettono da parte quel rigore formale che, diciamocelo, tende ad appiattire la convenzione, per ritrovarsi insieme al tavolo di una comune passione.
Settimo Nizzi, sindaco di Olbia, saluta e ringrazia (ma è il S2R che deve la maggior parte dei ringraziamenti) e illustra di come la vivace e iperattiva Città marinara del Nord-Est sardo è tradizionalmente coinvolta. Sono gli anni di superbe edizioni del Mondiale WRC, e ora è l’Avventura del Rally-Raid che aspira a diventare tappa del Campionato del Mondo. Olbia ha aperto le sue braccia all’evento, e ha gemellato il Sardegna Rally Raid con la più tradizionale celebrazione dell’affetto cittadino: Sa Festa Manna de Mesu Maju, il patrono della Città e della Gallura. Quando si accenna al Rally vetrina della Sardegna nel Mondo, è implicito che l’attenzione converga su chi l’Isola la rappresenta istituzionalmente.
Così Stefano Cossu, assessorato turismo, regione autonoma della Sardegna, è chiaro. Da sempre, si intenda a partire dagli anni ‘80, la Sardegna si svela e rivela teatro naturale ideale per le manifestazioni del fuoristrada più rappresentativo e intenso. Il Rally tradizionale, da oltre vent’anni espresso nel successo del Mondiale WRC, e il Rally-Raid, ora declinato nel ritorno alla formula originale e affascinante della reunion sportiva di Moto e Auto (e degli Elefanti del Deserto, i Camion). Gare nate in Africa, vissute in Sud America e Arabia Saudita, che trovano in Sardegna il senso di una traduzione perfetta in un contesto diverso grazie alla collaborazione tra la Regione e di ACI Sport, nell’accezione localizzata di AC Sassari.
Il che vuol dire chiamare in causa Giulio Pes di San Vittorio, presidente dell’Automobile Club Sassari, che è insieme il coraggio, l’iniziativa e la realizzazione del Sardegna Rally Raid. Pes ricorda come è entrato nel “ramo” quando il WRC è approdato in Sardegna, di come è intervenuto nella complessa realizzazione del Mondiale Extreme E a Capo Teulada. Sono esperienze che hanno modellato la sua passione e cresciuto le giovani leve della task force Automobile Club Sassari, e che convergono “adulte” e decise nell’Organizzazione del Sardegna Rally Raid. Parla più degli altri che di sé, Giulio Pes, e chiama al “pulpito” della tavola consiliare del Comune Tiziano Siviero, l’esperto che ha ideato e che lo ha coinvolto nella realizzazione del S2R…
Tiziano Siviero, il Campione del Mondo Rally e dieci anni disegnatore della Dakar in Sud America. Non gli piace parlare, preferisce “scrivere” e riversare la sua creatività nelle tracce, nel percorso del Rally Raid che ha immaginato “incontornabile” in Sardegna. L’Event Director ci racconta degli inizi, della storia che lo ha portato sulle moto e nelle auto protagoniste della leggenda perseverante delle maratone dei deserti e, ora, dell’Isola. Di come la Sardegna rappresenti l’unicità di un contesto naturale e ambientale imbattibile per mandare in scena un contenuto agonistico di ivello superiore sul palcoscenico di un teatro semplicemente unico.
Salvatore Piras, amministratore unico dell’agenzia FoReSTAS, accende un momento di riflessione importante. Il Sardegna Rally Raid si svolge principalmente sul dedalo e sulle vie di sorveglianza e cura del patrimonio forestale della Sardegna del Nord. L’istituzione non solo non si tira indietro ma, anzi, sottolinea come e quanto sia attiva la collaborazione nata sulle tracce del WRC e sviluppata ora nei percorsi del Sardegna Rally Race. È un momento significativo, nel quale si rileva che è possibile la perfetta convivenza tra un contesto ambientale delicato e quella che, più gratuitamente che su base obiettiva, viene definita una “minaccia”. Anche questo è coraggio e passione.
Antonio Assirelli, coordinatore Motorally della Federazione Motociclistica Italiana, e Antonio Scanu, “tracciatore” del Moto Club Insolita Sardegna, spiegano infine insieme quale sia la forza attrattiva del Rally Raid in Sardegna, e del perché in 39 minuti sian stato possibile aprire e chiudere le iscrizioni alla prova del Campionato Italiano, numero tondo che è reale poiché è il tetto di ammissione che lascia fuori una sessantina di delusi costretti a rinunciare. È merito della pluridecennale dedizione alla causa creata dal grande “Federale”, e lo è del lavoro di anni di affinamento di una manifestazione motociclistica impeccabile. Certamente è merito di un luogo, di un mare e di montagne, di tradizioni e cultura che rendono unica, affascinante e desiderabile una vita in Sardegna. Si tenta infine di far parlare Edoardo Di Lauro del percorso, Event Coordinator, è “invulnerabile”, sono informazione segrete che i concorrenti scoprono strada facendo sulle note del Road Book di Gara, giorno dopo giorno. Di Lauro, tuttavia, sintetizza e spiega le dinamiche logistiche, organizzative e di gara di un evento particolarmente complesso e gratificante.
Dal 14 verifiche, test preliminari, registrazioni e animazione del “bivacco” sul Molo Brin, e dal 15 Maggio è Sardegna Rally Raid, tre tappe di competizione in Paradiso fino a domenica 17

















