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Pisacane: “Futuro? Il Cagliari ha le mie stesse ambizioni, vogliamo fare ancora meglio”

Fabio Pisacane durante Milan-Cagliari | Foto Valerio Spano
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Il tecnico del Cagliari Fabio Pisacane è stato ospite del podcast di Sky Sport Sky Calcio Unplugged all’indomani del successo contro il Milan che ha chiuso la Serie A 2025/2026: vi riportiamo alcune dichiarazioni dell’allenatore.

Futuro
“Nella mia scala di valori la riconoscenza è un valore importante. Per tutto quello che mi ha dato, faccio fatica a vedermi lontano da Cagliari. Ho un contratto con il Cagliari e non andrei mai contro persone che mi hanno visto crescere e che mi hanno reso migliore. La società ha le mie stesse ambizioni, vuole rendere il lavoro ancora più produttivo per cercare di fare un campionato ancora migliore di quello fatto quest’anno”

Mentalità
“Nel calcio esiste solo il verbo dell’oggi, dell’indicativo presente. In questo momento la mia ambizione è sfrenata, se sono arrivato a trent’anni in Serie A è perché non ho sbagliato scelte. Spero che questo istinto non mi abbandonerà.  L’aspetto tecnico tattico è importante, ma il pezzo più importante è la gestione delle risorse umane. Sono curioso di natura ed è la curiosità a spingerti oltre i tuoi orizzonti, sono andato alla ricerca dello studio delle nuove generazioni e sono arrivato ad allenare la Primavera preparato. La parola può costruire un ponte o alzare un muro, devi capire gli stati d’animo, a volte le immagini valgono più delle parole. Non proibisco l’utilizzo del telefono, siamo in un’epoca diversa e vietarlo potrebbe essere un ostacolo. Ho cercato sempre di mettermi alla pari dei calciatori, non stare sopra, anche se le regole ci devono stare. Tattica? Il concetto del modulo è superato. Siamo in una fase in cui si va di struttura, si cambia secondo l’avversario e di come prendere gli spazi. Ieri abbiamo fatto due strutture diverse in fase di possesso e tre in fase di non possesso, a seconda di come era messo il Milan”.

Su Sebastiano Esposito
“Ho un rapporto importante con lui, ma quasi con tutti. I calciatori sono come le dita delle mani, sono diversi ma con tutti ho un bel rapporto. Con Seba si è creato subito feeling, poi ci siamo un po’ studiati per un certo periodo. Lui è cresciuto con grandi aspettative, è ambizioso e a volte ha atteggiamenti da peperino, da quando ci siamo capiti entrambi c’è stata un’ascesa. Abbiamo alimentato una connessione importante”.

I leader
“Ho avuto la fortuna di avere 4-5 capitani, Pavoletti, Deiola, Mina, Zappa e Caprile. Elia ha un carisma e una leadership importante, è ambizioso. Mina? Con Yerry ho un rapporto autentico, a Pisa l’ho tolto dopo un tempo a Udine dopo pochi minuti. Il rispetto e la credibilità della squadra arriva anche da questo. Con Yerry ci siamo conosciuti e studiati, mi ha salutato durante la conferenza stampa perché poi è partito subito. C’è una grande stima e lui ha fatto delle performance importanti nelle ultime partite”.

Su Palestra
“Marco è un ragazzo tenero e speciale, nella vita privata e in campo. Sembra il giocatore che costruisci alla PlayStation con 99 di velocità, ha una corsa nobile da pantera o leopardo. L’ho visto in Primavera e aveva una facilità di corsa disarmante. Quando Angelozzi me ne ha parlato ho dato subito il mio benestare, coincideva con il discorso che volevamo portare avanti. Marco era arrivato anche per giocare anche e soprattutto a sinistra, non si aspettava di partire subito da titolare a Napoli, dove ha mostrato personalità fuori dal normale contro i Campioni d’Italia e davanti a 70mila persone. Nella partita dopo lo faccio subentrare con il Parma e fa quella serpentina per il gol di Felici, da lì in poi fino all’Atalanta al ritorno le ha fatte tutte, ha tirato la carretta per diversi mesi. Era sulla bocca di tutti, in settimana l’ho abbracciato e gli ho detto che non ha ancora espresso il suo potenziale per me, abbiamo visto il 60-70% di lui. Ha bisogno di tempo, anche ieri quando è entrato ci ha permesso di strappare quando le squadre si allungano, come da mio piano gara”

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